Nell'incontenibile gara a superarsi in atteggiamenti fascistoidi, mentre Salvini va in giro travestito da poliziotto e inasprisce il codice Rocco, i vertici della CISL chiedono sanzioni per i Vigili del Fuoco che hanno partecipato alla manifestazione NO TAV dell'8 dicembre e hanno parlato dal palco in divisa, ricordando che non sono sbirri.



Che la CISL sia un'emanazione delle brame delle madamin che osservano con occhio rapace la fiumana NO TAV e sentenziano, in tempo reale, via Internet, che, quei pompieri “bisognerebbe denunciarli”? Un sindacato Totoista che al richiamo della latrina prende partito per Antonio La Trippa?
Che la CISL sia un sindacato giallo, dichiaratamente SI TAV, lo sapevamo già, ma che sprofondi nell'abiezione, fino al punto da denunciare e chiedere sanzioni per i VVF NO TAV, non ce l'aspettavamo. La realtà dello schifo supera ogni fantasia e non smette mai di stupirci.
Ci domandiamo cosa sarebbe successo se la penosa vicenda di servile zelo infamatorio fosse successa nel '62. Forse via Madama Cristina sarebbe inaccessibile, con la sede della CISL torinese assediata dai lavoratori e i VVF dovrebbero intervenire per spegnerne l'incendio.
Ci domandiamo anche come non bruci, come si faccia a tenere in tasca la tessera e a versare la quota ad un sindacato la cui nomenklatura “pagherebbe per potersi vendere” e soprattutto per vendere i lavoratori che dovrebbe rappresentare.
Burocrati pagati con soldi pubblici che maturano la pensione scongiurando scioperi e agitazioni e sottoscrivendo contratti truffa per tutte le categorie, ora si permettono una simile vaccata reazionaria contro la libertà di espressione e la libertà di manifestazione sbandierati da una Costituzione che, da bravi legalitari, dovrebbero rispettare religiosamente. Macché, puntano il dito su dei lavoratori che rischiano la vita per contratto, solo perché rei di essere contrari agli interessi padronali.
E' l'ultima spiaggia del sindacalismo di Stato?
Dicono bene i VVF: la maschera è caduta. E con essa la faccia.

Alcuni cubisti del Liceo Regina Margherita

Torino, 22 dicembre 2018

 

FaceBook