Assemblea Nazionale - Firenze 19.5.2000

Per costituire un’organizzazione di mutuo soccorso per la difesa del diritto di sciopero e delle libertà sindacali

PROPOSTA:

Il diritto di sciopero è stato oggetto nell’ultimo decennio di limitazioni sia legislative che normative (servizi minimi, rarefazione, franchigie, sanzioni ) sempre più pesanti attuate e sostenute da parte di padronato, governo, Commissione di garanzia  e dai vertici di Cgil-Cisl-Uil. vanificando il principale strumento di auto tutela e di contropotere a disposizione dei lavoratori.
Queste limitazioni sono sempre state precedute e accompagnate da vere e proprie campagne di criminalizzazione nei confronti dello sciopero e degli scioperanti, mirate a creare nell’opinione pubblica una vera e propria insofferenza nei confronti dell’esercizio di questo diritto, che è uno dei pilastri fondamentali di regolazione democratica degli interessi contrapposti presenti nella societàà .
Servizi pubblici funzionanti?
Non è vero che servizi e trasporti sono nel "caos" per gli scioperi, come invece ben orchestrate campagne dei mass media vorrebbero far credere. Le ore di sciopero sono in Italia ai minimi storici dal dopoguerra ad oggi, settori servizi e trasporti compresi, mentre gli stessi sono investiti dai più pesanti processi di ristrutturazione del dopoguerra, processi che hanno già portato all'espulsione di centinaia di migliaia di lavoratori.
In realtà servizi  e trasporti, nonostante l'impegno ed il sacrificio quotidiano degli stessi lavoratori, dimostrano tutti i giorni carenze derivanti proprio dalle scelte aziendali e dalle decisioni delle istituzioni a livello centrale e periferico.
Diritti di lavoratori e utenti sacrificati al profitto
Per questo si attacca il diritto di sciopero nel tentativo di mettere il bavaglio ad ogni forma di opposizione. Soprattutto si cerca, in questo momento, di minare le libertà ed i diritti democratici e sindacali nei confronti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali autonome e di base che non accettano di sacrificare tutele e diritti di lavoratori e utenti sull’altare del massimo profitto.
Commissione di Garanzia per chi?
A questo si affianca un atteggiamento certamente non super partes che sistematicamente la "Commissione di Garanzia" L.146/90 ha assunto dando sempre parere negativo contro gli scioperi indetti dalle organizzazioni autonome e di base dei lavoratori, nonostante che questi siano proclamati nel rispetto di tutte le regole sin qui fissate dagli accordi e dalle norme di legge esistenti.
Ciò ha comportato provvedimenti sanzionatori nei confronti delle organizzazioni di base e dei lavoratori scioperanti. Un atteggiamento lesivo di un diritto sin qui costituzionalmente garantito e che tale Commissione si guarda bene dal tenere nei confronti delle imprese che di continuo violano parti importanti della legge sul diritto di sciopero (comunicazioni all’utenza, violazioni accordi, erogazione servizi minimi) oltre che, con i loro attacchi ai diritti dei lavoratori ed alle libertà sindacali, sono spesso all'origine delle reazioni di lotta dei lavoratori.
Le responsabilità à delle dirigenze aziendali, che in realtà sono enormi, trovano copertura da un tale comportamento discriminatorio : i trasporti pubblici sono stati spesso portati sull'orlo dei collasso proprio per la loro incapacità, impreparazione tecnica e manageriale, carriere elargite non per le loro capacità ma in funzione della tessera sindacale e di partito di appartenenza.
La Commissione di garanzia L.146190, per la quale Governo e il Padronato hanno voluto, con la L.83/2000 maggiori e vincolanti poteri sia normativi che sanzionatori, diventa giorno dopo giorno l'unico istituto insindacabile di questo Paese, che sfugge a qualsiasi controllo proprio di uno Stato democratico.
La precettazione come strumento ordinario di repressione

Con la L.146/90 e la regolamentazione dei servizi minimi la precettazione doveva diventare uno strumento da utilizzare solo in casi di eccezionale gravità. In questi anni si è invece assistito ad un ricorso a questo strumento sempre più massiccio da parte di ministri e prefetti, utilizzato non per “un fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente garantiti”, ma per sopprimere le sacrosante proteste dei lavoratori e agevolare i processi di ristrutturazione.
Costruire un vasto fronte unitario di mutuo soccorso

