CE LO ASPETTAVAMO, perché l’orientamento del Governo era stato chiaro, durante la convocazione del 21 ottobre 2015 a Roma; dove abbiamo ribadito con forza le legittime rivendicazioni dei lavoratori, per sentirci ripetere come un disco incantato del Governo, che Expò è un evento planetario e dalle Aziende Ferroviarie che non discutono con sindacati non firmatari di contratto.

 


Ricordare il diritto costituzionale allo Sciopero, ricordare il drastico peggioramento delle condizioni di lavoro dei ferrovieri e le decine di morti per incidenti sul lavoro, le aggressioni al personale, i licenziamenti di lavoratori impegnati nelle battaglie per la sicurezza del servizio, le preoccupazioni per il progressivo smantellamento del Servizio Base e per una privatizzazione selvaggia del settore che mette in pericolo il futuro di migliaia di lavoratori come già accade nel trasporto Aereo, le rimostranze per una riforma pensionistica che ha aumentato di 7 anni l’asticella per molti ferrovieri portandola oltre la nostra aspettativa di vita media, lo sdegno per regole del mercato del lavoro che fomentano la precarietà e lo sfruttamento e per il disfacimento dei diritti essenziali alla Istruzione e alla salute minacciati dalla inadeguatezza di investimenti pubblici, NON HANNO AVUTO PESO.

INVERO
, chiedevamo solo fatti concreti e non vaghe promesse destinate a perdersi nel vento e nelle pratiche concertative di altri soggetti, falsi alfieri di chi lavora, guardiani solo di se stessi.

TROPPO abituati i muri di quelle stanze a trovare compromessi a perdere sulla testa dei lavoratori, a misurare interessi di sigla con quelli delle persone, a cucinare meccanismi di potere e privilegi… per ascoltare le nostre istanze.
EPPURE alla fine siamo stati giudicati noi irresponsabili; NON l’arroganza delle aziende, NON il cinismo delle istituzioni.
È il segno sciagurato della repressione del Diritto di Sciopero, già limitato nei servizi pubblici da una delle leggi più restrittive del mondo ma oggi ancora attaccato da governo, padroni e sindacati amici, come già accaduto per i lavoratori del Colosseo.
SIAMO ANCORA QUI, a dire che irresponsabile è chi nega il legittimo dissenso e le aspettative dei lavoratori, chi nega ogni diritto di parola e di espressione, lasciando solo la via dello scontro, per poi reprimerla con indicibile freddezza.
CE LO ASPETTAVAMO, eppure la precettazione dello Sciopero Convocato da CUB Trasporti, CAT e USB, per il trasporto passeggeri del 24\25 ottobre 2015, lascia un senso di vuoto, di amarezza, di reclusione… il senso di diritti negati e voci soffocate.
Rimangono in piedi gli scioperi proclamati nel comparto Cargo (merci) Trenitalia nei giorno 22 e 23 ottobre ed anche l’agitazione sindacale proclamata dalla Cub Trasporti per Linate e Malpensa il 24 ottobre per la ditta WFS Ground Italy dove si sono appena consumati 15 licenziamenti.
SIAMO GIA PRONTI ALLA NUOVA CONVOCAZIONE DI SCIOPERO per fine Novembre, quando per i ferrovieri si consumerà l’ennesimo scippo di diritti, con un rinnovo farsa delle RSU che in ossequio agli accordi tra sindacati di regime e Confindustria consegneranno la rappresentanza dei lavoratori alle sole sigle benevoli e conniventi.
I ferrovieri continueranno la mobilitazione e sosterranno le giuste lotte dei prossimi mesi, dei lavoratori della Scuola, del Pubblico impiego, dell’Industria, della Logistica… ed anche le mobilitazioni di studenti, disoccupati e sfollati, per ricostruire insieme civiltà e diritti.


NOI CI SIAMO.

Mlano 23 10 2015

Ferrovieri CUB Trasporti


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