La guerra sporca della Turchia contro la Federazione della Siria del Nord e dell’Est ha come obiettivi non solo le Forze Democratiche Siriane, ma anche civili, strutture mediche, convogli umanitari e giornalisti.

Su richiesta dei popoli del nord ed est della Siria, per il 26 ottobre scorso è stata indetta una manifestazione chiamata DEFEND ROJAVA per denunciare quella guerra e raccogliere la protesta delle cittadine e cittadini di Milano e non solo e spingere il governo Italiano e la comunità Europea ad intervenire immediatamente a supporto dei popoli del nord ed est della Siria.
All’indizione da parte della Comunità curda milanese hanno dato il loro sostegno TUTTE le realtà socio-politiche attive nel nord e centro nord.
La manifestazione ha visto una partecipazione di migliaia di donne e uomini, con una forte presenza di giovani e giovanissimi; non sono mancati anche rappresentanti democratici di istituzioni locali. I giornali hanno parlato di diecimila persone e crediamo che questo sia un successo e dimostri la vicinanza ai popoli del nord della Siria di una parte importante della società italiana.

Dopo un lungo percorso per le strade di Milano – che ha toccato diversi luoghi simbolici, tra i quali la sede di Facebook, per protestare contro la censura dei padroni del social-network nei confronti dei contenuti esposti contro la guerra turca - è arrivato nei pressi del Consolato Turco di Milano, in via Canova.

La linea di condotta per tutte e tutti le/i partecipanti al corteo, scelta e comunicata a tutti i soggetti dalla Comunità Curda milanese, era quella di mantenere un comportamento non violento o aggressivo, ma deciso e simbolicamente molto fermo.
Per questo sono state lanciate chili di frutta e verdura marcia verso il Consolato turco: un gesto simbolico che non metteva in pericolo nessuno e che voleva ricordare il lancio di patate contro isoldati statunitensi in “fuga” nelle zone dell’invasione e il dissenso nei confronti dell'aggressione del governo fascista turco nel nord e est della Siria.
La stessa comunità curda aveva chiaramente sottolineato che chi non avesse rispettato la linea politica definita e comunicata sarebbe stato allontanato e questo avrebbe messo a rischio i futuri rapporti con la comunità.

Alcune realtà e collettivi sociali presenti al corteo non hanno rispettato quella linea politica e di comportamento decisa dalla comunità curda milanese e hanno messo in atto azioni non concordate e immediatamente criticate dalle/dai rappresentanti della Comunità curda in piazza e da molti altri che garantivano la sicurezza del corteo.

Per fortuna tali azioni non hanno portato ad alcun scontro o incidente e non ci sono state persone ferite o colpite, malgrado tante/i si siano spaventate/i. Il corteo è stato poi fatto sfilare in sicurezza fino alla sua conclusione.

Ieri, 29 ottobre, la Comunità curda ha incontrato a Torino alcuni soggetti coinvolti in tali azioni non concordate, che hanno ammesso l'errore fatto e hanno espresso la loro autocritica, scusandosi con la stessa Comunità Curda.
Si sono anche impegnati a eliminare le comunicazioni fatte sui vari 
social network riguardo tali azioni ,

Chiediamo l'eliminazione delle comunicazioni anche a Globalprojeckt.info e Ecologia politica – spesso contenenti giudizi offensivi nei confronti di soggetti milanesi e delle nostre indicazioni, che la Comunità ritiene siano di fatto offese verso sè stessa e chi la rappresentava in piazza.

Vogliamo ricordare a tutte e tutti di rispettare questo impegno e di condividere con la Comunità Curda qualsiasi dubbio, critica, dissenso – perché tutto rientri nel solco del rispetto per le scelte della Comunità e le sue decisioni, improntate a garantire il massimo di visibilità e di allargamento della solidarietà verso le popolazioni del Nord est della Siria e la resistenza alla guerra turca.

Viva YPG. Viva YPJ.

La Comunità Curda Milanese 

30 ottobre 2019

 

Nella foto una recente riunione con la Comunità Curda milanese e gli attivisti

 

 

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