PROSEGUE L’INTERVENTO DELLA CUB DI ROMA E DELLA CUB DI FIRENZE. E’ ORA CHE SI APPLICHINO CONCRETAMENTE LE NORME CHE TUTELANO L’INSERIMENTO E L’INTEGRAZIONE AL LAVORO DELLE PERSONE DISABILI E APPARTENENTI ALLE ALTRE CATEGORIE PROTETTE


A 17 anni dalla approvazione della L.68/99 è arrivato il momento che trovino applicazione, sia nel settore privato, sia in quello pubblico, le tutele previste per l’inserimento e l’integrazione al lavoro delle persone disabili e appartenenti alle altre categorie protette.
Purtroppo oltre alle resistenze delle controparti datoriali (private e pubbliche), è stato costante l’opera di svuotamento della L.68/99 operata dal legislatore e quella di smantellamento effettuata con una serie di inaccettabili Circolari Ministeriali: una pletora di interventi che di fatto hanno permesso a molti di aggirare gli obblighi previsti dalla norma in tema di inserimento e integrazione al lavoro delle persone tutelate dalla citata normativa.
Su tali questioni la Cub di Roma e la Cub di Firenze sono già intervenute in occasione della V Assemblea Nazionale sulla Disabilità tenutasi a Firenze il 16 e 17 settembre 2016.
In quella circostanza i rappresentati della Cub di Roma e Firenze hanno avuto l’occasione di rappresentare la drammatica situazione anche al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nonché al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.
Nella stessa circostanza il Sottesegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Franca Biondelli, si è resa disponibile ad incontrare i rappresentanti della Cub di Roma e Firenze per approfondire le questioni sollevate e comunque citate nel documento distribuito dai nostri rappresentanti sindacali durante i lavori della V Assemblea Nazionale sulla disabilità.
L’INCONTRO DELLA CUB DI ROMA E DI FIRENZE CON L’ON. BIONDELLI SI È, DUNQUE, SVOLTO IL 28.9.2016 PRESSO LA SEDE DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DI ROMA.
In tale occasione i rappresentanti della Cub di Roma e di Firenze, riservandosi di affrontare in successivi incontri le ulteriori problematiche relative alla mancata applicazione della L.68/99, hanno ritenuto opportuno richiedere un urgente intervento rispetto alla necessità di:
- Revocare la Circolare Ministeriale n.77 del 2001 che consente alle aziende di pulizie di non considerare nel computo delle aliquote obbligatorie i lavoratori alle proprie dipendenze che provengono dalla acquisizione di appalti successivi a quelli della costituzione della stessa società. Tale aberrante circolare consente a molte aziende del comparto di avere un organico di centinaia, se non addirittura di migliaia, di dipendenti ma di essere affrancata, di fatto, dall’obbligo del rispetto delle quote obbligatorie relative al personale disabile e appartenente alle altre categorie protette.
- Superare le attuali interpretazioni della norma in ordine al periodo di decorrenza delle sanzioni nei confronti dei soggetti che non ottemperano alle previsioni della L.68/99.
Attualmente, infatti, l’eventuale sanzione nei confronti dei soggetti che non ottemperano agli obblighi della L.68/99 non decorre dal momento in cui si è determinata l’infrazione, ma solo dal momento in cui si accerta un eventuale rifiuto all’avviamento obbligatorio, disposto dal Centro per l’impiego dopo aver constatato l’aggiramento degli obblighi. In tale situazioni le società non ottemperanti, evitano di colmare le scoperture esistenti in termini di impego di lavoratori tutelati
dalla L.68/99, puntando su un tardivo accertamento e regolarizzando la propria situazione solo dopo l’avvio da parte del Centro per l’Impiego del personale da inserire in organico.
- Aggiornare le aliquote che si devono versare nel caso in cui si ottiene l’esonero all’inserimento del personale tutelato dalla L.68/99, sulla base di quanto previsto dalla stessa L.68/99. Gli importi in questione sono anni che devono essere aggiornati e che sono rimasti identici a molti anni fa (…addirittura oltre 10!), nonostante la norma ne prevedesse il periodico aggiornamento. In tale situazione è evidente che si determina un “convenienza” ad evitare
