LA SITUAZIONE REALE.


Poste Italiane ha 14mila sedi di lavoro, dislocate in tutta Italia, con 90mila lavoratori andati in pensione, dagli anni 90 ad oggi. Ma, le ultime assunzioni serie risalgono al 1992. Poi, sono stati assunti solo precari.
Intanto, 5mila lavoratori, sparsi in tutta Italia, chiedono, da anni, di poter cambiare comune, provincia o regione, per avvicinarsi alla propria casa o ai familiari, con un trasferimento che è a costo zero per l'azienda.
Inoltre, 30mila giovani precari, sfruttati per uno o due anni e poi lasciati a casa, chiedono di essere assunti per sempre, cioè stabilizzati, nei posti lasciati vuoti dai pensionati, avendo già tutta l'esperienza per il lavoro.
Le Poste, però, fanno occupare proprio i posti vuoti utili, per chi attende il trasferimento o la stabilizzazione, assumendo ancora nuovi precari, sempre da sfruttare e gettare via, a ruota, perché costano molto meno.
Questo gioco, permette di ottenere più profitti economici, da spartire tra azionisti privati e premi ai dirigenti, ed è il risultato della privatizzazione e dell'entrata dei privati negli incassi delle Poste.


BASTA! SPECULARE SULLA DISPERAZIONE DEI LAVORATORI.
 La situazione è molto grave, perché questa strategia speculativa, spregiudicata, ha messo in crisi le famiglie, spaccate ormai da anni, con i bambini che vedono i genitori ogni tanto, e i giovani precari sfruttati, che non possono crearsi una vita basata su un lavoro sicuro, che c'è, in abbondanza, eppure viene loro negato.
Ma, dopo varie denunce e manifestazioni pubbliche, le Poste hanno reagito con “giornali e telegiornali”, che hanno dato notizie “devianti”, annunciando l'assunzione di migliaia di lavoratori e illudendo chi non conosce la situazione effettiva. In realtà, si tratta solo di minime stabilizzazioni, oltretutto diluite negli anni,
e di una marea di altri nuovi precari da sfruttare e poi gettare via. Questa, purtroppo, è solo una tattica degli effetti speciali e del fumo, con l'uso dei mezzi di informazione e di propaganda, che, però, non deve ingannare l'opinione pubblica e nemmeno il governo.

 NON BISOGNA PIÙ ASSUMERE NUOVI PRECARI.
 Questa strategia ha rovinato anche la cittadinanza, perché, gestendo il personale in modo speculativo, il servizio pubblico si è ridotto a livelli da terzo mondo,
con il recapito della posta a “giorni alterni” (per ora, non a Milano, Napoli e Roma) e con la chiusura di moltissimi sportelli e uffici postali. La popolazione di tantissimi comuni italiani sta già pagando caramente, per questo.

Ma, chi dirige le Poste, fornisce sempre inutili rassicurazioni, al parlamento, al governo e ai sindaci.
L'unica soluzione è quella di non assumere più nuovi precari e di coprire i posti vuoti con serietà, sia con i trasferimenti richiesti e sia stabilizzando i “vecchi” precari.
Il servizio pubblico è una cosa seria e deve essere gestito con serietà.
rire, così, i posti lascia ti vuoti dai pensionamenti.


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novembre 2018

 

 
3800 VOLANTINI, distribuiti in piazza Duomo, a Milano.

Slg-Cub Poste continua a denunciare quanto accade alle Poste, scoprendo argomenti che invece vengono tenuti ben coperti da sindacati ammaestrati e mezzi di informazione addomesticati. 

 

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