Il 7 dicembre 2014 nella città che si preparava all'Expo, come ogni anno si preannunciavano contestazioni alla prima della Scala. In una piazza blindata in un clima volutamente tenuto a livelli alti di tensione, la banda degli ottoni a scoppio, storica

banda militante di strada, dalla lunga storia di impegno musicale e sociale riconosciuto dallo stesso comune di Milano con l'assegnazione nel 2012 della benemerenza civica, giocava un ruolo determinante affinché fosse garantita l'agibilità della piazza da parte di chi voleva esprimere il proprio dissenso. 

Semplicemente usando la musica come strumento di interposizione contro chi, in quella stessa piazza, cercava a tutti i costi lo scontro per criminalizzare quel dissenso.
Pensiamo che sia questo il motivo per cui 4 anni dopo due nostri compagni della banda vengano accusati e rischiano un processo e svariati anni di carcere.
Respingiamo con forza il tentativo di criminalizzare l'azione politico-musicale, pacifica ma determinata, dei due "banditi" e di tutti gli "ottoni a scoppio".
Le denunce le sentiamo per questo rivolte a tutto il mondo della musica e della libertà artistica in generale. Il 14 Maggio Mattina si terrà la terza udienza preliminare del processo e in contemporanea, dalle 10.30, un presidio per chiedere il non luogo a procedere verso chi non ha commesso nulla di illecito ma ha suonato con le note della libertà  musica fatta di armonia dissenziente.

La musica non si arresta! Vogliamo strade e piazze aperte!

14 maggio ore 10,30
Presidio a Palazzo di Giustizia di Milano
Esprimiamo solidarietà  a Spinash e Juan Carlos e chiediamo la mobilitazione di tutti coloro con i quali, in oltre trent'anni abbiamo ballato, cantato, lottato e manifestato.

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