Il “decreto concretezza” ha introdotto il controllo biometrico per la rilevazione delle presenze di tutti i pubblici dipendenti, con l'esclusione del solo personale insegnante. Tuttavia la legge, approvata lo scorso luglio, per essere applicata ha bisogno di decreti attuativi che la ministra Bongiorno si era impegnata di emanare entro la fine di settembre. L’ennesimo sperpero di denaro pubblico è stato “auto-affondato” dagli stessi che hanno aperto la crisi di governo.

Il Governo giallo-verde, in continuità con i precedenti, invece di investire nella Pubblica amministrazione svecchiando il personale tramite nuove assunzioni, investendo in formazione, responsabilizzando la classe dirigente, rinnovando i contratti di lavoro, si è limitato a fare la solita e propagandistica campagna agitando “i furbetti del cartellino”, sulle orme dell'ex Ministro Brunetta e di tutti i suoi successori. La Pubblica Amministrazione è una risorsa per i cittadini e come tale va salvaguardata: i cittadini hanno diritto a servizi efficienti e gratuiti! I dipendenti pubblici stanno facendo i salti mortali per tenerli in piedi, nonostante la cronica e drammatica carenza di personale in settori strategici: basti pensare alla sanità con le sue liste di attesa, alla precarizzazione della scuola pubblica, alla situazione di uffici come l'INPS, ai servizi rivolti all'infanzia o agli anziani, ai piccoli comuni oberati di burocrazia, che non riescono a sostituire il personale che va in pensione.

La lotta ai furbetti è stata innescata dai governi degli ultimi vent'anni per distrarre l'attenzione dai veri fenomeni corruttivi. L’inefficienza dei pubblici servizi è stata funzionale alla privatizzazione ed al foraggiamento di una miriade di cooperative. La CUB denuncia da anni questa situazione, svelando le vere ragioni del degrado della pubblica amministrazione, terra di razzia e clientelismo della politica per i propri interessi elettorali.

I lavoratori non hanno Governi amici e non ci illudiamo che il prossimo Governo cambi rotta, purtroppo! Sollecitiamo i lavoratori ad organizzarsi nei posti di lavoro, ad unirsi per creare un fronte unico, un fronte di classe per dire a tutti che non siamo disponibili a subire attacchi indiscriminati e generalizzati, non siamo disponibili ad accettare supinamente il blocco dei contratti nazionali e delle assunzioni, lo scippo delle pensioni e del nostro Tfr.

La CUB è un sindacato di base fatto di lavoratori militanti e non di burocrati: organizzarsi nella CUB significa non rassegnarsi, lottare per rivendicare diritti e non privilegi, riprenderci quello che ci è stato tolto e fermare l'attacco mediatico che ci vorrebbe schedati, come dei criminali.

Milano, 22 agosto 2019

CUB Pubblico Impiego

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