Garantire pari condizioni e diritti, prima di misurare la rappresentativita’

Il ministro Di Maio ritiene necessario che i dati relativi alla rappresentanza siano verificati in modo da avere un riscontro sulla effettività della funzione delle organizzazioni sindacali.

In parole povere, pensa che siano molte le organizzazioni che hanno pochi proseliti e quindi rappresentano se stessi.

Questo è sicuramente un problema ma certo non quello più importante; prima di misurare il livello di rappresentanza servono condizioni di partenza uguali per tutti.

Negli ultimi anni le regole della rappresentanza sono state stravolte con interventi legislativi e accordi tra le parti con il preciso obiettivo di impedire che i lavoratori scegliessero liberamente da chi farsi rappresentare assegnando nel contempo il monopolio della rappresentanza e della contrattazione ad organizzazioni compiacenti.

Insomma le controparti hanno riconosciuto ruolo e potere solo le organizzazioni accondiscendenti e queste hanno ricambiato con politiche rivendicative di favore.

Siamo al colmo che il diritto alla trattenuta sindacale, compresa quella dei pensionati non è riconosciuto a tutte le organizzazioni costituite ma a quelle opportunamente selezionate.

Questa situazione ha impedito che i lavoratori potessero difendere i loro diritti “sacrificati ad un interesse superiore” e nel contempo non ha permesso che si affermassero nuove organizzazioni perché impedite a svolgere attività a parità di condizioni.

Cub ritiene che dall’ambito aziendale, locale, provinciale fino a quello nazionale la RAPPRESENTANZA SINDACALE debba essere costruita facendo eleggere ai lavoratori i propri rappresentanti con elezioni libere, democratiche aperte a tutte le liste costituite e senza riserve per nessuno.

Tute le organizzazioni regolarmente costituite devono poter godere di identici diritti in fatto di proselitismo e delega sindacale in busta paga, assemblee, affissioni, accesso in fabbrica.

Tutto questo non può essere fatto tra le parti, ma con una legge.

Va insomma rafforzato il potere dei lavoratori contro l’eccesso di potere del capitale consentendo loro di formare sindacati senza timore di intimidazioni da parte dei datori di lavoro e di pari dignità e a parità di condizioni.

Dopo aver fatto ciò si può misurare la rappresentatività, non nelle condizioni in cui ad alcuni l’attività sindacale è impedita.

Serve un sindacato democratico e di massa per rivendicare e rilanciare l’idea di libertà. Dobbiamo respingere la versione neoliberista della libertà come deregolamentazione del mercato, che è in realtà solo una licenza per i ricchi di accumulare e sfruttare, e arbitrio per pochi di guadagnare a spese di molti.

Dobbiamo affermare regole per promuovere la libertà, se per libertà intendiamo la libertà dalla povertà e dal bisogno, la libertà di avere la dignità umana di base offerta da una buona istruzione, una casa e assistenza sanitaria e la libertà di guadagnarsi un salario dignitoso dopo una dura giornata di lavoro, per superare le disuguaglianze.

Combattiamo la libertà di scardinare l’economia dai vincoli della società democratica operazione, condivisa anche dal sindacato, e dobbiamo affermare la vera libertà per il controllo dell’economia per aiutarci a realizzare obiettivi sociali specifici, democraticamente raggiunti e ratificati collettivamente.

Milano, luglio 2018

Confederazione Unitaria di Base
Milano: V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cub.it

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