CONVEGNO INTERNAZIONALE MIGRANTI - Milano, Palazzina Liberty, 30 giugno 2012 - BOZZA PER UN DOCUMENTO FINALE DI RIVENDICAZIONI COMUNI <GALLERIA FOTOGRAFICA>

 

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 CONVEGNO INTERNAZIONALE MIGRANTI
Milano, Palazzina Liberty, 30 giugno 2012

BOZZA PER UN DOCUMENTO FINALE DI RIVENDICAZIONI COMUNI


1. Separare il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro.
Allungamento del permesso di soggiorno, per chi a perso il lavoro o non ha più i requisiti in conseguenza alla crisi economica.
Permesso di soggiorno e libera circolazione per tutti i migranti.
Garantire il diritto universale alla salute anche in caso di mancanza del permesso di soggiorno

2. Attuazione in tutti i paesi della direttiva 2009/52/CE del Parlamento Europeo che introduce sanzioni nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini stranieri irregolari.
L’applicazione di questa direttiva può aiutare a combattere il lavoro nero, e incoraggia gli stranieri irregolari a denunciare la loro condizione di sfruttamento: in particolare gli articoli 6 e 13 della direttiva prevedono il rilascio di permessi di soggiorno agli sfruttati in condizione di irregolarità di soggiorno, oltre che il recupero dei contributi evasi e delle retribuzioni non pagate mediante azioni sindacali.

3.
Legge europea che garantisca il DIRITTO DI ASILO e la PROTEZIONE UMANITARIA a chi ne ha bisogno, con regole per l’ammissione dei richiedenti asilo uguali in tutta l’Unione Europea. Tale diritto è garantito dall’articolo 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e dell’articolo 1 della Convenzione di Ginevra sui rifugiati.
Chiediamo quindi:

-  fine dei respingimenti in mare e degli accordi bilaterali di espulsione.

- immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l’istituzione della protezione temporanea per i richiedenti asilo provenienti dalla Libia, con successiva Possibilità à di chiedere protezione internazionale. Molti dei richiedenti asilo scappati dalla guerra in Libia, sono in realtà nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d’Avorio, in Bangladesh o in Pakistan, paesi che non vengono considerati zone di guerra.
Per questo motivo i richiedenti asilo provenienti dalla Libia (dove di fatto vivevano e lavoravano da anni) rischiano di vedere rigettata la loro domanda d’asilo, finendo nell’irregolarità.

- superamento del Regolamento Dublino II (n.343CE del 2003), per il quale il diritto d'asilo può essere concesso al richiedente solo da parte Stato Europeo in cui ha messo piede per la prima volta.
Questo significa che i richiedenti asilo non possono presentare domande in più Stati membri e sono di fatto incastrati nello Stato di arrivo. Il problema è che in molti paesi il diritto di asilo, di fatto, non è riconosciuto, con la conseguenza che un grande numero di migranti che potrebbero godere di una protezione internazionale, non accede ad alcuna protezione (né status di rifugiato, né protezione sussidiaria).

4. Chiusura dei centri di detenzione ed espulsione.

5. Acquisizione immediata della cittadinanza al momento della nascita anche per i figli di immigrati ed anche per quelli cresciuti in Italia o in un altro paese della comunità.

6. Abrogazione delle leggi razziste.

 

APPROVATO ALL'UNANIMITA'

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