Il Contratto Nazionale firmato da CGIL CISL UIL nella primavera del 2018 ha introdotto, per ciò che riguarda le sanzioni disciplinari, la “determinazione concordata della sanzione”, novità molto pericolosa perché,

se il lavoratore si trova nella condizione di dover accettare la sanzione proposta dalla controparte, poi non può più attivare il ricorso al giudice del lavoro. Come se non bastasse è stato sancito un ulteriore arretramento in termini di diritti eliminando la possibilità per il lavoratore di rateizzare la trattenuta in caso di sanzione disciplinare della sospensione dal servizio senza retribuzione.
Se l'art. 3 del precedente Contratto nazionale dell’11.4.2008 garantiva, per le sospensioni da 10 giorni a 6 mesi, l'erogazione della cosiddetta indennità “alimentare” pari al 50% della retribuzione (oltre agli eventuali assegni familiari) il nuovo CCNL ha espressamente abrogato tale norma di tutela. Togliere il sussidio alimentare a chi è stato sanzionato mette in seria difficoltà il lavoratore nel far fronte alle spese quotidiane legate alla mera sopravvivenza di se stesso e dei propri familiari.
CUB Pubblico Impiego denuncia da anni questo accanimento nei confronti dei dipendenti pubblici: il clima repressivo interno alla Pubblica Amministrazione colpisce quasi esclusivamente lavoratori che percepiscono stipendi da fame e le motivazioni delle sanzioni disciplinari sono spesso legate a valutazioni soggettive della dirigenza: il caso della sospensione dal servizio della prof.ssa Dell’Aria di Palermo, colpevole di non avere “vigilato” sulla libera espressione di idee dei propri alunni nel corso di una lezione di storia, è solo uno degli esempi più recenti.
Ribadiamo la nostra posizione: certi contratti non si devono firmare perché non é accettabile far arretrare le tutele dei lavoratori. I veri problemi della pubblica amministrazione li stanno vivendo i dipendenti sulla loro pelle, al pari di tutti gli altri cittadini: la CUB P.I. li ha esposti al Ministro della Pubblica Amministrazione on. Fabiana Dadone nell’incontro avuto il 23 ottobre scorso, suggerendo le soluzioni reali e necessarie ai dipendenti ed ai cittadini:
- piano straordinario di assunzioni,
- stabilizzazione dei precari over 36 mesi, in particolare nei settori rivolti all'infanzia degli enti locali; reinternalizzazione dei servizi di pulizia appaltati attraverso l'assunzione di tutte le maestranze;
- eliminazione dell’inutile sistema delle performance a favore della reintroduzione degli scatti biennali di anzianità e l'istituzione della 14^ mensilità;
- aumenti di stipendio che recuperino il potere d'acquisto perso nell'ultimo decennio dai lavoratori pubblici;
- pagamento del TFR/TFR a fine carriera entro 3 mesi e non dopo due anni come avviene attualmente.


Milano 30 ottobre 2019

BASTA CONTRATTI A PERDERE: RESTITUIAMO DIGNITA' AI LAVORATORI PUBBLICI !

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     CUB-PI-sanzioni-disciplinari-nov2019.pdf

 

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