Comitato Milanese per l’Acqua: mobilitarsi per respingere l’attacco che la legge 18, secondo cui i Comuni lombardi devono privatizzare l’erogazione del Servizio Idrico, porta al principale dei beni comuni dei cittadini lombardi.

 

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Il Comitato Milanese per l’Acqua, nell’approssimarsi del termine ultimo imposta dalle legge regionale 18 dell’agosto 2006 entro il quale i Comuni lombardi devono privatizzare l’erogazione del Servizio Idrico, facendo dell’acqua una merce come ogni altra, invita a mobilitarsi per respingere l’attacco che la legge 18, fortemente voluta da Formigoni, porta al principale dei beni comuni dei cittadini lombardi.
Dalla legge regionale è esplicitamente escluso il Comune di Milano che grazie anche alla pressione esercitata dal CMA in questi mesi ha riaffermato, con delibera del consiglio comunale del 26 luglio, la gestione totalmente pubblica dell’intero Servizio Idrico Integrato per i prossimi 20 anni con un piano tariffario che pone alle tariffe dell’acqua un limite, raggiungibile nel 2027 di 1 euro a metro cubo. (la delibera non esclude però "che in futuro a seguito di possibili mutamenti del quadro generale, possano essere individuate differenti forme gestionali da esaminarsi in sede di revisione (triennale o quinquennale”).
Lo stesso comune di Milano
non è quindi indifferente all’applicazione della legge 18, non solo per gli aspetti generali e di principio ma anche per e conseguenze concrete che tale legge potrebbe in futuro avere sulla gestione del Servizio Idrico Milanese.
La campagna per il diritto all'acqua pubblica entra in una nuova fase. Obiettivo primario è l'annullamento della R18.
Per attenere questo risultato occorre:
-riprendere la sensibilizzazione dei cittadini circa l'uso dell'acqua pubblica;
-lottare contro la pubblicità delle acque minerali e contro ogni nuova concessione al prelievo di acque minerali
-sollecitare le amministrazioni perchè l'acqua pubblica venga utilizzata in tutti i luoghi, servizi, scuole, ... comunali
-premere sulle stesse amministrazioni perchè si esprimano a favore della gestione pubblica del servizio integrato.

La legge regionale 18 deve essere abrogata. Il CMA si impegna a promuovere nei cittadini milanesi, con tutte le iniziative possibili, la presa di coscienza della necessità di respingere la legge e la privatizzazione. Il CMA promuoverà un confronto con le forze politiche disponibili per valutare la Possibilità à di portare in Consiglio Comunale una mozione che esprima la contrarietà alla legge Formigoni.
Contro questa legge l’attuale governo ha depositato un ricorso per illegittimità su cui la corte costituzionale è chiamata ad esprimersi, si attende il giudizio entro novembre. Una moratoria nazionale sui processi di privatizzazione è stata a più riprese promessa ed è stata inserita nel decreto Bersani.
Anche questa moratoria avrebbe l’effetto di bloccare la legge regionale. Infine il movimento per l’acqua attraverso la straordinaria mobilitazione nazionale, cui il CMA come i comitati lombardi ha dato forte contributo, ha raccolto e depositato oltre 400.000 firme per una proposta di legge nazionale che annullerebbe anch’essa gli effetti della legge Formigoni.
Il CMA si impegna a sostenere tutte le iniziative - tra cui la manifestazione nazionale attualmente ipotizzata il 1° dicembre - per richiamare la “politica istituzionale” a dare il via con urgenza alla moratoria e a mettere in discussione la proposta di legge popolare.
Sul territorio Lombardo, particolare rilievo assume l’iniziativa promossa da alcuni sindaci per indire un referendum abrogativo della legge Formigoni. Questa iniziativa, a cui serve l’adesione di almeno 50 comuni è, sul campo, l’unica proposta concretamente in grado di ostacolare il percorso che porta all’applicazione della legge 18. IL CMA si impegna a sostenerla in ogni modo possibile.
Invita le amministrazione che hanno già aderito all’iniziativa a rafforzarla, anche fuori dall’ambito istituzionale, coinvolgendo le popolazioni con incontri, assemblee e quanto altro serva a diffondere la coscienza della necessità di mantenere l’acqua, bene indispensabile alla vita, strettamente in mani pubbliche e sotto il controllo dei cittadini.
Il CMA sollecita tutti i comitati lombardi ad appoggiare, nell’ambito dell’iniziative di opposizione alla legge 18, l’iniziativa referendaria. In particolare, occorre stimolare le amministrazioni locali ad aderire alla proposta dei sindaci promotori: è necessario incalzare le istituzioni locali, fornire loro informazioni sull’iniziativa dei sindaci (che spesso non hanno) e spingerle ad attivarsi (testi delle delibere, ecc – sono stati già predisposti dai promotori). Siamo in ritardo, occorre agire bene e con urgenza.
La legge regionale 18 deve scontrarsi con un’opposizione larga e diffusa.

Milano, 25 settembre 2007
Comitato Milanese per l’Acqua

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