di fatto l'organico è stato quasi dimezzato rispetto a venti'anni fa. Vent' anni in cui la politica si è occupata solo a smantellare i servizi dandoli in pasto ai privati. I governi tutti hanno fatto cassa con il blocco dei contratti decennale del pubblico impiego e con la riforma pensionistica Fornero.


Tutto ciò è avvenuto contestualmente ad una campagna ignobile di criminalizzazione del dipendente pubblico che ha subito attacchi indiscriminati e generalizzati. Dobbiamo amaramente registrare che gli enti locali sono stati svuotati di lavoratori, hanno subito privatizzazioni importanti di servizi come i nidi, le scuole d'infanzia, le biblioteche, le mense, le pulizie dei locali, i servizi sociali. Cosa resta ancora da smantellare? Gran poco, i governi trattano in modo ragioneristico i servizi che gli enti locali gestiscono, appesantendo l'iter amministrativo di fardelli burocratici che rendono oramai ingestibile il funzionamento della pubblica amministrazione nei territori. Basti pensare ai tempi biblici e ai costi di rilascio della carta di identitità elettronica, basti pensare alla normativa anticorruzione che di fatto ingessa tutta l'attività amministrativa mentre i veri corrotti rimangono spesso impuniti.
Uno Stato ingrato ha ridotto a brandelli le Province che si occupavano di scuole, strade, lavoro, tutela del territorio. I sindaci rimangono inermi davanti a questo scempio, i lavoratori sono rassegnati: si tratta di una classe di lavoratrice molto avanti con l'età, che ha subìto di tutto in questi anni perfino lo scippo del TFR che vedranno dopo anni dalla cessazione dal servizio.
Il precariato è una delle piaghe più diffuse degli enti locali: proprio in questi giorni decine di comuni capoluogo stanno licenziando i precari dei nidi e delle scuole d'infanzia comunali che hanno superato i 36 mesi di servizio. Succede al Comune di Padova,ad esempio, ma anche al Comune di Torino.
La CUB Pubblico Impiego ha scritto al Ministro della Pubblica Amministrazione on. Fabiana Dadone per trovare una soluzione politica a questa vergogna: i precari dopo i 36 mesi di servizio vanno stabilizzati non scaricati. La CUB PI fa una appello a tutte le principali forze sindacali per dichiarare lo stato di emergenza nazionale per ciò che riguarda gli enti locali: i servizi non sono più gestibili con le risorse umane a disposizione.
E' necessario avviare una vertenza unitaria e nazionale per dire a questo Governo che ora bisogna invertire la tendenza con assunzioni straordinarie, con la stabilizzazione dei precari dei settori rivolti all'infanzia che superano i 36 mesi di servizio, con la internalizzazione dei servizi pubblici appaltati: dalle biblioteche, ai nidi, alle mense scolastiche, alle pulizie dei locali.
Il servizio pubblico è garanzia di qualità e di tutela del lavoratore: da qui deve partire una seria politica della pubblica amministrazione. La CUB Pubblico Impiego è pronta a lanciare una vertenza nazionale: invitiamo gli altri sindacati a fare altrettanto affinché realmente le cose inizino a cambiare in meglio e ciò anche a tutela dei servizi rivolti ai cittadini.

Maria Teresa Turetta - CUB Pubblico
Impiego cell. 340 9240822
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