BASTA SACRIFICI! AUMENTO MENSILE DI 300,00EURO! RADDOPPIO TICKETS MENSA – SCATTI BIENNALI D'ANZIANITA' - RIDUZIONE GRADUALE DELL'ORARIO DI LAVORO   RIDUZIONE DELL'ETA' PENSIONISTICA!  ASSORBIMENTO DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE!

 CGIL-CISL-UIL chiedono, in linea con le politiche dei sacrifici, 115,00 in un Paese dove gli imprenditori dichiarano di guadagnare meno dei propri dipendenti, la corruzione scorazza nei “piani alti”e dove l'evasione fiscale dei ricchi dilaga indisturbata.
Ma neanche in casa nostra, in Poste SpA, si scherza: l'Azienda, specchio dei poteri forti del Paese, dichiara di avere raddoppiato gli utili, di dividerli con gli azionisti ma non rinnova il Contratto.
Nello stesso tempo continua la crociata dell'AD Caio contro il Servizio Postale: prima chiude gli uffici “isolati” ora, con il “recapito a giorni alterni”, taglia migliaia di posti di lavoro e priva la cittadinanza del sevizio di consegna quotidiano.

RACCOGLIAMO LA BANDIERA DELLA LOTTA PER IL CONTRATTO CHE E' INSIEME LOTTA PER MIGLIORARE LE NOSTRE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO

E' circolata in questi giorni, senza neppure menare scandalo, la scandalosa notizia che gli imprenditori dichiarano al fisco meno dei lavoratori: 18,2mila i primi contro 20mila dei secondi.
Segno che non è solo questione di evasione fiscale (calcolata in 90miliardi all'anno!), ma di una legislazione che oltre a favorire la stessa, protegge le classi più ricche, alle quali i governi continuano a versare soldi pubblici - ultima la decontribuzione per tre anni per i nuovi assunti, che in parole povere vuol dire niente tasse per i padroni!

La seconda notizia, che ci riguarda più da vicino, è la dichiarazione dell'AD di Poste, F. Caio, che afferma che la Società ha raddoppiato gli utili rispetto all'anno scorso portandoli a 522milioni (erano 212milioni nel 2014); che, dividerà l'80% di questi utili tra gli azionisti, Tesoro e “investitori istituzionali”, cioè Banche; che è  “pronto” ( “pronto per definizione” - precisa, non trattenendosi dalla baldanza del gradasso) a cedere la maggioranza delle azioni ai privati, attestando lo Stato al 30%!
In primo luogo questo aumento di redditività è il risultato non di formule magiche o scoperte di manager geniali ma il prodotto del lavoro collettivo a cui hanno contribuito i 150mila dipendenti di Poste Italiane SpA che mirano a rivendicare un aumento di salario commisurato non solo alla fatica e ai sacrifici a cui sono stati sottoposti; non solo per star dietro all'aumento del costo della vita ma anche come parziale risarcimento dell'aumenti produttività che esige una redistribuzione del reddito a favore del lavoro e non del profitto; infine perchè non si accontentano della favola che i soldi ci sono per gli azionisti ma non per rinnovare un Contratto scaduto da sei anni!

In secondo luogo, l'AD Francesco Caio, rivela non solo la sua intenzione ma la funzione a cui è stato chiamato venendo in Poste: venderla ai privati per cedergli i profitti da essa derivati, prima facendoli partecipare al “pacchetto azionario”, poi dividendone gli utili - senza alzare un dito!
Di questo dovranno convincersi anche gli illusionisti dell'”azionariato popolare” : scopo della privatizzazione non è di dividere i “ricavati” coi lavoratori o cogestire l'azienda dividendone il “potere” ma metterla sul mercato per attrarre gli investitori, cioè i predoni della finanza, i biscazzieri della Borsa, gli “uomini d'affari”!

E' davanti a questo quadro sociale, che CGIL-CISL-UIL e i loro fiancheggiatori minori SAILP-FAILP-UGL, tutti attori silenziosi nella recita sulla privatizzazione, oggi avanzano la proposta di 115,00 euro che, si badi bene, non è di aumento salariale ma come costo complessivo del Contratto, cioè sommando alla quota di aumento, quella del tickets, più quella delle “accessorie”, del Fondo sanità, di quello Pensioni ecc. ecc., il tutto sommando porta a 115,00 euro lorde!

Questa “proposta” può essere solo ribaltata! La linea dei sacrifici e delle compatibilità economiche vanno non solo abbandonate ma combattute.
Bisogna invertire le priorità, e in fretta. Costruire una piattaforma che risponda ai nostri bisogni in quanto lavoratori, con interessi opposti a quelli delle imprese perchè non è vero che “siamo tutti sulla stessa barca” -perchè nel Contratto bisogna mettere al centro la nostra condizione non quello dell'impresa.

BASTA SACRIFICI!
AUMENTO MENSILE DI 300,00EURO!
RADDOPPIO TICKETS MENSA – SCATTI BIENNALI D'ANZIANITA'
RIDUZIONE GRADUALE DELL'ORARIO DI LAVORO –
RIDUZIONE DELL'ETA' PENSIONISTICA!
ASSORBIMENTO DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE!

QUESTO DEVE ESSERE IL CENTRO DEI RINNOVI CONTRATTUALI!
La CUB Poste chiama i lavoratori ad unirsi intorno a questi obiettivi, condizione del miglioramento concreto della loro condizione di vita e di lavoro.

CUB Poste
Sede Nazionale Viale Lombardia 20, 20139 Milano – tel.0270631804 – fax 178282030 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito: cubposte.altervista.org

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