Riprende il processo contro i dirigenti del Teatro alla Scala per i morti da esposizione all’amianto.

Riprende il 26 settembre, con i primi testimoni dell’accusa, il Processo Amianto al Teatro alla Scala che vede come imputati rinviati a giudizio 5 dirigenti del Teatro, accusati della morte di 10 lavoratori a causa dell’amianto.
Tra le parti civili del processo, davanti al giudice della nona penale Gloria Maria Gambitta, la CUB-Informazione e Spettacolo, l’Associazione Salute e Ambiente del Teatro ed altre associazioni.
Inizia il processo che dovrà accertare le responsabilità personali degli imputati.
L’accusa formulata dal Pm Maurizio Ascione contro i dirigenti è di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime.

Secondo l’accusa i dirigenti erano a conoscenza della presenza di amianto nel Teatro. La pericolosità mortale di questo materiale fibroso era nota, tuttavia essi non hanno protetto adeguatamente i lavoratori, negando le informazioni obbligatorie, non bonificando tempestivamente gli ambienti di lavoro, non fornendo adeguati mezzi di protezione.

Inoltre le ristrutturazioni effettuate senza la bonifica completa degli ambienti e delle attrezzature, nonché le cartelle cliniche, hanno reso evidente l’origine “professionale certa” di malattie mortali come il mesotelioma della pleura o il carcinoma polmonare e hanno portato all’imputazione di omicidio colposo per i manager.
La Cub e il Comitato hanno raccolto la documentazione relativa ad altri casi di lavoratori della Scala deceduti, a riprova che l’amianto continua a uccidere ex lavoratori e a farne ammalare altri tutt’ora in servizio.

Milano 26. 09. 2017


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