E' dura la protesta del personale cuoco e inserviente dei servizi appaltati della mensa scolastica del Comune di Roma: 4 euro tutto compreso, questo il valore offerto per un pasto per i bambini che vanno dai nidi, alle scuole d'infanzia, alle primarie fino ai ragazzi delle medie.

Troppo basso tale valore, se in questa offerta è compreso anche il costo del lavoro del personale.

Le gare al massimo ribasso vanno abolite. Per mille e un motivo l’internalizzazione dei servizi pubblici appaltati ai privati riveste carattere di urgenza. Cosa mangiano i bambini delle mense scolastiche italiane, se prevale la regola scellerata del massimo ribasso ? Nei servizi pubblici, e tra questi comprendiamo non solo i nidi e le scuole, ma anche ospedali e case di riposo per anziani, il servizio mensa deve essere gestito direttamente con personale proprio e senza intermediari, il cui unico scopo è quello di perseguire il proprio tornaconto non la qualità del cibo che danno ai nostri ragazzi !

E’ ora di finirla di sottomettere i servizi pubblici a logiche di mercato: i servizi all’infanzia, mense comprese, vanno gestiti in toto dalla pubblica amministrazione !

La CUB esprime pieno sostegno allo sciopero delle lavoratrici dei servizi appaltati di mensa scolastica del Comune di Roma: il loro coraggio e la loro lotta siano di esempio e siano prese in considerazione dalle amministrazioni e dal Governo !

Maria Teresa Turetta coordinatore nazionale CUB Pubblico Impiego

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Perché domani sciopereranno a Roma gli Assistenti Educativi Culturali
«Faremo sentire la nostra voce, per affermare il diritto di lavoratori e utenti a non dover continuare ad assistere a un intollerabile spreco di denaro pubblico e a un lavoro e un servizio nei confronti degli alunni con disabilità non degni di una città civile»: così, dal Comitato Romano AEC, viene motivato lo sciopero e la conseguente manifestazione davanti alla sede del Comune di Roma, previsti per domani, 12 dicembre, da parte dei 3.000 Assistenti Educativi Culturali (AEC) della Capitale, operatori impegnati nel lavoro di inclusione scolastica di oltre 10.000 alunni con disabilità
Come già segnalato nei giorni scorsi sulle nostre pagine, domani, 12 dicembre, sciopereranno a Roma, per l’intera giornata, i 3.000 Assistenti Educativi Culturali (AEC), ovvero gli operatori impegnati nel lavoro di inclusione scolastica di oltre 10.000 alunni con disabilità.
L’iniziativa è stata promossa dal Comitato Romano AEC, con il sostegno dei sindacati USB, CUB e Confederazione Cobas, ed è prevista in mattinata anche una manifestazione in Piazza del Campidoglio (ore 10), davanti al Comune di Roma.
«Da vent’anni – spiegano dal Comitato Romano AEC, che nella scorsa settimana ha anche presentato un Libro Bianco su tale situazione -, l’inclusione scolastica dei bambini con disabilità è appaltata alle Cooperative Sociali (comprese alcune coinvolte nella nota inchiesta sul cosiddetto “Mondo di Mezzo”), la cui gestione è caratterizzata da un pesante sfruttamento di lavoratrici e lavoratori e da enormi carenze nell’erogazione del servizio.
Le violazioni dei diritti degli operatori sono all’ordine del giorno, così come i disservizi verso l’utenza. Per un servizio del genere, Roma Capitale remunera le cooperative con oltre 20 euro per ogni ora di lavoro degli operatori, in tasca ai quali, però, ne finiscono meno di 7».

«Questa protesta – proseguono – è motivata inoltre dall’inadempienza dell’Assemblea Capitolina, che avrebbe dovuto mettere ai voti una Delibera di Iniziativa Popolare presentata nel giugno scorso dal nostro Comitato e sottoscritta da 12.000 cittadini, tramite la quale si punta alla radicale riorganizzazione del servizio di inclusione scolastica degli alunni con disabilità, attraverso l’internalizzazione del servizio stesso e la sua presa in carico da parte di Roma Capitale.
Il nostro obiettivo, infatti, è quello di chiudere definitivamente la pagina della consegna ai privati della gestione di un servizio pubblico e pagato con denaro pubblico, con un grande spreco di risorse a danno di tutti i cittadini. Quella Delibera, però, non è stata nemmeno calendarizzata, in violazione dello stesso Statuto di Roma Capitale, in spregio dei lavoratori, dei cittadini che l’avevano sottoscritta e anche di quei Consigli Municipali che stanno votando mozioni in cui invitano ad approvarla, esprimendosi all’unanimità a favore dell’internalizzazione del servizio di inclusione scolastica. Finora lo hanno fatto i Municipi III, V, VIII, XIII e XIV, mentre altri lo faranno nei prossimi giorni».

«Con lo sciopero e la manifestazione di domani – concludono dal Comitato – intendiamo pertanto far sentire la nostra voce e richiamare la maggioranza capitolina al rispetto dello Statuto Comunale, per affermare il diritto di lavoratori e utenti a non dover continuare ad assistere all’intollerabile spreco di denaro pubblico e ad un lavoro e un servizio non degni di una città civile». (S.B.) 

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