Dopo la data delle elezioni politiche del 4 marzo scopriremo quale sarà il reale peso degli aumenti contrattuali accettati dai sindacati confederali e autonomi che stanotte hanno sottoscritto l'ipotesi che alleghiamo.
Dopo 9 anni di blocco contrattuale questi sono gli "aumenti" per un lavoratore inquadrato in cat. C2:
dall' 1 gennaio 2016 aumento mensile lordo di 7.30 euro, che diventano 22.10 euro lordi dall'1 gennaio 2017 e 63.50 euro lordi dal 1 Marzo 2018. Al netto diventano aumenti medi di 40 euro in busta paga.

Con queste somme non si recupera nulla di quanto abbiamo perso in potere d'acquisto dei nostri salari in nove anni di blocco.
Tra Marzo e Dicembre 2018 - e solo per questo periodo - avremo poi l'elemento perequativo, non valido ai fini pensionistici, che per un B5 significa 23 euro lordi al mese, per un C5 17 euro al mese, per un D2 16 euro. Se poi analizziamo le cifre si capisce che non siamo in presenza di 85 euro medi di aumenti, l' aumento medio lordo per un lavoratore di fascia C2 arriva a 63,50 euro e solo dal 1 marzo 2018. Per non parlare della “massa” di arretrato che dopo quasi 9 anni senza contratto difficilmente supererà i 300 Euro lordi.
Nessun aumento del buono pasto fermo a 7 euro.
E che dire poi dei profili professionali fermi dal 1999 e ormai desueti?
Non hanno eliminato la categoria A, non hanno ridotto l'orario di lavoro a 35 ore, queste erano proposte reali che non hanno preso in considerazione.

Non aumentano, al contrario di quanto dichiarano Cgil Cisl Uil, le materie oggetto di contrattazione.
La legge Brunetta non viene cancellata, anzi ai dipendenti più meritevoli corrisponderanno quote maggiori di produttività sulla base delle discrezionali valutazioni dirigenziali. Tantomeno le decurtazioni di stipendio nei primi 10 giorni di malattia sono stati tolti.
Questo contratto ha recepito tutto il peggio che è stato prodotto in questi anni dai governi che si sono succeduti negli anni e che hanno visto nel blocco dei contratti e nello scippo della pensione e della liquidazione dei lavoratori pubblici un modo comodo per fare cassa.

Dopo nove anni di blocco salariale questo accordo non favorisce alcun recupero salariale, non aumenta il potere di contrattazione, non valorizza le professionalità acquisite, si prepara a barattare aumenti con misure di welfare aziendale: insomma un contratto che la CUB rispedisce al mittente senza se e senza ma.

CUB Pubblico Impiego
Milano Viale Lombardia 20 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- www.cub.it seguici su fb https://www.facebook.com/CUB-Pubblico-Impiego-1496648857047721/


Milano 22 febbraio 2018

FaceBook