Secondamano: Resoconto del dibattito e delle decisioni dell'assemblea di Milano del 19 novembre

Ci siamo assunti la responsabilità à di convocare l'assemblea
perché riteniamo che quando c’è in forse il posto di lavoro di molti/e, prima e dopo ogni passaggio importante con la direzione, sia necessario e utile un confronto assembleare nel quale valutare collettivamente le scelte da fare. Altri (la maggioranza della attuale RSU e la Cgil) non hanno ritenuto utile partecipare. Anzi 4 RSU hanno spiegato ad alcuni il perché erano contrari. La direzione nella persona di E. Blomme ha tentato di sostenere che senza la maggioranza della RSU non potevamo tenere l'assemblea ma gli abbiamo spiegato che anche una RSU e/o un sindacato possono indire la assemblea retribuita e così è stato.
I motivi che ci hanno indotto a ritenere necessaria l'assemblea sono i seguenti (e su questi non è chiaro a noi e pensiamo nemmeno a voi che ci leggete se siamo su una posizione unitaria oppure tocca alla sola CUB sostenerla):
- la procedura dei licenziamenti collettivi prevede il solo esclusivo motivo tecnico per i licenziamenti previsti (in pratica circa 100 on line ecc. non sembrerebbero coinvolti). Ma lo abbiamo detto nell’incontro del 13 novembre e lo ribadiremo in tutte le istanze che in Italia gli eventuali licenziamenti sono possibili solo tenendo conto dei tre criteri in contemporanea tra loro e cioè età anagrafica e anzianità aziendale, carichi di famiglia e necessità tecniche. (Questo è bene che tutte le RSU e i sindacati lo chiariscano alla direzione e prima ancora ai lavoratori). E da questo ne discende che il personale coinvolgibile è tutta la pianta organica e cioè circa 250 (e non 150 di cui 67 esuberi!)
- nell’incontro tra RSU e sindacati abbiamo analizzato le problematiche dei vari reparti per capire quanto sono eventualmente giustificati i cosiddetti esuberi ed è però evidente che il primo compito non può essere quello di concordare che invece di 67 a livello nazionale (o 31 a livello milanese) i numeri sono più bassi (tanti pensano e sanno che i numeri sono un po’ gonfiati e d’altra parte se potessero eliminare sul serio tutti quelli previsti il giornale non uscirebbe e in vari punti nell’azienda ci sarebbero forti problemi). Così come è ovvio che ad un certo punto, per chi se ne va, si dovrà capire quanti soldi ci sono nel piatto per ottenere che accetti e non impugni il licenziamento.
Il primo problema quindi resta quello di ottenere (e lottare per ottenere) un cambio di strategia che preveda un piano industriale con il mantenimento e il rilancio della carta (per quanto possibile.. non aria fritta ma proposte concrete che vanno attuate e verificate nel tempo) e l’uso di strumenti alternativi previsti dalle leggi come i contratti di solidarietà. Capirete che negli incontri sindacali non è irrilevante se i sindacati Cgil e Cisl parlano di cassa integrazione e di part-time generalizzato (cioè chi non se ne vuole andare potrebbe scegliere di ridursi l’orario e il salario dimenticando peraltro che l’azienda reclama che ci sono già troppi part-time..) lasciando il solo  sindacato CUB a sostenere i contratti di solidarietà.
E’ ovvio che così facendo, lasciando cioè colpevolmente intuire ad azienda e Confindustria che la richiesta dei contratti di solidarietà (senza dubbio la più utile a salvaguardare la conservazione dei posti di lavoro) non è realmente sostenuta da tutti i sindacati, tale proposta perde inevitabilmente forza. Ed è paradossale che a limitare la forza dei lavoratori siano gli stessi soggetti che dovrebbero invece rappresentarli e tutelarli.
Ed inoltre, chi ha dato ai rappresentanti di Cgil e Cisl il mandato di proporre il part-time generalizzato??

