L’Italia è il fanalino di coda dell’uguaglianza di genere sul lavoro: nella graduatoria mondiale (Global Gender Gap Report 2016, 144 paesi) è al 127° posto per disuguaglianza salariale. Le lavoratrici guadagnano in media il 30% in meno dei colleghi maschi,

perché il nostro tempo è assorbito da un doppio lavoro che gli uomini in gran parte non condividono. Nel nostro paese “6,8 milioni di donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale” (Istat, 2014).

Il lavoro precario, esploso con il jobs act (eliminazione art.18, contratti a “tutele crescenti”, voucher, stage gratuiti, apprendistato dequalificato, contratto a tempo determinato senza causale) rende ancora più drammatica l’assenza di servizi ed altre forme di reddito di conciliazione tra lavoro produttivo e lavoro di cura. Il dibattito politico-istituzionale sui tempi di vita delle donne ha dimostrato tutta la sua falsità. La precarizzazione ha imposto una disponibilità totale anche agli uomini verso una flessibilità tipica del lavoro delle donne (femminilizzazione del mondo del lavoro).

Cambiare il rapporto tra i generi e lottare contro ogni forma di violenza può cambiare il mondo. La violenza maschile contro le donne si combatte con una trasformazione radicale della società, del lavoro e dei rapporti che viviamo ogni giorno.

La lotta delle donne contro la violenza e le discriminazioni di genere, indica nella liberazione dallo sfruttamento e dalla precarietà nel lavoro la strada maestra per l’emancipazione delle donne.

8 MARZO: Se non valgo non produco!

interrompiamo ogni attività produttiva e riproduttiva (lavoro di cura, lavoro domestico, bella presenza, pazienza e sopportazione…)
- Lottiamo per superamento della precarietà nel lavoro (nuove leggi sul lavoro);
- diritto alla conciliazione tra lavoro di cura e lavoro produttivo garantito dai contratti;
- divieto di obbligo di lavoro notturno e domenicale;
- riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario per conciliare i tempi di vita e di lavoro;
- reale parità dei salari tra uomo e donna;
- reddito garantito per tutte e tutti;
- reddito di autodeterminazione: reddito garantito che permetta alle donne che hanno subito violenza di uscire dalla precarietà;
- lotta alle molestie e alle discriminazioni sul lavoro;
- servizi gratuiti per chi ha redditi bassi;
- indennità di maternità per tutte le donne, anche non occupate;
- diritto alla genitorialità (legge sulla paternità obbligatoria);
- lotta alla legge Fornero che ha penalizzato soprattutto le pensioni delle donne;
- diritto alla casa come spazio primario di vita (ancor più per chi subisce violenza).

Lottiamo anche per le battaglie di civiltà più generali, quali il diritto all’aborto sicuro e gratuito, per il diritto di asilo, per lo ius soli e contro ogni frontiera. Difendiamo attivamente i Centri antiviolenza gestiti dalle donne che vogliono trasformare in centri assistenziali. Appoggiamo la richiesta di introdurre nelle scuole un’educazione alla differenza, alla responsabilità ed al rispetto.

8 MARZO: SCIOPERO DELLE DONNE IN PIÙ DI 30 PAESI DEL MONDO!
Aderisci anche tu!

CUB e SGB sostengono lo sciopero globale dell'8 marzo, aderendo all’appello e alla piattaforma di NON UNA DI MENO.
Partecipa all’iniziativa di dibattito e spettacolo a Milano, presso l'auditorium “Stefano Cerri” Via Valvassori Peroni, 56 Milano (MM2 Lambrate)

Programma:
ore 9,30 Presentazione dell'iniziativa
ore 10,00 Dibattito sulla "violenza di genere" con la partecipazione di rappresentanti di un Centro antiviolenza e di un Centro per uomini maltrattanti;
ore 12,00 “Il bignamino delle donne”, spettacolo teatrale di e con Maila Ermini, a seguire spazio dibattito con interventi, testimonianze, storie ...  ore 14,00 Conclusioni

Partecipa al Corteo delle donne  alle ore 18,00
Milano - Piazza Duca D’Aosta

estratto video:  “Il bignamino delle donne”, spettacolo teatrale di e con Maila Ermini, a seguire spazio dibattito con interventi, testimonianze, storie ...  ore

 

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