CONTRO-COMUNICATO dei Collettivi Unitari Di Base dei Lavoratori delle Poste sull'aspra vertenza in SDA (società del gruppo Poste) nel centro SDA di Carpiano a Milano.

Abbiamo letto un comunicato della CGIL sull'aspra vertenza in SDA, società del gruppo Poste, che con contorsionismi vari, cronache rituali, allusioni velenose, ha cercato di “fare il punto” sulla vicenda, riuscendo a dare della lotta una visione questurina, dove scompare la lotta di classe che diventa “questione di ordine pubblico”, e dove si omaggiano i vertici aziendali di Poste, terzi, innocenti, puliti...
Ma andiamo con ordine. Secondo il comuniato della CGIL è in atto uno scontro tra sigle del sindacato di base: da una parte i buoni, i ragionevoli, quelli che firmano e dall'altra i cattivi, quelli che non cedono ai ricatti aziendali, che non firmano i licenziamenti e il peggioramento delle condizioni dei lavoratori, che si ostinano a portare avanti le ragioni e gli interessi degli occupati, quelli delle cooperative di carico e scarico, tra le più sfruttate in assoluto.
La CGIL così intenta a frequentare “i Palazzi” non si accorge (?) che la “mediazione” di Poste è la foglia di fico dietro cui si nasconde il volto odierno delle “relazioni industriali”: non sono io che gestisco gli appalti e ciò che succede negli appalti non è roba mia per cui io non posso mettere becco. In sostanza, mentre Poste indossa il vestito nuovo per entrare in Borsa, lascia fare il lavoro sporco alle cooperative, a padroncini, caporali e boss spregiudicati e senza scrupoli che sanno come fare funzionare un'azienda - e per chi si ribella, o la strada o le bastonature delle squadracce spezzettatrici di sciopero, come avvenuto nel centro SDA di Milano a Carpiano, dove sono confluite sul presidio operaio gruppi armati di bastoni e coltelli per “spezzare le reni” agli scioperanti. Ma la CGIL tutto questo non lo vede, e facendo suo il punto di vista di SDA, raccoglie da lei e dai giornali le informazioni della vertenza, dando anticipazione sulle denunce che pendono su alcuni operai. Appunto, tutto diventa cronaca.
Noi che siamo più piccini, che siamo un sindacato di base che sta lottando per ricostruire una rappresentanza sindacale basata esclusivamente sugli interessi dei lavoratori e nient'altro, diamo un giudizio diverso, perché leggiamo con occhi diversi, di classe. Questo è quello che vorrebbero farci credere: che non esistono le classi: quelle che lavorano e quelle che su questo lavoro si arricchiscono. Noi pensiamo che non ci sia nessuna giustizia possibile in una società divisa un classi: e questo non lo potrà mai comprendere chi ha inforcato gli occhiali aziendali.
La CGIL non ha neppure chiamato in causa la “responsabilità sociale dell'impresa”.
La responsabilità di Poste è di aver spezzettato l'azienda, di aver esternalizzato i servizi, di aver permesso gli appalti, l'ingresso dei privati nelle aziende pubbliche al fine di meglio opprimere i lavoratori, senza freni, senza leggi, senza tutele, senza diritti.
Le condizioni di lavoro, e di vita, di questi nostri fratelli delle cooperative, sono risapute: neppure i più elementari diritti hanno: le ferie, la malattia, gli orari, il salario; quello che a noi sembra normale come il pane, loro non lo hanno e devono lottare per conquistarlo. Poste non è innocente ma prima responsabile - anche se trova nella CGIL un soggetto disposto a nasconderlo.
Ai Cobas “litiganti” (per “interessi inconfessabili” insinua come Iago la CGIL), noi leviamo alto il nostro riconoscimento per aver organizzato dei lavoratori degli strati più difficili, per avere dato loro la possibilità di resistere all'assalto padronale fatto di arroganza, bassi salari, orari prolungati, azzeramento di diritti. Certo, è facile da fuori discettare sulle divisioni, in base alle quali i padroni hanno trovato anziché un fronte di ferro, uno di burro, dove passare; perché se una cosa ci insegna questa lotta è che i padroni, e tra questi Poste, appena vedono uno spiraglio di divisione tra i lavoratori si incunea per spezzare la lotta, per respingere le rivendicazioni, per far intervenire le squadracce antioperaie.

Ottobre 2017

Collettivi Unitari Di Base dei Lavoratori delle Poste
CUB POSTE

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