Un momento incoraggiante per chiunque abbia a cuore la sorte della lotta di lavoratrici e lavoratori in Italia: questa è stata la piazza romana del 27 ottobre, giornata di sciopero generale in tutti in settori, pubblici e privati. In Via Molise, di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico, a partire dalle 10.30,

 

ha espresso la propria voglia di partecipazione una composita massa di persone, decisa a evitare che i propri diritti più elementari continuino a essere calpestati.
Come ha sottolineato nel suo intervento Nicoletta Lagioia, della CUB, raramente s'era vista nella capitale una manifestazione così rappresentativa delle diverse categorie di lavoratori e figure sociali che si battono per un'Italia meno ingiusta.

Nella stretta strada, a un certo punto quasi totalmente riempita, hanno tra gli altri trovato posto lavoratori e lavoratrici della sanità, del commercio, delle pulizie, della ristorazione collettiva: ossia di alcuni dei settori dove più forte è la spinta datoriale a cancellare qualsiasi tutela e dove lottare vuol dire sia riprendersi quote di salario sia riaffermare la propria dignità negata.
Ma in piazza abbiamo potuto ascoltare anche la voce dei lavoratori di Alitalia, diffamati dalla stampa allineata a quei padroni che hanno effettivamente provocato l'affossamento della compagnia di bandiera o la storia dei dipendenti di Formalba che, in conseguenza della privatizzazione di questo istituto di formazione professionale, non ricevono lo stipendio da 10 mesi, per non dire della esemplare battaglia che si svolge in Multiservizi, una partecipata dal futuro incerto, in cui è in forse l'occupazione di moltissime persone.
A un certo punto, poi, la manifestazione si è andata arricchendo della presenza di altri settori significativi, come i lavoratori della logistica, per niente stanchi nonostante provenissero dai presidi svolti sui propri posti di lavoro nelle ore precedenti e il movimento per il diritto all'abitare, che è giunto in corteo e, negli interventi, ha denunciato la grave situazione romana, con un numero altissimo di sfratti e un'assegnazione di case popolari che procede a rilento.
Una voce che si è assommata a quella dell'Unione Inquilini, prima realtà della lotta per la casa a mettere in evidenza l'incapacità di affrontare i temi sociali da parte della Giunta Raggi.
In sostanza, oggi si è verificata una importante e promettente saldatura tra chi lotta per il lavoro e chi lotta per l'abitazione: due mondi che, sin qui, sono stati sin troppo separati, e la cui unificazione, come ha rilevato Rudy Colongo, della CUB Immigrazione, ha di certo contribuito a dare alla piazza un connotato multietnico. Così da lanciare un messaggio preciso a quei partiti politici che cercano di dirottare la rabbia diffusa contro gli immigrati, scongiurando il conflitto di classe attraverso la squallida logica del capro espiatorio.
Unico neo della giornata, indipendente dalla volontà di lavoratrici e lavoratori: la spropositata presenza delle forze dell'ordine e la militarizzazione del territorio che comunque non ha scoraggiato i partecipanti.
La logica miope del potere politico nel non voler considerare le reali difficoltà del paese non potrà durare all'infinito se saremo capaci di valorizzare e rinsaldare il positivo esito di questo 27 ottobre romano.

Confederazione Unitaria di Base
Sede Provinciale: Roma, Via Cavour 101
-te1.06/48029250-fax. 06/4828857
cubromaeprovincia@gmail

Share this post
FaceBook