PIRELLI - Pesanti gli attacchi anche per gli operai della Pirelli - Noi operai della Pirelli non ci scorderemo l’anno 2011, in quanto è stato il periodo in cui abbiamo subito  il peggioramento più pesantemente delle condizioni delle nostre vite.

 

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2011: pesanti gli attacchi anche per gli operai della Pirelli

Noi operai della Pirelli non ci scorderemo l’anno 2011,  in quanto è stato il periodo in cui abbiamo subito più pesantemente il peggioramento delle condizioni delle nostre vite. Certo non che gli anni precedenti fossero anni di vacche grasse. Al contrario sono anni che i nostri salari e i nostri diritti cedono, a vantaggio di padroni e bancarottieri che continuano ad arricchirsi notevolmente. L’Italia è uno dei paesi nel mondo dove ci sono maggiori squilibri tra ricchi e poveri, uno dei paesi dove c’è maggiore evasione fiscale (120 miliardi di euro circa l’anno),  dove c’è maggiore corruzione con un costo che supera i 60 miliardi di euro.

Fin dall’inizio dell’anno passato le nostre condizioni sono peggiorate notevolmente.
Il passaggio dal ciclo continuo ai 19 turni ha inciso, sia in termini di salario, che in termini di ritmi e di salute. Lavorando 10 notti in più e 2 giorni in più di calendario all’anno perdiamo circa, a dire della Rsu, più di 70 euro  al mese, soprattutto con la diminuzione della maggiorazione notturna dal 40 al 28%, inspiegabile quando lavori più di prima, la notte.
Non parliamo poi della tipologia del calendario che ora facciamo. Se già il ciclo continuo ci risultava pesante fisicamente, ora il 19 turni c’è lo fa rimpiangere. Il fatto di fare spesso solo un giorno di riposo, tra una turnazione e quella successiva,  non ci permette di staccare realmente dalla fabbrica.
Sembra di essere al militare:
contiamo i giorni per arrivare ad Agosto o a Natale.
 Successivamente c’è stata la trattativa sul premio di produzione. Calcolando che il premio è rimasto congelato per due anni, l’aumento non è stato all’altezza. Senza entrare nella questione pneumatici in regalo, ravvisiamo che è stato il tema di cui si è parlato di più nelle assemblee 2011.
Con tutto quello che ci sta succedendo!
Intanto in finitura perdiamo diverse postazioni di lavoro per il fatto che  l’imbancalamento passa alla cooperativa. Anche se non viene licenziato nessuno significa  una diminuzione di posti di lavoro Pirelli. D’altronde tutto questo risponde a un disegno che i padroni stanno portando avanti: mettere sempre più in discussione i lavoratori cosiddetti garantiti. Basta vedere tutta la discussione sull’articolo 18.
 Infine il cambiamento della ragione sociale, lo scorporo dal gruppo Pirelli diventando Srl non ci può lasciare indifferenti. La dirigenza sarà più libera di cedere parti o settori , evita controlli Consob nelle strategie aziendali, facilita eventuali future chiusure.
Tutto questo è passato anche per l’immobilismo delle Rappresentanze Sindacali. Dovrebbero cercare di mobilitare i lavoratori per evitare questi continui peggioramenti,  non lo fanno. Anche noi comunque dovremmo smettere di accettare passivamente ciò che viene deciso sulle nostre teste. Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi.
Occorre cambiare. Ed è con la Cub che si inizia a mettere in discussione le pratiche sindacali odierne. Non bisogna appoggiare un sindacato per piccoli interessi e favoritismi personali, quando si continua a perdere diritti. Ti sembra di scamparla. E’ solo una breve illusione. Questo sostegno per essere incisivo avrà bisogno della mobilitazione di tutti, della nostra partecipazione attiva.
E’ NECESSARIA LA MOBILITAZIONE DI TUTTI E NON ORA QUANDO? SE NON NOI CHI? PERDITA ECONOMICA RELATIVA ALLA MALATTIA
Abbiamo notato che  da qualche tempo, la Pirelli ha modificato il calcolo relativo ai giorni di assenza malattia per non avere la perdita economica, relativa alla parte che integra essa stessa. Se prima, in base all’anzianità, il calcolo veniva fatto sugli ultimi tre anni,  ora viene fatto sull’intero arco lavorativo. Per spiegarsi meglio, con un anzianità di servizio superiore a sei anni per non avere la perdita economica non bisogna superare i 5 mesi di malattia. Se prima venivano calcolati sugli ultimi tre anni ora vengono calcolati da quando siamo entrati a lavorare in Pirelli. Quindi cambia parecchio perché non ci vuole molto a superare cinque mesi nell’intero arco lavorativo. Abbiamo chiesto a qualche delegato se è corretto. Qualcuno ci ha confermato il calcolo aziendale, altri ci hanno detto che non è cambiato nulla. Possiamo ipotizzare un cambiamento nell’interpretazione da parte aziendale. Certo rimaniamo di stucco quando leggiamo la nota tre dell’articolo 39 del contratto nazionale: in questa ottica nei casi in cui l’assenteismo per malattia sia superiore, a livello di unità operativa, alla media di settore individuata in sede di Osservatorio nazionale, azienda ed Rsu si incontreranno per valutare la situazione, individuare le cause e intraprendere tutte le iniziative utili per correggere la situazione ivi comprese quelle di carattere economico. Questa  modifica aziendale va in tal senso , senza che però ci venisse comunicato nulla dall’azienda e neanche dalla Rsu. Nessuno fa niente come se fosse tutto normale.
CORSO SULLA SICUREZZA FATTO NELLE ORE IN STRAORDIARIO.
Il giudice del lavoro ha annullato le sanzioni scritte ai lavoratori che non hanno fatto il corso sulla sicurezza a fine turno, in straordinario alla Henkel di Como. I lavoratori sono stati sostenuti dalla Allca-Cub. In pratica conferma che senza la disponibilità a fare straordinario l’azienda non può obbligare i lavoratori a fare i corsi al di fuori dell’orario ordinario di lavoro.  

Milano 23 01 2012

A.L.L.C.A. (Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici-Affini)

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