Cominciano a manifestarsi segni di cambiamento e di attenzione Il 2 novembre una delegazione della Cub Sanità Italiana, ha incontrato il direttore generale, il presidente del consiglio di indirizzo e il direttore amministrativo dell’IMMES e PAT.

La Cub ha chiesto alla direzione dell’ente l’assunzione di tutti gli educatori e le educatrici attualmente in servizio e la stabilizzazione e il passaggio al contratto a tempo indeterminato degli educatori a tempo determinato (con un minimo di sette ad un massimo di dieci anni di anzianità).
Il lavoro si svolge in un quadro organizzativo tale per cui è inequivocabile la natura del rapporto di lavoro in essere E’ un rapporto di lavoro da dipendente e come tale deve essere regolamentato.
A parere della Cub il concorso in cantiere può essere un utile strumento per assumere tutti i lavoratori precari. Per il concorso (come per la riorganizzazione dell’ente) la Cub ha invitato a fare in fretta ma soprattutto a fare bene, rispettando le regole e con spirito di equità e giustizia.

La Cub è fermamente contraria all’ipotesi di far fare il turno notturno ad operatori assunti ad hoc per ragioni pedagogiche.
Al centro dell’intervento comunitario deve esserci il minore e i suoi diritti. Tutti sanno che gli ospiti delle comunità sono bambini e giovani che hanno vissuti traumatici, di abbandono, di deprivazione affettiva. Per loro la notte è un momento delicato, una circostanza in cui riaffiorano i fantasmi e le fragilità, e in cui le ferite fanno più male.
Un passaggio della giornata in cui ci si sente rassicurati se si è affidati a una persona conosciuta e con cui solitamente si trascorrono anche le giornate.
I pedagogisti e gli educatori che hanno conoscenza delle comunità per minori sanno bene che l’idea di far fare la notte ad un educatore che arrivi in comunità per fare servizio solo durante la notte è una idea non condivisibile perché non tiene nella dovuta importanza la salute psicofisica degli ospiti.
A ciò si aggiungono ragioni che riguardano la natura del lavoro e del servizio comunitario.

In una comunità aperta 24 ore su 24 è corretto far valere lo stesso contratto di lavoro e la stessa figura professionale sia di giorno che di notte.
Per concludere bisogna aggiungere che l’educatore di comunità, è sempre inserito in un processo organizzativo in cui valgono le regole della subordinazione e del coordinamento.

La Cub ha ribadito le ragioni per cui ritiene le difficoltà dell’ente risultato di assenza di direzione, di cattiva gestione delle risorse umane a cui si è unita la mancanza di un progetto complessivo.
La crisi attuale può essere superata rimettendo al centro il lavoro educativo, e il legame con la città e le sue istituzioni (ad esempio università, organizzazioni di volontariato, mondo economico ed imprenditoriale).
I Martinitt possono essere un laboratorio dove Milano può dimostrare che le ragioni dell’etica possono accordarsi con le ragioni dell’economia.
E’ giunto il momento in cui la dirigenza vada verso i lavoratori (in particolare verso le educatrici e gli educatori ingiustamente precari) riconosca gli errori, inviti alla partecipazione, ricerchi soluzioni costruttive, dica una parola di speranza, smettendo di penalizzare chi vuole il rispetto del contratto e della professione.
E’ l’ora in cui bisogna adoperarsi per un clima costruttivo, nella chiarezza dei ruoli dell’azienda e di tutti i lavoratori, a prescindere dal contratto attuale.
L’incontro si è svolto in un clima colloquiale orientato a franchezza e rispetto reciproco.
La Cub ritiene che comincino a manifestarsi segni di cambiamento rispetto al recente passato; sono i primi risultati del lavoro fatto dalla CUB per portare la situazione dei Martinitt all’attenzione della città e delle istituzioni competenti.
Le parti concordano sul fatto che al tavolo sia utile e necessaria la presenza del comune di Milano e pertanto sarà chiesta l'apertura di un tavolo di confronto con l'amministrazione Comunale di Milano, la R.S.U. aziendale e la dirigenza dell' IMMES e PAT.

Aggiorneremo sugli sviluppi futuri della trattativa.

Milano, Novembre 2016

 


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