La Cub si schiera con tutti i migranti in fuga da guerre e miseria, con tutti i migranti a partire da quelli della piana di Gioia Tauro, dove Soumaila è stato ucciso da una delle fucilate sparate da sconosciuti fuori dalla storia e dalla civiltà.

Un tiro al bersaglio contro il nero da rispedire nel paese d’origine a maggior ragione se rivendica i suoi diritti e quelli degli oltre 4000 i braccianti tutti migranti durante la stagione di raccolta, distribuiti in vari insediamenti e utilizzati come manodopera nella raccolta degli agrumi a basso costo dai produttori di arance, clementine e kiwi.

Un brutto esordio per il nuovo ministro degli interni che negli anni ha costruito la sua immagine politica sul razzismo, contro gli immigrati che toglierebbero lavoro agli italiani.

La cub da tempo si batte per abolire la legge Bossi Fini e per affermare una vera uguaglianza dei lavoratori immigrati con quelli nativi non a parole, perché ilcapitale con lo schiavismo sui migranti, crea le condizione per ridurre salari, welfare e diritti anche ai nativi.

Cub è impegnata per costruire unità nella lotta tra lavoratori immigrati e lavoratori italiani, per rivendicare migliori condizioni di vita; questa è la strada concreta per combattere il razzismo e serve a dimostrare quanto sia falsa la convinzione che gli immigrati abbassino i salari, e quanto, viceversa, sia vero il contrario.

Nel riconfermare la nostra vicinanza alla famiglia di Soumaila e ai suoi compagni, ribadiamo il nostro impegno voler contrastare le politiche razziste a partire dallo sciopero generale previsto in autunno

 4 Giugno 2018  CUB Nazionale 

 

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