Al Palazzo di Giustizia di Milano l’8 settembre si tenuta l’udienza del processo Amianto al Teatro alla Scala che vede come imputati rinviati a giudizio 5 dirigenti del Teatro, accusati della morte di 10 lavoratori a causa dell’amianto.

 

Il giudice Gloria Maria Gambitta ha sciolto le riserve sulla richiesta di ammissione delle parti civili nel processo che si erano presentate nell’udienza del 31 maggio e ha letto l’ordinanza con cui le ammetteva.
La CUB-Informazione e Spettacolo assistita dall' avv. Vallese è stata ammessa come parti civili insieme ad altre associazioni. E' stato dichiarato prescritto purtroppo il caso del decesso del macchinista Bruno Perissinotto.
Si avvia ora il processo che dovrà accertare le responsabilità personali degli imputati; l’accusa formulata dal Pm Maurizio Ascione contro i dirigenti è di omicidio colposo plurimo.
Secondo l’accusa i dirigenti erano a conoscenza della presenza dell’amianto nel Teatro e nota la pericolosità mortale di queste fibre, non hanno protetto adeguatamente i lavoratori, negando le informazioni obbligatorie, non bonificando tempestivamente gli ambienti di lavoro, non fornendo adeguati mezzi di protezione.

Inoltre le ristrutturazioni avvenute senza la bonifica completa di tutti gli ambienti e delle attrezzature nonché le cartelle cliniche hanno reso evidente l’origine professionale certa di malattie mortali come il mesotelioma della pleura o il carcinoma polmonare e hanno portato all’imputazione di omicidio colposo per i manager.
Nella prossima udienza del 26 settembre, ci sarà apertura della fase dibattimentale e saranno sentiti i primi due testi del PM.
Cub sostiene che l’amianto continua a uccidere ex lavoratori e deve essere fatta giustizia.
Continuiamo anche la lotta, e il 26 settembre saremo in presidio davanti al tribunale per chiedere giustizia anche per i nuovi casi di colleghi deceduti e ammalati e auspica che anche la Magistratura faccia attivamente la sua parte.

Milano 11 09 2017

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