ALITALIA: IL GOVERNO PREPARA L’AUTUNNO

Con una dichiarazione ferragostana del ministro Lunardi, apparsa su tutti i più importanti organi di stampa è partita la privatizzazione di Alitalia.

A buon intenditor poche parole…

Meglio una cordata italiana
che Air France, dice il Min. Lunardi, con il plauso dei sindacati di categoria;  alcune sigle  d’accordo al cento per cento con il Ministro.

Il linguaggio politichese
utilizzato dal Ministro, in altre parole, può significare che ormai così come è ridotta, a pezzi, pezzettini e allo sbando è pronta per essere svenduta. A chi?

Ma è logico…a 
una cordata di imprenditori italiani  che,  come tutti sanno (!), sono da sempre sensibili al richiamo della Patria e intenzionati a tutti i costi a salvare la Compagnia di Bandiera.

L’Air France è avvertita: noi Italiani non permetteremo mai che la nostra Compagnia di Bandiera possa finire nelle mani dello straniero.

Certo, negli ultimi anni ci siamo un po’ distratti e non ci siamo resi conto delle nostre inclinazioni  esterofile: prenotazioni alla Seven C, Sigma alla Cendant, il reparto motori alla Lufthansa, Eurofly a Effe Luxembourg S.A.,  Per non parlare delle societàà in cantiere ed il cui destino resta incerto: il CED, il Cargo, Az Airport, ciò che resta delle manutenzioni, il reparto carrelli all’Air France ecc. ecc.

Però lo slancio patriottico  del paese è ancora intatto e  nelle parole di Lunardi si ritrovano tutti dalla destra alla sinistra, sindacati compresi.
Alitalia all’Italia!

Ma come
la mettiamo se poi gli imprenditori italiani nei quali arde il sacro fuoco dell’amor patrio ricevono finanziamenti da banche o finanziarie straniere?

Il Ministro e il Governo dovranno svolgere rigorosi accertamenti perché i capitali escano tutti da tasche nostrane!

Certo che
è un  bel rompicapo! Ma noi siamo abituati e siamo diventati bravissimi.

Sono dieci anni che diciamo tutto e il contrario di tutto, che ci alleiamo e poi rompiamo le alleanze, che ci facciamo un presunto hub e poi lo disertiamo, che ci autodefiniamo vettore globale  (l‘anno scorso abbiamo aperto perfino Albenga) per poi chiudere un’infinità di scali e tagliare rotte (ma Scajola è tornato ad essere Ministro e chissà..)

Ormai comunque il puzzle si va componendo: Alitalia privatizzata all’italiana. Tutto questo “se non si trovano alternative”, dice ancora il Ministro.

Ma quali sarebbero
queste alternative? Non sono forse le solite ricette che dovranno ancora pagare i lavoratori del settore? Solidarietà, congelamento contrattuale, flessibilità e precarietà ancora non bastano ai manovratori?

Eppoi queste misure escludono davvero la svendita di Alitalia? Noi pensiamo che non sia così.

Almeno fino a quando
i lavoratori, senza delegare ai soliti noti, non imporranno alla attenzione del Paese la questione del Trasporto Aereo e del suo futuro.

Vogliono privatizzare
per smantellare definitivamente un bene pubblico e far cassa anche svendendo e accontentando così qualche  modesto pretendente.

 Lavoratori attenti:
la frase sibillina del Ministro non fa presagire niente di buono.

In autunno ci arriverà il conto finale e ancora una volta aziende, sindacati e Governo saranno d’accordo: su privatizzazione e sacrifici. Ma questa volta per … amor di Patria!

 20 Agosto 2003       
C.U.B. TRASPORTI settore aereo 

FaceBook