l’inserimento e l’integrazione nei luoghi di lavoro e a favorire il versamento di importi divenuti
irrisori per ottenere gli esoneri.
- Revocare la Circolare 2 del 2010 che consente alle aziende che assumono anche 1 solo lavoratore dalle liste di mobilità di essere sospese totalmente dagli obblighi previsti dalla L.68/99. Tale disposizione che di fatto sarà in scadenza con la cessazione dell’istituto della mobilità, fino ad oggi ha permesso a molte aziende, che in fase di ristrutturazione prima licenziano e poi riassumono, di essere affrancate dagli obblighi previsti dalla L.68/99. Si è permesso cioè ad alcune aziende di compiere un doppio danno alla società: non solo di scaricare sulla collettività i costi della ristrutturazione attraverso il ricorso improprio degli ammortizzatori sociali (…un vero e proprio bancomat con cui finanziare le ristrutturazioni!) ma anche di non inserire in produzione i soggetti tutelati dalla L.68/99. Se è vero che la Circolare Ministeriale in questione presto si estinguerà, a fronte della “decadenza” della mobilità, è importante che non si sostituisca con analoghe disposizioni e che si agisca sugli effetti prodotti dalla sua applicazione, tuttora in essere.
Su tali tematiche la Cub di Roma e di Firenze hanno consegnato all’On. Franca Biondelli una nota esplicativa.
Inoltre la Cub di Roma e di Firenze hanno richiesto un intervento urgente che consenta di risolvere alcune delicate “vertenze” emblematiche rispetto al mancato rispetto degli obblighi esistenti sul trattamento delle persone disabili e appartenenti alle altre categorie protette. A tale proposito è stata citata la gravissima situazione relativa all’illegittimo licenziamento subito dai soggetti tutelati dalla L.68/99 da parte di Alitalia a fine 2014 e alla loro mancata riassunzione nella “nuova” compagnia italo-emiratina.
I licenziamenti sono avvenuti nonostante Alitalia fosse in profonda scopertura rispetto alle quote obbligatorie: una situazione emblematica in cui una grande azienda, che ha fruito e che attualmente beneficia di ingenti contributi pubblici, oltre a non aver inserito in organico il personale tutelato dalla L.68/99, ha disposto il licenziamento di decine dei dipendenti tutelati dalla citata norma, in barba agli obblighi datoriali sanciti nella stessa L.68/99. Nonostante tutto ciò Alitalia ha ottenuto da aprile 2016 una convenzione dal Centro per L’impiego di Roma che le consente di dilazionare in 5 anni l’assunzione a tempo determinato di pochi lavoratori disabili, evitando di obbligarla ad assumerne da subito centinaia (…un favore che le permette la vergognosa Circolare 2 del 2010), mentre lascia a casa anche coloro che hanno vinto il ricorso contro il licenziamento in Tribunale e non risulta si
sia adeguata ad inserire in organico altre decine di lavoratori appartenenti alle altre categorie protette. 
L’On. Biondelli, riservandosi di effettuare le opportune verifiche ed approfondimenti, nel prendere atto delle richieste e delle denunce presentate dalla Cub di Roma e dalla Cub di Firenze, si è dichiarata interessata alle questioni sollevate e disposta ad intervenire per favorire l’applicazione di una norma che a tutt’oggi è nei fatti tutt’altro che rispettata, sia
nel settore privato che in quello pubblico.
L’On. Biondelli si è impegnata a riscontrare entro breve tempo gli eventuali interventi effettuati e a proseguire il confronto su ulteriori temi relativi alla mancata applicazione della L.68/99, procedendo ad un approfondimento progressivo sulle numerose questioni che vanificano l’applicazione della L.68/99 nei luoghi di lavoro, al fine di rendere esigibili le tutele delle persone più “esposte” e più “deboli”.
LA Cub di Roma e la Cub di Firenze, nell’esprimere soddisfazione per la disponibilità manifestata dal rappresentante del Governo, oltre a proseguire l’intervento in ogni ambito per favorire l’applicazione della L.68/99, informeranno i lavoratori degli sviluppi che si determineranno.

