Venerdì 13 novembre 2015 – sciopero della scuola

Depositatasi la polvere sollevata dalla propaganda governativa, la Legge di Stabilità permette di comprendere appieno quali sono le intenzioni del Governo per quel che riguarda i contratti dei pubblici dipendenti in genere e dei lavoratori della scuola.

 


200 milioni, ovviamente lordi di euro per circa tre milioni e mezzo di lavoratori, in pratica, su base mensile, meno di cinque euro netti medi.
Secondo i calcoli della Corte dei Conti, che non ci risulta simpatizzi per la Confederazione Unitaria di Base, il blocco dei contratti ha fatto perdere ad ogni dipendente pubblico (dal 2010 a metà 2015) il 9,6 % dello stipendio; i soldi lasciati per strada ogni mese valgono in totale il 43 % della retribuzione di un anno.
Se aggiungiamo che – per il comparto Scuola – l’ultimo aumento contrattuale risale al gennaio 2009 (rinnovo della parte economica mentre l’ultimo rinnovo della parte normativa è del novembre 2007) e che per il recupero (parziale) degli scatti di anzianità i sindacati concertativi hanno sacrificato i 2/3 del fondo d’istituto risulta chiaro che una proposta del genere è UNA SFIDA alla pazienza ed alla disponibilità dei lavoratori della scuola.


Il governo cerca di distrarre l’attenzione della categoria proponendo risibili premi al “merito” volti a porre i lavoratori della scuola in conflitto fra di loro e con un rimborso, insufficiente e comunque dovuto, per le spese che affrontiamo per svolgere il nostro lavoro ma se crede che ci lasceremo ingannare si sbaglia di grosso.
D’altro canto le immissioni in ruolo, che il governo è stato costretto a fare per evitare sanzioni economiche per l’utilizzo illegale di lavoro precario, non hanno affatto risolto il problema del precariato della scuola scandalosamente consistente e sottoposto a un trattamento retributivo e normativo inaccettabile.
Lo scorso anno scolastico ha visto una straordinaria mobilitazione della categoria contro la “Buona Scuola” proposta dal governo, si tratta ora di riprenderla con forza legandola all’iniziativa per consistenti aumenti retributivi in paga base, per la copertura dei posti vacanti, per la difesa della scuola pubblica.
Nelle prime settimane di scuole abbiamo organizzato assemblee nelle scuole, presidi, iniziative di informazione, ora si tratta di unificare e rendere visibile la nostra mobilitazione sul piano generale con lo sciopero.


Per queste ragioni la CUB Scuola Università e Ricerca indice, unitamente al resto del sindacalismo di base, una prima giornata di sciopero venerdì 13 novembre e invita a parteciparvi sindacati, coordinamenti e, soprattutto, le colleghe ed i colleghi che sentono l’urgenza di riprendere l’iniziativa.

 

 

Pubblicato il 20/10/2015 di cubscuolaudine


Per la CUB Scuola Università e Ricerca


Il Coordinatore Nazionale

Cosimo Scarinzi

 

 

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