POSTE: Il governo ci toglie i soldi e il lavoro. Altro che sostegno al lavoro e all'economia. Altro che liberali. Altro che Robin Hood tax

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Come al tempo delle leggi razziali del fascismo, oggi il governo di "Roma ladrona" diventa il governo di "Roma predona" e intende colpire una precisa "razza" di lavoratori italiani, togliendo loro lavoro e denaro: i lavoratori precari delle Poste reintegrati dai tribunali.
Come abbiamo tante volte già denunciato, ormai da dieci anni, cioè da quando le Poste sono diventate societàà per azioni a scopo di lucro, la dirigenza continua a coprire il vuoto dell'organico assumendo soltanto lavoratori trimestrali, invece di effettuare assunzioni serie a tempo indeterminato, producendo, così, mortificazione umana e lo sbando del servizio.
Questo sindacato, Cobas Pt Cub, ha promosso iniziative giudiziarie che nel corso di questi anni hanno portato la magistratura a confermare il reintegro nei posti vacanti di migliaia di lavoratori precari, prima sfruttati ripetutamente dalle Poste e poi ingiustamente licenziati.
I sindacati del regime, Cisl-Uil-Cgil e i loro soci subordinati Cisal-Confsal-Ugl, invece, hanno appoggiato senza interruzioni questo abuso, lasciando che l'azienda perdesse con disinvoltura, e continuamente, migliaia di cause nonché miliardi in risarcimenti monetari.
E nessun governo è mai intervenuto per perseguire i responsabili di questa situazione, forse perché bisognerebbe giudicare l'operato di Corrado Passera e Massimo Sarmi, i due amministratori privati nominati alla gestione delle Poste proprio dai governi, dal '98 ad oggi.
Ma questa truffa politica della carenza di personale occultata con le assunzioni temporanee irregolari non può oggi ricadere sui lavoratori, per le omertà governative di chi ha lasciato fare senza mai intervenire e senza capire che prima o poi i nodi sarebbero arrivati al pettine.
Ecco perché manifestiamo contro l'azione del Governo, denunciando questo intervento legislativo "barbaro, razzista e predatorio", concepito per colpire i lavoratori precari delle Poste, sia già reintegrati sia in attesa delle sentenze, e presentato subito dopo la stipula di un accordo sindacale ricattatorio, firmato nel mese di luglio tra Poste e sindacati del regime, con l'odiosa minaccia "o i soldi o il posto di lavoro" per ottenere il licenziamento di chi, dopo avere vinto davanti ai giudici la causa di reintegro, non vuole restituire i risarcimenti economici ricevuti di diritto e riconosciuti da sentenze favorevoli dei tribunali italiani.
Questa azione contro i lavoratori delle Poste, che già percepiscono stipendi bassissimi, mostra che in Italia il potere politico intende sovvertire la societàà, per colpire il popolo e garantire la prosecuzione della barbarie dei continui privilegi a favore degli stessi politici.

VENERDI' 1 AGOSTO DALLE 11,00 ALLE 15,00

PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO IN CORSO MONFORTE


Cobaspt-Cub Tel. 3472571728
 

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