Intervento dei delegati della CUB all'assemblea azionisti FIAT 2005


Rispetto all’assemblea di bilancio dello scorso anno è modificato in profondità lo scenario futuro della societàà.


I fatti accaduti:
  1. Il gruppo dirigente è stato radicalmente cambiato
  2. L’accordo con Gm è stato sciolto
  3. Il prestito con le banche verrà  convertito in azioni
  4. Continua lo stato di difficoltà del settore auto



In sostanza si torna alle condizioni di partenza, con l’aggravante che è necessario trovare altri partners e che non è noto come le banche gestiranno le azioni di cui sono in possesso.

L’ex amm. delegato  l’anno scorso sosteneva che era meglio una quota di mercato inferiore con margini di profitto piuttosto che una quota di mercato maggiore con meno margini.

Il risultato è che oggi registriamo quote di mercato più basse e condizioni finanziarie peggiori.Anche il 2005 si caratterizza come un anno nel quale si persegue una forte riduzione dei costi a tutti i livelli che sommato all’indeterminatezza delle strategie industriali rischia di provocare danni irreversibili in termini di saperi professionalità e strutture produttive.

La produzione viene contratta oltre ogni limite accettabile, le quote di mercato continuano a diminuire e si sta attuando una selvaggia riduzione degli organici attraverso la Cig ordinaria.

Il segno dell’ultima espulsione di oltre 1500 impiegati e 250 operai è quello della precarietà permanente e della incertezza del futuro.In questo ambito l’espulsione di circa 550 tecnici di progettazione e il blocco per il 2005 di tutti i principali investimenti sul prodotto rendono evidente che l’obiettivo primario dell’azienda non sono i  nuovi modelli, ma il pareggio di bilancio a scapito del futuro, con la perdita di tempo prezioso.

È l’ora di voltar pagina
Occorrono  scelte strategiche per rilanciare il settore auto. La costituzione del polo delle auto di lusso Alfa-Ferrari-Maserati attraverso una societàà autonoma, la ricerca di nuovi partners per il marchio Fiat, la progettazione di nuove vetture di gamma alta e di nuovi motori 4 e 6 cil, l’intervento pubblico nel capitale sono scelte non più rinviabili.

Il piano strategico
È la domanda alla quale questo gruppo dirigente non ha ancora risposto, salvo annunciare un imminente aggiornamento. Il piano conosciuto, illustrato dall’ex amm. delegato auto Demel si incentrava sul segmento C ( quello della Stilo) e annunciava l’abbandono dei segmenti alti. Adesso che c’è stato un ricambio di governance, i progetti sul segmento C sono fermi; sulla gamma alta non si sta facendo niente, salvo gli annunci di collaborazione tra Alfa e Maserati, sui Suv siamo in alto mare. Tutto è lasciato al buon esito dei modelli in fase di lancio (Nuova Croma, 159, Brera, nuova Punto). Tra l’altro il progetto della nuova Stilo è stato dato chiavi in mano alla azienda dove è ritornato Demel. È la sua liquidazione?

Per l’auto serve un piano aggressivo di rilancio tenendo conto che esistono due mercati: quello delle aree sature dove vende chi produce modelli considerati quasi uno status simbol  e quello dove l’auto è considerata ancora un bene d’uso.

La Fiat è posizionata su segmenti di prodotto che generano un ridotto margine operativo.Per risalire la china occorrono ingenti investimenti che Fiat da sola non è in grado di sopportare.

A questa situazione si risponde con precise strategie

 

Il polo delle auto di lusso Alfa-Ferrari-Maserati

Da tempo rivendichiamo la costituzione di una societàà autonoma, distinta da Fiat, che raggruppi il meglio della produzione automobilistica Italiana. Tale societàà potrebbe attrarre sicuramente investitori privati e pubblici, non attratti dalla Fiat così come oggi configurata.

Se si costituisce il polo delle auto di lusso Alfa-Ferrari-Maserati diventa centrale  mantenere ad Arese lo stile, progettazione e sperimentazione delle vetture Alfa, ha senso ritornare ad investire prepotentemente nella gamma medio alta, ha senso progettare un pianale adatto per entrare nel mercato americano.

Ecco perché è serio ripensare ad Arese il 6 cilindri a benzina e/o di un nuovo 6 cilindri diesel.
In questo ambito è possibile ridare  un ruolo produttivo di auto e di motori ad Arese e saturare lo stabilimento di Modena della Maserati.
Fino ad ora il gruppo dirigente si è solo limitato ad annunci di circostanza di un mezzo polo e di una presunta collaborazione tecnica per ridurre i costi.  Non basta occorre andare oltre in tempi rapidi.

La ricerca di nuovi partners per il resto di Fiat Auto
Per il marchio Fiat è indispensabile la ricerca di nuovi partners. In questo ambito va considerato seriamente anche l’ingresso di capitale pubblico sia attraverso lo Stato, in forma diretta come nel caso francese, sia tramite le regioni dove sorgono i maggiori insediamenti come nel caso tedesco.

