CONTRATTO VERO

 lavoratrici, lavoratori


nove mesi senza contratto che sommati ai vecchi tutti firmati in nome del “risanamento” aziendale, e dunque subordinando i nostri interessi di lavoratori ai conti economici e ai bilanci societàari, al punto che oramai nessuno più può contestare il progressivo peggioramento della nostra condizione, ci dicono che se non vogliamo trovarci più in braghe di tela e subire quanto lorsignori sottoscrivono da anni, abbiamo la necessità di cominciare ad aprire in categoria una stagione di rivendicazioni vere che ricostruendo il nostro punto di vista, quello di classe, ambisca a conquistare obiettivi reali che rispondano ai nostri specifici interessi, rompendo con la disastrosa pratica dei “contratti a perdere”.

Noi riteniamo che questi interessi specifici riguardino tanto il nostro salario quanto la nostra condizione lavorativa.

Proponiamo perciò due punti di discrimine da imporre nei contratti:

  1. Aumento mensile di € 260.00 a compensazione del recupero integrale dell’inflazione reale, più una parte dell’avvenuto aumento di produttività;
  2. Stop al precariato NEL lavoro e DEL lavoro, che va dal superamento dei contratti a termine comunque denominati, al controllo delle modalità dell’organizzazione del lavoro (carichi di lavoro,turni,professionalità…..).


E’ chiaro che il percorso rivendicativo deve poggiare sulla partecipazione dei lavoratori nei vari momenti  di definizione della piattaforma contrattuale. Imprescindibile è quindi il pronunciamento in massa dei lavoratori attraverso un referendum certificato, gestito dalle RSU e con carattere vincolante.

Vi sono certo altre urgenze contrattuali (orario,flessibilità, repressione disciplinare….) e la nostra piattaforma* le contiene tutte. Sono il risultato della nostra cultura COBAS, della nostra esperienza COBAS, delle nostre quotidiane resistenze. Ma non diciamo “prendere tutto o lasciare”, NO.

Oggi sono mature queste due rivendicazioni, salario e lavoro dignitosi, per costruire una piattaforma che risponda all’orizzonte alternativo verso cui muoviamo.

Il Cobas PT CUB avanza quindi questa proposta a tutti i lavoratori, a singoli come a gruppi, a strutture organizzate ma “fuori linea”, come a esperienze sindacali autorganizzate, a quanti cioè ritengono che è giunto il momento di schierarsi, senza ma e senza se, perché un contratto migliore è possibile.  
Contro le politiche di guerra, contro la “guerra” ai lavoratori
SCIOPERO GENERALE

per tutta la giornata e per tutte le categorie
Venerdì 18 ottobre 2002

manifestazione da l.go Cairoli ore 9,30

*(disponibile a tutti c/o la nostra sede di Milano V.le Lombardia, 27 MI Tel. 02.2663474)

Ottobre 2002                           COBAS-pt CUB

FaceBook