FIAT - Marchionne: schiavista e baro - Con la Flmuniti-Cub per il diritto al lavoro, la dignità e l’alternativa a Marchionne e ai sindacati concertativi. Perché non vota solo M. (the Terminator) al farsesco referendum per garantire un altro balzo al valore delle stock option? A MILANO presidio in Piazza degli Affari. <<FOTO>> e <<VIDEO>>


<< guarda il VIDEO della performance in piazza della scala >>

<GUARDA LE FOTO>

PRENDI IL VOLANTINO IN FORMATO .zip


 Marchionne: schiavista e baro
Con la Flmuniti-Cub per il diritto al lavoro, la dignità e l’alternativa a Marchionne e ai sindacati concertativi.
Perché non vota solo M. (the Terminator) al farsesco referendum per garantire un altro balzo al valore delle stock option?

M., che non hai mantenuto gli impegni occupazionali per gli stabilimenti in Italia, oggi presenta una ipotesi di mantenimento dei posti di lavoro sulla base del raddoppio delle vendite Fiat da 2 a 3,8 milioni e 6 milioni con Chrysler unitamente al raddoppio delle produzione in Italia.
Tale progetto è inattendibile, non credibile e una colossale patacca.
In realtà nei progetti della Fiat non c’è il futuro dei lavoratori, né il futuro dell’industria dell’auto in Italia; Marchionne nasconde quanto di suo la Fiat ci ha messo nelle attuali difficoltà in cui versa l’azienda a partire dalla sconfitta della Fiat sul piano della progettazione, della vendita dei modelli, delle strategie internazionali.
E’ chiaro a tutti che non è certo l'insubordinazione operaia negli stabilimenti italiani che impedisce alla Fiat di produrre e guadagnare, né il costo del lavoro che incide sul prezzo finale per meno del 8%.

M: aumenta lo sfruttamento, toglie diritti ai lavoratori e non assicura prospettive occupazionali con misure inutili/negative per competere.
Bonanni e Angeletti con la concertazione sono diventati organici agli interessi padronali, mentre la Fiom per anni, ha praticato una velleitaria gestione di “sinistra” della politica concertativa ed è stata parte attiva nel disegno padronale di contrasto alle organizzazioni di base dei lavoratori in fabbrica e delle lotte scopre oggi che i padroni si scelgono il sindacato con cui trattare e che i diritti non sono garantiti.
I diritti o sono universali e disponibili per tutti i lavoratori e le organizzazioni, oppure sono concessioni a fronte di determinati comportamenti o ai sindacati di comodo.
Le falsità della Fiat sulla produttività.
La campagna di propaganda di M., dei sindacati di comodo e degli ascari di turno, divulga l’immagine di lavoratori che prendono il sole sulle linee di montaggio e di rado lavorano agitando solo un clamoroso falso.
Quando non c’è cassa integrazione, sulle linee di montaggio si lavora già pesantemente come in Polonia e Brasile; per avere significativi aumenti di produttività servono innovazioni tecnologiche e economia di scala diversa dalle 600.000 vetture attuali.
Cub contrasta i progetti di M. perché dannosi per i lavoratori e l’industria dell’auto in Italia.
Per difendere occupazione, redditi e condizioni di lavoro nelle fabbriche ed evitare che con l’alibi della crisi si scarichi sui lavoratori più sfruttamento e precarietà è necessario distribuire da subito il lavoro tra lavoratori e stabilimenti; riducendo l’orario a parità di salario; difendendo le condizioni di lavoro in fabbrica.
La crisi del sistema di mobilità incentrato sull’auto e crisi ambientale impone l’esigenza, nel medio/lungo periodo, di sostituire il modello di sviluppo fondato sull’auto.
Invece di perdersi dietro le balle di Marchionne, è ora di rivendicare la gestione pubblica della Fiat per la difesa dell’occupazione, del reddito, del lavoro, dell’ambiente e che gestisca  la riconversione del settore verso un nuovo modello di sviluppo senza aspettare che ci si trovi a gestire dismissioni successive, ma creando in anticipo posti di lavoro in attività con una valenza sociale e non più di puro profitto.

 La Cub è impegnata a intensificare la campagna avviata con lo sciopero generale del 29 ottobre u.s. attuando nell’immediato iniziative di mobilitazione per il 14 con presidi nelle principali province, Milano presidio ore 10,00 in Piazza della Borsa sotto l’opera di Cattelan, mentre per il 28 si attueranno forme estese di mobilitazione.

L’obiettivo della Cub è quello di costruire le condizioni per un vero sciopero generale, senza ambiguità nei contenuti, con immigrati, precari e studenti, per il diritto al lavoro, al reddito e alla dignità e contro il tentativo di Padronato e Governo di imporre la dittatura del capitale sui lavoratori.

Milano 10 01 2011

Il diritto del lavoro nel diritto romano non esisteva se non come proprietà sullo schiavo. In sostanza, il lavoratore era paragonato ad un attrezzo, ad una macchina di lavoro, che il padrone poteva disporre a suo piacimento ed arbitrio. Lo poteva usare, spostare, abbandonare e vendere come voleva.

CUB - Confederazione Unitaria di Base
Milano:V.le Lombardia 20
–tel. 02-70631804
e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.cub.it – www.cubvideo.it

***************************************************

 

**************************************************

 

 

 

FaceBook