postinoLettera ai sindaci su nuove modalità recapito corrispondenza. Non è la prima volta che, come lavoratori e sindacalisti di Poste, ci rivolgiamo alle Comunità per denunciare la minaccia dell'abolizione del servizio postale intrapresa dal nuovo gruppo dirigente, con a capo l'A.D. Francesco Caio.

Egregio Signor Sindaco
Egregi Assessori
Egregi Consiglieri tutti
Buongiorno,

Siamo un Sindacato di Base che opera in Poste Italiane s.p.a.

Non è la prima volta che, come lavoratori e sindacalisti di Poste, ci rivolgiamo alle Comunità per denunciare la minaccia dell'abolizione del servizio postale intrapresa dal nuovo gruppo dirigente, con a capo l'A.D. Francesco Caio.
La volta scorsa abbiamo messo l'allarme sulla chiusura degli uffici periferici che la furia di Poste falcidiava sotto le “ragioni” dell'anti-economicità, quasi che i servizi o fanno profitti o vanno tagliati; in questo modo privavano la cittadinanza di zone già di per sé disagiate anche del servizio postale, che secondo il management di Poste poteva essere sostituito anche da un Ufficio Postale di un altro paese (!).
Del disagio ulteriore non una parola … è il progresso, diamine! Questa volta l'attenzione va messa proprio sullo svolgimento del servizio postale, la consegna di lettere, pacchi, raccomandate ecc. Qui, il genio di Caio ha inventato il “recapito a giorni alterni”, diffuso ormai su tutta la nostra penisola, escluse, per ora, le grandi città metropolitane (MI-TO-RM-NA-PA-BA...). In tutti gli altri Comuni d'Italia la corrispondenza verrà recapitata a “giorni alterni”, secondo lo schema: LU-MERC-VEN una settimana; MART-GIOV l'altra.
E' ovvio che anche il vostro Comune non sarà indenne dalla cura Caio e dovrete affrontare il disservizio che creerà tra i cittadini, perché un altro pezzo di Servizio Pubblico verrà tagliato, senza contare le ripercussioni sulla qualità. Non è nostra intenzione dirvi cosa fare: anche noi siamo cittadini, e voi sapete meglio di noi come amministrare. Noi vi sottoponiamo il problema sperando di raccogliere la vostra solidarietà attiva, cioè pronunciamenti veri, anche collettivi, attraverso i vostri organi rappresentativi (es: ANCI). Sappiamo (non ci sfugge) che vi siete già pronunciati contro queste proposte di Poste, ma non è bastato. Occorre fare molto di più, anche da parte vostra.
Ci sembra già strano che l'AGCOM abbia dato parere favorevole a questo Piano, e che nessuno nello stesso Parlamento, quello che dovrebbe rappresentare i cittadini, abbia sollevato mai obiezioni davanti all'abolizione della consegna quotidiana della posta, fatto “storico” di straordinaria rottura che nessuna nuova idea sul futuro digitale potrà far scomparire. Vi chiediamo in sostanza di attivare le vostre competenze, conoscenze, poteri per respingere una “soluzione” a danno dei cittadini. Siamo disponibili a partecipare ad incontri pubblici organizzati dalle vostre rappresentanze istituzionali (ANCI, ecc), come ad audizioni parlamentari. Vi ringraziamo per l'attenzione.

Milano, 27 giugno 2016

Il Responsabile Legale Nazionale Cub-Poste
Laura La Placa
Collettivi Unitari di Base dei Lavoratori delle Poste  

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