MILANO - Ennesimo incidente alla Scala, il Coro non ci sta - Sfiorata la tragedia per un cedimento di un pezzo della scenografia de “La donna del lago” presso il teatro scaligero milanese. Fiorito, CUB-Informazione: “Rappresentazioni contemporanee, iper-produttività e incompetenza, prima di intervenire si aspetta il morto?” I lavoratori non ci stanno e rivendicano un ripristino della sicurezza in teatro.


Ennesimo incidente alla Scala, il Coro non ci sta

Sfiorata la tragedia per un cedimento di un pezzo della scenografia de “La donna del lago” presso il teatro scaligero milanese. Fiorito, CUB: “Rappresentazioni contemporanee, iper-produttività e incompetenza, prima di intervenire si aspetta il morto?” I lavoratori non ci stanno e rivendicano un ripristino della sicurezza in teatro.
 

Milano, 24 ottobre 2011. Ennesimo incidente, per fortuna senza conseguenze, presso il Teatro alla Scala di Milano, già nell’occhio del ciclone dalla sua ultima ristrutturazione del 2004.
 
Questa volta a seguito dello sganciamento di un gancio è letteralmente crollata la scenografia dell’allestimento, colpita da un carico sospeso, denominata telettone, e una maestra collaboratrice è stata sfiorata dalla struttura.
 
“La moltitudine delle opere montate contemporaneamente, con “La donna del lago” di Rossini che si alterna al balletto “Raymonda” e “Il cavaliere della rosa” di Strauss, l’iper-produttività e soprattutto l’incompetenza degli organizzatori della produzione mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori in palcoscenico” ha dichiarato a caldo Pippo Fiorito della CUB.
 
“Aggiungo anche che fino alla metà della prova generale del 23 ottobre 2011 (de “La donna del lago”, ndr) a cui ero personalmente presente, non è stata garantita la presenza dei Vigili del Fuoco del nucleo esterno del comando milanese di via Messina, e solo dopo una protesta organizzata dal coro dell’opera stessa, la loro presenza è stata finalmente assicurata”.
 
Dopo la denuncia della CUB all’Asl relativa ai ponti mobili di Turandot, successiva comunque a quella degli ascensori-montacarichi (mal funzionanti) precipitati, dalla postazione luci sopra il lampadario storico, attualmente in rifacimento, fino alla presenza di amianto che ha già causato il decesso di un lavoratore e la malattia di altri due.

“Si attenderà il morto per cambiare il direttore tecnico (ingegner Franco Malgrande, ndr) e la direttrice generale (Maria diFreda, ndr) preposti ad assicurare il regolare svolgimento in sicurezza delle prove e degli spettacoli nel teatro lirico più importante d’Italia?” conclude Fiorito “E’ una domanda che giriamo al nuovo presidente della Fondazione, Giuliano Pisapia”.


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