I lavoratori continuano a bloccare la produzione con lo sciopero e un presidio permanente davanti ai cancelli.
L’azienda sostiene che i dipendenti si devono accontentare poiché hanno un lavoro. Peccato che il lavoro deve essere tutelato e retribuito.

Tre mesi di stipendio arretrato oltretutto alla vigilia delle ferie estive e senza garanzia di trovare l’azienda a settembre sono più che un buon motivo per essere determinati a continuare la lotta.
L’indifferenza dei titolari nasconde più di una motivazione: stanno preparando la cessazione per scaricare i debiti e proseguire sotto altro nome?

Le istituzioni locali e di controllo dovrebbero porsi qualche domanda.
Sappiamo che lo sfruttamento non ha limiti ma la pazienza dei lavoratori, si’.
Sotto il gazebo davanti ai cancelli, emerge la vera necessaria unità dei lavoratori, senza distinzione di religione, di colore, di età, di sesso ma tutti uniti contro lo sfruttamento e gli interessi padronali, riconoscendosi parte della stessa classe lavoratrice, con gli stessi interessi per cui vale la pena veramente di lottare.
L’entità e la lotta della classe operaia che i confederali hanno abbandonato, la Cub la sostiene ed incoraggia.

Misinto, 1.8.2016

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