L’ALITALIA è per <VOLARE>

 A dispetto di promesse
e impegni, prosegue lo smantellamento della compagnia di bandiera: è ormai sulla stampa che Mengozzi e De Metrio (capo divisione passeggeri) hanno approntato un vasto accordo con Volare (uno dei più forti ed aggressivi concorrenti di Alitalia…) che prevede la cessione di rotte al vettore privato.

ALLA FACCIA DEL RILANCIO PROMESSO

Questo accordo
viola in modo clamoroso quanto dichiarato dalla dirigenza nel presentare e sostenere il piano 2002-2003. Non ne contraddice però la sostanza che, come abbiamo più volte rimarcato, è volta alla completa disgregazione della nostra azienda. Tant’è vero che saranno cedute a Volare rotte nazionali ed europee, soprattutto quelle abbandonate in fase di ristrutturazione con la promessa strumentale di riattivarle al primo segnale di ripresa. La ripresa c’è, lo dichiara lo stesso Mengozzi a destra e a manca, ma le rotte le cucca Volare!

Subdolamente definito code-sharing,
si tratta di un vero e proprio appalto. Il code-sharing infatti è un accordo fatto da due vettori, generalmente di bandiera, che operano sulla stessa rotta da direzioni opposte, ad esempio l’Alitalia da Roma per Budapest e la Malev da Budapest per Roma. Nel caso in cui nessuno dei due vettori riesca a riempire i voli e non volendo rinunciare alla rotta, si decide di dimezzare le frequenze e, sia che entrambi continuino ad operare sia che operi uno solo, i posti a bordo, per quanto riguarda gli aspetti commerciali, vengono divisi tra i due partner.

Tutt’altra cosa
è invece l’accordo con Volare, la quale subentra a tutti gli effetti al posto dell’Alitalia su rotte e frequenze nelle quali era assente e non lo fa certo per ridurre i costi ed ottimizzare gli impegni. Tanto è vero che, proprio a seguito della presa in carico di queste nuove, ribadiamo nuove, rotte, si è affrettata ad acquistare quattro Airbus e a lanciare la selezione per l’assunzione di 100 assistenti di volo, 5 tecnici per la programmazione delle manutenzioni e 5 specialisti in programmazione equipaggi!

CI FANNO O CI SONO?

Raccogliamo
inoltre con sdegno la pelosa indignazione, davanti a questa ovvia e prevedibilissima conclusione della “logica del taglio senza logica”, di sindacati quali l’Anpac (piloti) e il Sulta (assistenti di volo) che, dopo avere approvato i tagli alla retribuzione (del personale di terra) inseriti peraltro in un piano di palese ridimensionamento, si preoccupano tardivamente ed egoisticamente del futuro dei loro iscritti. Dopo essere infatti riusciti a farli passare praticamente indenni sotto la tagliola di Mengozzi si vedono ora minacciati dall’esterno.

Sprovveduti? Impreparati? Astuti doppiogiochisti? In ogni caso indegni di rappresentare gli interessi dei lavoratori e della continuità della loro azienda.

Da segnalare inoltre
che la scelta, comunque scellerata, di cedere rotte Alitalia a terzi, per quanto nella logica regionalistica già introdotta da Schisano e proseguita da Riverso e Cempella, è scaturita dalla volontà di risparmio dell’azienda anche sul costo dei piloti. Infatti a parità di retribuzione (fonte Mediobanca) un pilota di Volare vola circa 800 ore l’anno mentre quelli Alitalia 584 ore, meno di 50 al mese!

Queste dunque
le gravissime conseguenze di una concertazione a tutti i costi portata avanti da sindacati e corporazioni che, ignari ed ignoranti sugli accertati rischi della deregulation e delle privatizzazioni e terziarizzazioni ad essa collegate, si mostrano disponibili a firmare qualsiasi cosa pur di mantenere i privilegi (anche personali) acquisiti, le poltrone nel consiglio d’amministrazione, le garanzie sindacali e addirittura, nel caso dei piloti, aspirare a divenire i ‘padroni’ della ‘loro’ azienda. Ora è chiaro dove nasce il concetto del “buon padre di famiglia” che espose un rappresentante dell’Anpac in una assemblea a Magliana…

TOGLIAMOGLI LA DELEGA,

 TOGLIAMOGLI LA PENNA!
Fiumicino, 10 giugno 2002                                                                                C.U.B. TASPORTI Settore Aereo
 

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