Con il presidio del 27 settembre e l'incontro con il vice-Prefetto di Milano, è stato raggiunto l'obiettivo di attivare il livello istituzionale e politico, aggirando l'omertà di chi, da anni, copre la manovra speculativa attuata dall'azienda, che continua ad assumere precari ctd, da sfruttare ed eliminare a ruota, per coprire i posti vuoti.

Dopo il presidio di Milano, infatti, vi è stata la presa di posizione politica di esponenti della maggioranza di governo (in questo caso M5S) e solo così Poste Italiane ha assicurato che farà avere le sue risposte. Ma, intanto, sono stati assunti altri nuovi ctd ( dal 1/10/2018 al 31/3/2019), perché i sindacati che fanno

accordi con l'azienda non hanno mai chiesto un impegno scritto di Poste Italiane a non assumere più nuovi ctd, per coprire i posti vuoti,

Questi sindacati sono quelli che, dietro le quinte, telecomandano i loro rappresentanti, anche occulti, nei posti di lavoro, nei gruppi di Facebook, e nei “coordinamenti” dei ctd, deviando i lavoratori sempre verso binari morti, demotivandoli o convincendoli, da anni, ad aspettare a vuoto oppure a seguire proposte che hanno tempi lunghissimi e incerti, solo per non farli partecipare a iniziative di lotta reale, che metterebbero in difficoltà politica la strategia speculativa di Poste Italiane.

Ma se non si blocca lo sfruttamento di altri nuovi ctd, i trasferimenti si faranno solo col contagocce, e anche i vecchi ctd saranno stabilizzati alle calende greche, visto che i posti vuoti vengono sempre occupati da nuovi ctd.

Testimonianze dipendenti Poste Italiane al presidio 18 ottobre 

 

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