La mobilitazione in corso per la difesa dell’ambiente è sicuramente il fatto sociale più importante degli ultimi anni. L’evidenza della crisi ambientale in corso non può lasciare indifferente chi si batte per un mondo più giusto.

Il legame tra il modello sociale dominante che produce sfruttamento e disuguaglianza sempre più forte tra gli esseri umani e la distruzione delle stesse condizioni della vita sul pianeta è un fatto che può essere negato solo da chi è interessato a guadagnare sempre di più su qualsiasi cosa, compresa la vita umana.

Oggi nelle piazze di tutto il mondo si rende evidente non solo la rabbia di una popolazione minacciata di sterminio, ma anche l’esistenza di due modelli di sviluppo dell’umanità. Un primo modello, oggi dominante, che punta a continuare all’infinito l’aumento dei propri profitti sulla pelle di lavoratrici e lavoratori e a spese del nostro ambiente di vita, ed un altro che vuole che l’immensa ricchezza sociale oggi prodotta sia utilizzata per migliorare la vita di tutte e tutti.
Da una parte quello delle grandi opere, dello sfruttamento dell’ambiente come semplice risorsa per i profitti, della privatizzazione dei beni comuni a partire dalla sanità e dall’istruzione, dello sfruttamento sempre più radicale delle lavoratrici e dei lavoratori in tutto il pianeta.
Dall'altro uno sviluppo che salvaguardi le condizioni dell’esistenza della specie umana sul pianeta e che privilegi l’utilizzo della ricchezza che tutte e tutti produciamo al fine di garantire agli abitanti del pianeta una vita dignitosa.

La partita tra questi due modelli è radicale e vede come posta in gioco le condizioni future della vita sulla Terra.
Dentro queste mobilitazioni è fondamentale che siano presenti lavoratrici e lavoratori, la classe sociale che più di tutte subisce le conseguenze negative del modello di sviluppo centrato sul profitto. Ma è altrettanto importante che tutte e tutti le/i partecipanti alla mobilitazione siano coscienti del fatto che il nemico che ci troviamo ad affrontare è quello delle imprese capitalistiche e dei governi mondiali ciecamente lanciati nella corsa all’accumulazione di ricchezza privata.
All’interno delle manifestazioni di questi giorni siamo presenti anche per sostenere un momento fondamentale di questa battaglia: lo sciopero generale delle lavoratrici e dei lavoratori che si terrà il 25 Ottobre. Uno sciopero generale perché la ricchezza del paese sia utilizzata per il reddito di lavoratori, lavoratrici e disoccupati e per difendere il nostro ambiente di vita.

Torino 23 09 2019


QUANDO IL NEMICO E’ COMUNE SOLO UNITI SI VINCE

CUB PIEMONTE


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