È fondamentale che in Italia rimanga il settore auto, questo deve essere da sprone, non solo per la Fiat, ma anche per il governo in quanto l’auto ha un valore trainante per l’insieme dell’economia.La ricerca sull’auto a basso impatto ambientaleDopo lo scioglimento di Vamia, Fiat è uscita da questo settore strategico per il futuro.

Se fatta seriamente, la ricerca e la progettazione sull’auto ecologica  può avvalersi dei fondi messi a disposizione dal governo, dalla Cee, dalle Regioni, oltre che consentire un vantaggio in termini di innovazione con ricadute su tutto il settore auto.

Alla Fiat chiediamo perciò di aderire al progetto del polo della mobilità sostenibile promosso dalla Regione Lombardia. È evidente che senza un’azienda automobilistica questo polo non può decollare, come si è dimostrato in questi mesi. Non serve perciò fare ostruzionismo, ma collaborate fattivamente.

Motoristica

La fine della joint venture con Gm impone una accelerazione delle scelte motoristiche. L’attenzione degli ambienti economici si è concentrata sull’esborso di soldi liquidi da parte di Gm.

Merita attenzione invece la parte industriale: GM si è tenuta la comproprietà dello stabilimento e del motore diesel piccolo e della tecnologia del diesel 2000 cc,  in compenso fornisce motori benzina a 4 e 6 cilindri che rischiano di offuscare il marchio Alfa.La joint venture con Gm aveva causato la chiusura della produzione del motore 6 cil. Alfa ad Arese, cessata nel mese di settembre 2004.

Ora viene alla luce un clamoroso errore industriale in quanto  sono state quasi esaurite le scorte di 5.000 motori. Dal  prossimo mese di ottobre  non ci saranno più motori 6 cil. da montare su 166, Thesis, Alfa GT e Gta. 

In particolare l’Alfa Gt, che è appena arrivata sul mercato dovrà essere prodotta almeno per i prossimi cinque anni, mentre le altre vetture saranno prodotte fino al 2007.Sarebbe un “delitto” commerciale se da ottobre si perdessero ulteriori quote di vendite per mancanza di motori 6 cil. 

Occorre far partire la progettazione di nuovi motori a benzina a 4 e 6 cil. di alta cilindrata in quanto la Fiat non ha più motori propri e occorre puntare al futuro con la ricerca sui motori a basso impatto ambientale.

Sull’Alfa Romeo di Arese
 
La scelta, essenzialmente politica, del disimpegno da Arese e della chiusura di tutte le produzioni ha portato elementi negativi alla Fiat stessa. Arese può e deve essere rilanciata all’interno del polo delle auto di lusso Alfa - Ferrari - Maserati.
Pensare di rilanciare l’auto senza il supporto di una realtà come Arese è un non senso, sia sul piano industriale sia sul piano dell’innovazione e della ricerca.
Ad Arese, malgrado la pubblicistica Fiat non menzioni più questo stabilimento, ci sono attualmente 470 lavoratori in Cigs a zero ore di Fiat Auto e 200 di Powertrain per i quali il governo ha concesso la Cigs per un anno (fino al 3 ottobre) a fronte dei due anni richiesti.

Vi sono inoltre 850 lavoratori in attività (570 Fiat, 200 Powertrain, 60 Gesco, ecc).

La Fiat deve garantire loro il lavoro, mantenendo la progettazione, stile sperimentazione, la produzione del motore 6 cilindri, ricollocandovi attività produttive.

Proprio nei settori di progettazione, stile e sperimentazione è possibile da subito far rientrare  tutti i lavoratori in Cigs, e in quei settori occorre assumere tecnici ed ingegneri.

L’accordo di recente firmato  con la Regione Lombardia per la reindustrializzazione dell’area di Arese, prevede il mantenimento di una forte presenza dell’Alfa Romeo oltre all’impegno sul versante del progetto della mobilità sostenibile.Chiediamo di fermare i piani di smantellamento delle meccaniche e del settore sperimentazione.

Domande a cui chiediamo una risposta

  • Si pensa di costituire in tempi rapidi il polo delle auto di lusso Alfa-Ferrari-Maserati attraverso una societàà autonoma, distinta da Fiat Auto e aperta ad investitori privati.
  • Si pensa di ricercare altri parterns per il marchio Fiat
  • Si pensa di favorire l’intervento dello Stato o delle Regioni nel capitaleSi intende progettare  in tempi brevi vetture di gamma alta e pianali  adatti per entrare nel mercato americano.
  • Si pensa di progettare un nuovo motore 6 cil. benzina e diesel per le vetture di alta gamma.
  • La Fiat intende partecipare direttamente al polo della mobilità sostenibile promosso dalla Regione Lombardia.
  • LA Fiat intende mantenere ad Arese lo stile, la progettazione e la sperimentazione delle vetture Alfa.

  • Si pensa di riaprire la produzione del motore 6 cil. Alfa da montare su 166, Thesis, Alfa Gt, in quanto le scorte sono in via di esaurimento.



23-6-2005
Gli azionisti
Carlo Pariani
Pierluigi Sostaro
Giuseppe Fiorito

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