In questi mesi, i dipendenti della “Fondazione Teatro Alla Scala” sono stati sotto i riflettori dei media per temi quali: “la Turandot”, che è stata fatta coincidere con l’inaugurazione dell’Expo, nella giornata del Primo Maggio, e, più recentemente, con la serata del 30 aprile in Piazza Duomo con Boccelli & Friends che vedrebbe impegnati l’Orchestra ed il Coro “Della Scala”, oltre a qualche “fortunata” sarta; tutti pagati con maggiorazioni del 600% della retribuzione.


Sui veri problemi dei dipendenti, non ci sono media che puntano lo sguardo e sono:

La riduzione della retribuzione nei primi dieci giorni di malattia (con effetto retroattivo dal primo agosto 2013), grazie alle Leggi Bray-Franceschini;

Dare, finalmente, corso alla trasformazione dei rapporti di lavoro delle cosiddette “prestazioni serali” in lavoro a tempo indeterminato a part-time o full-time, regolamentando le prestazioni con le necessarie esigenze di flessibilità della produzione;

Dare a tutti i dipendenti la libertà di votare i propri delegati con un sistema elettorale democratico, che non può essere il cosiddetto “testo unico del 10 gennaio 2014”, permettendo a tutti i lavoratori di vedersi rappresentati nelle proprie scelte sindacali.

 


La proposta che noi avanziamo, per superare ogni contrasto, è di votare con la Legge sulla Rappresentanza che governa i dipendenti pubblici e che è accettata da tutte le organizzazioni sindacali, tradizionali e non, fermo restando che la “Fondazione Teatro Alla Scala” è di diritto privato e tale deve rimanere;


Affrontare e risolvere il tema degli Appalti (pulizie, ristorazione, trasporti, facchinaggio). A nessun lavoratore o dirigente della Scala saranno sfuggiti i numerosi volantini di denuncia delle irregolarità e del mancato rispetto di Leggi e Contratti che spesso avvengono in questo ambito e le iniziative di lotta e di sciopero che abbiamo organizzato anche in questi giorni.
Noi chiediamo che tutto il lavoro svolto nel perimetro della “Fondazione Teatro Alla Scala” venga effettuato rispettando le Norme di Leggi e Contratti, regolarizzando retribuzioni, orari e tutela della salute.
Per il futuro, anche alla Scala mai più gare al massimo ribasso, già abbandonate da molte Istituzioni avendo riscontrato essere fonte di possibile corruzione e malaffare.

Si sta rapidamente approssimando la discussione del cosiddetto Contratto Unico della “Fondazione Teatro Alla Sala”.
L’obiettivo aziendale che si profila è quello di falciare i diritti ed il salario dei lavoratori dei “piani bassi” dell’impalcatura piramidale della Scala.

Per tutti questi motivi, è necessario muoversi sin d’ora perché, passato l’Expo, rischiamo di pagarne il conto con gli interessi.

PROPONIAMO A TUTTI I DIPENDENTI, ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI ED AI MILITANTI E DELEGATI PIÙ COSCIENTI DI ORGANIZZARE UNITARIAMENTE UNA GIORNATA DI LOTTA CHE POTREBBE ESSERE FISSATA PER IL 2 APRILE 2015, IN OCCASIONE DELLA PRIMA DEL BALLETTO “GISELLE”.

 

SPERIAMO IN UNA RISPOSTA POSITIVA AL NOSTRO INVITO.

E’ il momento di agire.
Agire insieme per colpire uniti, appalti compresi.

 


                               
                                La Segreteria Nazionale della    
                                CUB Informazione & Spettacolo
Milano 2015-03-26

Confederazione Unitaria di Base
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