La legge di bilancio presentata dal Governo ha il solo merito di bloccare l’aumento automatico dell’IVA ma per il resto è insufficiente, fragile, non credibile e prevede sia la stagnazione del PIL sia un certo avanzo primario cioè ulteriori tagli ai servizi resi alla citadinanza.

 Dicono che mancano i soldi per fare ripartire l'economia ma non è vero! Noi non dimentichiamo che le banche dell'eurozona hanno ricevuto due triliardi di liquidità dalla BCE e pensiamo che danaro e ricchezze ce ne siano. Basterebbe cercarle nelle tasche giuste, principalmente in quelle di chi si è enormemente arricchito nel corso della crisi attuale. Ma il Governo non vuole scontentare nessuno, perciò lascia alle destre il discorso sull’iniquità del nostro sistema fiscale e piuttosto che riportare il fisco verso condizioni minime di equità e progressività ne disegna uno “alla carta evitando accuratamente qualsiasi ipotesi anche minima di patrimoniale, confermando la flat tax per i lavoratori autonomi (15% su redditi inferiori
a 65.000€), dividendo i lavoratori attraverso la proposta di sgravio fiscale per quelli con reddito fino a 35.000 € lordi, abbandonando a se stessi i pensionati e gli incapienti.

Lo stato dell'economia e della società italiana è drammatico le condizioni di vita delle masse popolari peggiorano costantemente mentre investimenti, consumi e spesa pubblica sono al palo.
A circa 12 anni dall'inizio della “grande crisi globale”, il PIL è ancora del 4% inferiore a quello di inizio crisi, la disoccupazione è stabilmente al 10%, il monte ore lavorato è calato di circa due miliardi di ore rispetto al 2008. I salari e le pensioni non stanno dietro al costo della vita e il debito del Paese continua a crescere nonostante 25 anni consecutivi di avanzo primario, anni nei quali chi paga le tasse ha stretto la cinghia ed è stato ripagato con minori servizi pubblici e di peggiore qualità. La situazione è così grave che richiederebbe misure non convenzionali, invece il Governo traccheggia e straparla di green economy, investimenti sostenibili, calo delle tasse e riduzione del costo del lavoro.
A fronte di un sistema economico inceppato, strangolato dalla mancanza di investimenti, consumi e spesa pubblica occorrerebbe trasferire moneta direttamente nelle mani di chi è in grado di spenderla, in primo luogo lavoratori, pensionati e ceti polari. Esattamente il contrario di ciò che vuole chi propone di togliere gli 80 euro e il reddito di cittadinanza o di cancellare “quota 100” per finanziare gli investimenti.
Le stesse persone (politici, opinionisti, imprenditori) che ritengono giusto affrontare con i soldi pubblici ogni rischio del fare impresa (e mantenere privati i profitti che ne derivano) proprio mentre è sempre più chiaro l’obbiettivo di fondo del padronato continuare a comprimere i diritti e i salari per aumentare i propri margini di profitto in una fase di calo strutturale della produzione.
A questo proposito ricordiamo che chi fruisce di “quota 100” si limita a percepire la pensione garantita dai suoi versamenti all’inps e calcolata in base agli anni effettivi di lavoro, senza alcuna integrazione. Quindi si tratta di una polemica infondata e della pretesa inaccettabile di finanziare investimenti o aiuti alle famiglie con i soldi delle pensioni.
Meglio sarebbe, piuttosto, controllare l’uso del TFR scippato con i fondi pensione per evitare che finisca investito all’estero o ad alimentare la speculazione finanziaria internazionale, come avviene ora.

Ciò che serve davvero al Paese non è questa legge finanziaria, non è continuare a barcamenarsi ma avviare una vera svolta politica che si fondi su un progetto coordinato per reperire risorse dai ricchi e dagli evasori (che quasi sempre coincidono) e investirle per favorire la ripresa economica, l'occupazione e il superamento delle disuguaglianze.
Dopo anni di austerità, disoccupazione, emigrazione giovanile di massa è giunto il momento di cambiare rotta, difendere i ceti popolari e avviare percorsi virtuosi che conducano finalmente verso condizioni di reddito dignitoso e sicuro.

Milano, 28 ottobre 2019

 

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