CONTRO IL BLOCCO DEI SALARI
PER CONSISTENTI INVESTIMENTI A FAVORE DELLA SCUOLA STATALE E PER STIPENDI EUROPEI

Nel febbraio 2014 Renzi si insedia al Governo e promette subito 4 miliardi per “scuole sicure”, “scuole nuove”, “scuole belle”. Gli stessi interventi saranno poi annunciati più volte senza approdare a risultati significativi: ancora oggi le nostre scuole non sono a norma e continuano a cadere soffitti in testa a studenti e insegnanti.

 

 

Così le promesse di “Scuole sicure, nuove, belle” si rivelano per ciò che sono: menzogne sparse a piene mani dal governo e rilanciate acriticamente da un sistema dei media straordinariamente ossequioso  per  coprire, malamente, la realtà di una scuola pubblica saccheggiata, abbandonata e lasciata cadere a pezzi. D'altronde come dimenticare la promessa di porre fine alla “supplentite” quando verifichiamo che ancora oggi, nelle scuole, mancano i docenti e si marcia ad orario ridotto? L'opera di mistificazione si compie con la cosiddetta “buona scuola”: una riforma che butta le scuole sul mercato, discrimina i lavoratori, si propone di eliminare il precariato allargando a tutti la precarietà, cancella la collegialità e la libertà dell'insegnamento, amplia enormemente i poteri dei presidi, piega la scuola pubblica alle esigenze dei privati.


Noi sappiamo come dovrebbe essere una scuola davvero funzionale agli interessi del Paese e buona per tutti quelli che ci vivono dentro: studenti, insegnanti e personale ATA, per questo sosteniamo l'abrogazione della legge 107 e rivendichiamo:

 

Assunzione immediata dei precari su tutti i posti disponibili e un vero organico funzionale che serva la didattica e non sia puro strumento di flessibilità organizzativa.

Nessuna discriminazione tra lavoratori: parità di condizioni salariali e normative a parità di lavoro cioè nessuna penalizzazione per i nuovi assunti, cui si devono piuttosto riconoscere gli scatti stipendiali!
Basta classi pollaio che rendono impossibile qualsiasi didattica dignitosa!
No al taglio del personale Ata  che continua ad essere penalizzato e gravato di eccessivo lavoro; già oggi molte scuole dei piccoli comuni non hanno personale per garantirne l'apertura e il funzionamento!
Abbassamento dell'età pensionabile, per favorire il ricambio generazionale e permettere al personale che lavora da molti anni di andare a riposo con pensioni dignitose!


No alle "false carriere" di Renzi, che significano tagli per tutti. Rivendichiamo il mantenimento degli scatti  di anzianità e consistenti aumenti salariali per recuperare quanto abbiamo perso in questi anni.

 


13 novembre 2015
Sciopero nazionale della scuola

 

 

 

 

 

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