3.10.2016
Cub di Roma - 00184 Roma, via Cavour 101 tel 0648029250 - fax 064828857 – cell. 3939103997
Cub di Firenze - 50129 Firenze, via Guelfa 148–tel 055494858– fax 0553200938 – cell. 3336556233

 ----------------   SEGUE LA   RICHIESTA DI INCONTRO CUB ---------------

A: MINISTERO DEL LAVORO
Att.ne: Sottosegretario di Stato
On.le Franca Biondelli

L’applicazione piena della L.68/99 è, come anche sostenuto nel comunicato distribuito dalla Cub di Roma e dalla Cub di Firenze in occasione della V Assemblea Nazionale sulla disabilità, una vera e propria chimera.
Molte le ragioni che determinano la disapplicazione o, nel migliore dei casi, una parziale applicazione della suddetta norma in ordine alla collocazione obbligatoria dei lavoratori disabili e di quelli appartenenti alle altre categorie protette.
Come anche riferito al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti in occasione del suddetto evento, durante il breve colloquio avuto da alcuni nostri dirigenti sindacali con i due rappresentanti istituzionali, il Governo e il Ministero del Lavoro possono fare molto per tentare di rendere realmente esigibile l’applicazione della norma in questione da parte dei destinatari della stessa.

La strada non è semplice ma possibile. Avviare un percorso in tal senso è per la nostra O.S. necessario, oltre che doveroso.
La materia è vasta e anche gli ambiti di intervento sono molteplici per consentire un concreto inserimento nel mondo del lavoro, nonchè una più certa tutela, dei lavoratori disabili e delle altre categorie protette.
E’ chiaro che anche il legislatore dovrà intervenire in tal senso e non solo con la “manutenzione” della L.68/99 ma rivedendo le numerose deroghe alla applicazione della norma approvate negli ultimi 17 anni,
che di fatto hanno consentito ad interi settori produttivi di affrancarsi dagli obblighi previsti dalla norma.
Fondamentali sono anche gli interventi che possono essere fatti in sede amministrativa e ministeriale al fine di garantire una più certa applicazione della L.68/99.
Con l’auspicio che sia confermata la disponibilità del Ministero del Lavoro ad avviare un confronto in cui si determinino gli spazi ed il tempo in cui affrontare alcuni “nodi” relativi alla applicazione della L.68/99 , ad oggi riteniamo di porre alla Sua attenzione solo alcune questioni, rimandando a momenti successivi l’analisi di ulteriori problematiche.
A nostro avviso si rende necessaria la revoca della Circolare del Ministero del Lavoro n.77 del 2001.
Con tale circolare, come anche accennato nel documento pubblicato in occasione dell’evento di Firenze, si consente che le aziende di pulizie escludano dal computo delle quote obbligatorie i lavoratori assorbiti da appalti conseguiti successivamente alla costituzione. Grazie a tale circolare le aziende di pulizie operano di fatto con “scoperture” abissali rispetto alle quote obbligatorie.
Riteniamo, altresì, urgente e necessario intervenire per rivedere il sistema sanzionatorio nei confronti delle aziende che non rispettano gli obblighi relativi all’impiego delle quote obbligatorie previste dalla L.68/99.

Secondo alcune interpretazioni assolutamente non condivisibili, le sanzioni relative al mancato rispetto delle quote obbligatorie, vengono irrogate solo a fronte del rifiuto all’assunzione del personale avviato dal centro per l’impiego di competenza, invece che dal momento in cui è scattato l’obbligo.
Tale interpretazione della norma, che di fatto non è conforme alla disciplina, disincentiva le aziende a rispettare gli obblighi previsti dalla L.68/99 in tema di occupazione delle quote obbligatorie.
Infine riteniamo importante porre una questione relativa agli esoneri.
A tale proposito riteniamo che debbano essere rivisti gli importi che le aziende devono versare a titolo di contributo esonerativo. D’altra parte la mancata revisione di tali importi sta determinando una condizione per cui non si stimola l’assunzione del personale tutelato dalla L.68/99.
Per quanto riguarda la richiesta di abrogazione dell’art.8 della Circolare 2 del 2010,così come suggerita nel documento distribuito alla V Assemblea Nazionale sulla disabilità, è opportuno considerare che il superamento dell’istituto della mobilità, nei fatti, comporta la decadenza di una disposizione ministeriale che ha consentito e consente (…ancora per poco tempo!) alle aziende di aggirare il rispetto delle quote obbligatorie, anche assumendo un solo lavoratore che fruisce del suddetto ammortizzatore sociale.
La valutazione di tale decadenza, pertanto, ci ha consentito di porre in maggior risalto le questioni precedentemente sollevate.
Restando in attesa di un cortese riscontro, si inviano

Distinti Saluti

Per la Cub di Roma
Antonio Amoroso  
Per la Cub di Firenze
Maurizio Barsella  



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