In questi giorni, i dipendenti della Fondazione “Teatro Alla Scala” sono chiamati ad esprimere una valutazione rispetto ad un ipotesi di “CONTRATTO UNICO”, frutto di una “maratona contrattuale”, iniziata nel bunker della Sala Gialla nel mese di ottobre 2015 e, ad oggi, non ancora conclusa. A questo lungo e faticoso lavoro non è stata ammessa la delegazione della C.U.B. Informazione & Spettacolo.


La motivazione ufficiosa è stata: “non dovete preoccuparvi perché dobbiamo solo fotografare la situazione attuale. E’ solo un lavoro redazionale di assemblaggio del Contratto Nazionale con i Contratti Aziendali in vigore.
Non che noi fossimo tanto ingenui da berci degli argomenti di questo tipo, ma quando sono venuti “a galla” i primi testi scritti partoriti in Sala Gialla, è stato subito chiaro a chiunque che le cose stavano andando secondo le nostre peggiori previsioni.
Ovvero, oltre alla gravissima condotta antisindacale e discriminatoria, più volte denunciata pubblicamente nei confronti della esclusione della UBB, si sta consumando una gravissima lesione dei diritti economici, normativi e contrattuali dei lavoratori del Teatro Alla Scala.
Dieci anni di “vacanza contrattuale” nazionale e quattro anni dall’ultimo contratto integrativo aziendale verrebbero liquidati a botte di “una tantum”, “bonus extra” ed “anticipi sulla futura contrattazione”; si tratta di voci che non entrerebbero a far parte delle voci fisse della retribuzione se non in frazioni decimali ed oltretutto quantificate in modo gravemente insufficiente.
La platea dei lavoratori verrebbe divisa in lavoratori di Serie A (i tempi indeterminati) e di Serie B. Alla Serie A andrebbero un po’ di briciole, alla Serie B (i serali, il personale di sala, le aggiunte, le partite I.V.A., ecc.), ancor meno o forse niente (vedi Museo).
Sicuramente la delegazione sindacale trattante (CGIL-CISL-UIL-FIALS) non è stata all’altezza della situazione e da ciò ne deriva un bilancio fallimentare.
Questa ipotesi andava rispedita al mittente evitando questa “farsa” di una finta discussione con i lavoratori farcita magari con un bel referendum in pompa magna.
Due parole vogliamo spenderle sul Ministro Franceschini e sul capo del governo, Matteo Renzi, mai nella storia della Repubblica era successo che, per Legge, incostituzionalmente, si dettasse come fare la contrattazione, imponendo il “livello unico”. Mai nella storia della Repubblica era successo che, ai lavoratori dipendenti di una Fondazione di diritto privato, venisse imposto per Legge di ridurre l’indennità di malattia. Mai un Governo ha avuto tale disprezzo per la cultura musicale e dello spettacolo dal vivo.
Tra non molto, tenteranno di togliere il diritto di sciopero ai lavoratori della Scala e non solo.
Franceschini ha già fatto questa “operazione” nei Musei e nei siti archeologici, prendendo a pretesto un’assemblea retribuita del personale del Colosseo e facendola diventare una specie di scandalo nazionale.
Per quanto ci riguarda, questa situazione non ci piace e troverà una nostra decisa opposizione.
Tutti i lavoratori della Scala hanno diritto ad essere rappresentati dai sindacati di loro fiducia, compresi i tanti iscritti e simpatizzanti della CUB per la quale chiediamo la fine dell’embargo sindacale. La delegazione trattante deve essere decisa dai lavoratori, la piattaforma deve essere decisa a partire dai bisogni di tutti i lavoratori, smettendola con l’attuale regime di apartheid per i lavoratori precari, intermittenti, partite I.V.A., stagisti, aggiunti, ecc..
Anche per quanto riguarda la Direzione Aziendale il nostro giudizio è molto negativo e pensiamo sarebbe necessario un bel ricambio e tanta pulizia, a questo proposito, apriamo il “Vaso di Pandora” e chi sa … parli, sia sugli appalti che sulle clientele di vario tipo che, a nostro parere, sono il cancro di questa Azienda.
LA CENA DELLE BEFFE è SERVITA .RIFIUTIAMO l’INESISTENTE MENU’.CAMBIAMO CHEF E COMMENSALI .
Non vogliamo briciole ma pane rose e caviale

CUB INFORMAZIONE & SPETTACOLO
MILANO Milano, 6 Aprile 2016

Share this post
FaceBook