Occorre perciò costruire il più vasto fronte unitario possibile per la difesa non solo dei diritti e delle libertà democratiche e sindacali, quali ad esempio il diritto di sciopero, ma difendere e dare nuovo sviluppo ai servizi pubblici : trasporti, scuola, sanità, ecc
Le organizzazioni sindacali
autonome e di base sono per la difesa del servizio pubblico, perché esso dà un'impronta al tipo di societàà nella quale vivere e lavorare poiché sono convinte che il diritto al trasporto ma più in generale all'educazione, alla sanità, alla casa, ecc. devono essere diritti universali.
Per questo ci impegniamo a promuovere assemblee, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, insieme ai lavoratori dei diversi settori dei servizi pubblici ed alle loro organizzazioni di base, al movimento degli studenti per coordinare le opportune iniziative contro questi attacchi e per difendere il servizio pubblico.
Per meglio tutelare questi interessi
di tutti i lavoratori ed utenti le organizzazioni del sindacalismo autonomo e di base si devono impegnare a lavorare insieme nella direzione di costruire un patto di mutuo soccorso tra i lavoratori, che possa in primo luogo dare maggiore efficacia all'unica arma (il diritto di sciopero) che essi hanno per difendere e migliorare le proprie ed altrui condizioni di vita e di lavoro
Un’organizzazione di mutuo soccorso per la difesa del diritto di sciopero e  delle libertà sindacali
La proposta è quella
di costruire uno strumento di sostegno concreto ai lavoratori ed alle associazioni e aggregazioni sindacali che promuovano o partecipino ad astensioni collettive del lavoro, nella situazione normativa determinata, dalla legge 146/90 e dal successivo intervento (restrittivo)  verificatosi con. l'entrata in vigore della legge 83 del 2000
La proposta viene avanzata alle diverse  formazioni sindacali autonome e di base, ai giuristi,  al mondo della politica, della cultura, dell’informazione e alle associazioni degli utenti.
Le articolazioni dell' organismo dovrebbero essere, in linea di massima, le seguenti :

a) Costituzione di un ufficio legale capace di intervenire sull'intero territorio nazionale, sia in fase di consulenza preventiva che nell'assistenza delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori scioperanti nei procedimenti sanzionatori e per 1a contestazione in sede giudiziale delle sanzioni e delle ordinanze di precettazione;
b) creazione di un vero e proprio ufficio studi sull'applicazione della legge in tema di esercizio del diritto di sciopero, che sia puntuale ed autorevole.
L'ufficio studi dovrà seguire costantemente le pronunzie della Commissione di Garanzia, creare un archivio fruibile (anche attraverso  un apposito sito accessibile da lavoratori ed organizzazioni sindacali) articolato per settori (trasporti, scuola, sanità,. etc.), organizzare convegni coinvolgendo personaggi illustri e sensibilità democratiche (del mondo del diritto, della politica, dell’informazione, della cultura), puntare a costituirsi   come una sorta di – autorevole - anti authority.
L’ufficio studi dovrà inoltre esaminare le legislazioni degli altri paesi europei, seguirne l'evoluzione valutare i riflessi concreti dell'applicazione del l ' art.28 della Carta dei Diritti   fondamentali dell'Unione Europea e di altre norme in materia presenti nelle Convenzioni internazionali, e se - del caso ‑ adire i competenti organismi di giustizia comunitaria, europea ed internazionale con riferimento a situazioni di particolare interesse sindacale, politico e  giuridico. Per far questo sarà necessario avvalersi dell'opera di qualche giovane ricercatore;
c) avviare iniziative di lobbing  e campagne di pressione pubblica per la modifica della legge;
d) monitorare il ruolo delle parti datoriali nell’insorgere del conflitto e le ricadute sugli utenti;
e) monitorare l’utilizzazione della precettazione da parte di ministri e prefetti;
f) la pubblicazione periodica di un bollettino informativo per gli associati
g) costituzione di un fondo per il sostegno ai lavoratori che scioperano, specie per affrontare le conseguenze sanzionatorie (pecuniarie) che possono, con frequenza, derivare dalle azioni di astensione dal lavoro, specie con riferimento alle interpretazioni restrittive della Commissione di Garanzia e dall'abuso dello strumento della precettazione.
A garanzia del corretto
e trasparente funzionamento delle erogazioni dovrà essere costituito  un apposito Comitato di controllo che sceglierà, anche preventivamente, le azioni più significative sul piano politico e sindacale cui attribuire il sostegno del fondo.
Al fine di raggiungere
il necessario spessore economico e sociale, nella contribuzione del fondo è necessario coinvolgere direttamente anche i lavoratori, non solo le organizzazioni sindacali, è quindi prevedibile che l’operatività di questo strumento non si realizzi prima di un anno o due dalla costituzione della fondazione.
I compiti sono, come è chiaro, molto ambiziosi ed abbisognano di risorse umane, professionali ed economiche notevoli
La forma proposta
è quella dell'associazione non riconosciuta, inquadrabile in relazione all'aggetto del suo intervento (tutela dei diritti civili) nella tipologia prevista dal Decreto legislative n.460 del 1997 degli organismi non lucrativi di utilità sociali (o.n.l.u.s.), che hanno alcuni vincoli (di rendicontazione o bilancio, di destinazione delle risorse, etc.) ma che godono di diversi benefici (specie sul piano fiscale). L'associazione  ha come propri organismi (generalmente) un'assemblea dei soci (che possono essere soci individuali e collettivi), un Comitato Direttivo, un legale rappresentante e potrebbe prevedere l'esistenza di un Comitato Scientifico e di un organismo di controllo (per la trasparenza della destinazione dei fondi)
Viene proposta una composizione della associazione paritaria tra le organizzazioni promotrici.
Le organizzazioni promotrici verseranno un contributo di avvio dell’associazione di £ 5.000.000 .
Per dare l’avvio concreto a questa iniziativa è stata fissata una riunione, il 19 maggio 2001 a Firenze, aperta a tutti i soggetti interessati.

Milano, 3 maggio 2001
        
CUB    Or.S.A.    SLAI Cobas    SNATER    UCS

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