LA DOPPIA MORALE ECOLOGICA DI INTESA SANPAOLO - Alla ricerca del consueto gadget natalizio, i clienti di Intesa Sanpaolo si sono sentiti rispondere che quest’anno non ci sarebbero state né le agende, né i tradizionali calendari.



LA DOPPIA MORALE ECOLOGICA DI INTESA SANPAOLO

Alla ricerca del consueto gadget natalizio, i clienti di Intesa Sanpaolo si sono sentiti rispondere che quest’anno non ci sarebbero state né le agende (già scarseggianti negli anni passati), né i tradizionali calendari. Tale scelta derivava da un improvviso afflato ecologico della banca, che aveva deciso di “salvare” gli alberi necessari per la stampa di cotanto materiale.


Afflato che ha pervaso la Direzione di Banca dei Territori, dove si concentra la gran parte della clientela, ma ha risparmiato altri settori del gruppo, come Private Banking e Corporate, riservati ai clienti più facoltosi: evidentemente la sensibilità ecologica è argomento riservato ai meno abbienti, mentre ai ricchi un’agenda non si può negare.
Ciò che veramente disturba è  che la banca “ecologica” risulti in prima fila in numerose opere ad alto impatto ambientale.
In un articolo del 2 dicembre il Fatto Quotidiano sollecitava il governo “tecnico” a non procedere allo stanziamento di una nuova tranche di finanziamenti per un’opera inutile come il cosiddetto Terzo Valico.
L’Alta Velocità tra Genova e Tortona costerebbe 6 miliardi, cifra di cui beneficerebbe il “general contractor” Cociv, tra i cui azionisti figura Biis, banca a capo della quale, casualmente, era Mario Ciaccia, ora viceministro delle Infrastrutture. Biis fa parte del gruppo Intesa Sanpaolo, di cui, sempre casualmente, era amministratore delegato il neoministro Corrado Passera.
Nel frattempo varie associazioni ecologiste hanno lanciato la campagna “Ferma la banca che distrugge il territorio”. L’iniziativa denuncia il pesante impatto ambientale della costruzione di quattro autostrade lombarde (Pedemontana, Bre.Be.Mi, Tangenziale Esterna Milano, Autostrada Cremona Mantova) ed ha lanciato una campagna di boicottaggio proprio contro Intesa Sanpaolo, in quanto principale finanziatrice di tutte queste opere e azionista nelle concessionarie delle stesse.
E che dire dell’ampliamento dello scalo portuale di Vado Ligure, con Intesa Sanpaolo come finanziatore della danese Maersk e indiretta beneficiaria del provvedimento fiscale del governo Monti, che riserva ai privati l’extra gettito Iva percepito dalle infrastrutture di nuova costruzione?    
Niente male per una banca che ha deciso di non fare i tradizionali calendari per non distruggere le foreste!!!
Siamo in presenza di una doppia morale, dove la sensibilità ecologica è massima se c’è da risparmiare, mentre viene messa un attimo da parte se ci sono profitti da incamerare?

Torino31-1-2012

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