A Milano nessuno in assemblea. E perché non sostengono i contratti di solidarietà? Forse perché la Confindustria è contraria?? E’ ora di finirla di far decidere a Confindustria quali siano gli obiettivi e i limiti delle richieste sindacali e dei lavoratori. Quindi, fosse anche solo per chiarire questo, era utile fare unitariamente l'assemblea e confrontarsi.
Nel merito delle iniziative riconfermiamo la necessità di confermare un percorso di proposte e di iniziative che prevedano il coinvolgimento della Provincia, del consiglio di amministrazione della Schibsted di Oslo e del Consolato Norvegese, per chiedere un piano alternativo e la salvaguardia occupazionale con i contratti di solidarietà. Naturalmente su queste basi si tratta di avviare, contestualmente, un rapporto con la stampa per far conoscere e contrastare le scelte di Schibsted.
In assemblea è stato necessario chiarire un punto essenziale, oggetto di voci fatte circolare tra i lavoratori e sul quale i lavoratori stessi hanno manifestato dei dubbi: gli altri sindacati possono firmare senza la CUB? Non sono vietati gli accordi separati, lo si è visto anche nei metalmeccanici con la Fiom-Cgil che non ha firmato il contratto nazionale e ancora, con il precedente governo, allorquando Cisl e Uil hanno firmato accordi senza e contro la Cgil! Certo, ma non possono cancellare con la loro firma i diritti individuali. A quale scopo qualcuno sente la necessità di far girare queste voci?? Forse perché hanno già deciso di andare avanti e firmare??
Si è discusso anche dell'attuale RSU, che, ad oggi, potrebbe non rappresentare al meglio la volontà dei lavoratori, se si pensa che all'assemblea di ieri hanno partecipato solo 39 dipendenti, anche a seguito del tentativo, da parte di 4 delle 5 attuali RSU (che si sono dichiarate contrarie), di non farla riuscire. Siamo certamente in una situazione delicata, ma quel che non è stato ritenuto accettabile è che qualcuno, per il solo fatto di essere stato eletto mesi o anni fa, possa sentirsi legittimato a decidere senza il confronto e senza il mandato dei lavoratori che, è bene ricordarlo, dovrebbe fedelmente rappresentare.
Oggi abbiamo 5 RSU, di cui due ex Primo Pentagono e tre ex Secondamano, che sarebbero da rieleggere. La CUB, grazie al fatto che ha la RSU, può sedere oggi al tavolo del confronto sui licenziamenti e non può essere eliminata.
In assemblea la maggioranza ha votato a favore della rielezione della RSU e ha chiesto alla CUB (e agli altri sindacati) di organizzarla in modo da verificare una rappresentanza adeguata e coerente con le scelte da fare in questa fase.
La CUB, cosciente che la RSU attuale resterà in carica fino alla avvenuta rielezione, valuta necessaria questa verifica e compirà i passi necessari alla rielezione in tempi rapidi. (il regolamento prevede dalla indizione 15 giorni per le candidature e le liste e altri 8 giorni e poi il voto…in pratica 23 giorni e potremmo avere la nuova RSU che dovrà prendere la palla al balzo e indirizzare e concludere la vicenda al meglio). Quel che non è stato considerato utile è lasciare alla direzione l'impressione che possa avere tre o quattro firme e cioè la maggioranza delle RSU per un accordo qualsiasi.
Quindi, con una certa preoccupazione, ma coscienti che la posta in gioco è il massimo e cioè decine di posti di lavoro, ci accingiamo a organizzare la rielezione delle RSU, con la procedura dei licenziamenti in corso. Ma siamo convinti che si debba e si possa tentare il tutto per tutto. Se non ora quando??
Nota: terremo una riunione aperta a tutte/i le iscritte e gli iscritti CUB per verificare le tre candidature e nel caso ci fossero un numero maggiore di candidati, si procederà ad una sorta di elezioni primarie per scegliere i candidati della lista della CUB Informazione.

(a cura di Angelo Pedrini, sindacalista Cub, e Maurizio Milia, RSU CUB).

22 novembre 2007
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