Nonostante lo sfilarsi dei sindacati pronta firma come la CISL, il movimento è forte e può vincere.

Gli scioperi del 24 aprile e del 5 maggio, le assemblee, i presidi, le manifestazioni delle ultime settimane hanno dato un'indicazione inequivoca: la grande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola vuole una scuola della cooperazione e della collegialità, la libertà di insegnamento, forti investimenti per la scuola pubblica, forti aumenti retributivi, l'immissione in ruolo del personale precario.

 


Vogliamo, in altri termini, l'esatto contrario di quanto intende imporci il governo dall'accrescimento del potere ai dirigenti alla trasformazione dei singoli istituti scolastici in aziende in concorrenza fra di loro, dai finanziamenti alle scuole private al blocco del contratto ed alla riduzione delle risorse per la scuola pubblica.


Di fronte ad una mobilitazione imponente, il governo ricorre, per combatterci, a mezzi assolutamente usuali e non per questo meno pericolosi:

  • dapprima una propaganda spudoratamente menzognera e la minaccia di sanzioni, ad opera di Roberto Alesse, Presidente della Commissione di Garanzia contro l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici, contro forme di lotta incisive quali il blocco degli scrutini;
  • il tentativo di dividere il fronte grazie alla disponibilità, anche questa non nuova, delle organizzazioni sindacali più "responsabili" e cioè più prone alla sua volontà in cambio del riconoscimento del ruolo di interlocutori del governo e, in altri termini, della restaurazione della concertazione. A questo proposito il comunicato di Annamaria Furlan che riportiamo di seguito,  è, errori lessicali a parte,  un vero e proprio capolavoro letterario.

 

Si riconosce l’ostilità della CISL al blocco degli scrutini e si sostiene che non vi è relazione fra obiettivi che si perseguono, la CISL pudicamente si dichiara in disaccordo con il governo, le forme di lotta adottate per perseguirlo.
Annamaria Furlan, oh gran sapienza dei cislini antichi!, vuole convincerci che otterrà dei risultati significativi mediante il “confronto”, l’amena discussione, lo scambio di convenevoli e, soprattutto, senza indisporre il governo con pratiche antipatiche come le lotte.
In altri termini ci si vuole far credere che sarà possibile, grazie ad accorti discorsi, ricondurre alla retta ragione un governo che pure si accusa delle “porcate del progetto ‘buona scuola’ di Renzi e le sue presunzioni”.
Sarebbe logico, ma evidentemente la logica non la caratterizza,  che Annamaria Furlan si mettesse d’accordo con se stessa: se siamo di fronte ad un governo che fa porcate occorre agire di conseguenza.
Come si suol dire, e sulla base dell’esperienza passata, basta aver fede. Peccato che noi in Annamaria Furlan e nella CISL fiducia non ne abbiamo.
Al contrario, visto che non è la prima volta che la CISL spezza una mobilitazione, ricordiamo il 2008 quando si accordò con un governo che stava tagliando l’organico in misura notevolissima, ci domandavamo solo quando avrebbero fatto il salto della quaglia. Leggiamo comunque quanto scrive

"....Nessun passo indietro e nessun sconto a Renzi. Siamo contro il blocco degli scrutini, in maniera chiara e non ambigua come stanno facendo alcuni sindacati.
Non cadiamo nel tranello alimentato da molta stampa di spostare l'attenzione sulle forme di lotta piuttosto che sui contenuti che il Sindacato propone. Inoltre col Governo si è aperto un confronto e la Cisl, come ha sempre fatto, cercando ogni occasione di confronto per trovare soluzioni e modificare il disegno di Legge sulla Scuola.


SIAMO SINDACATO AL 100%. LA CISL NON È IN PIAZZA SOLO PER FINALIZZARE LA LOTTA FINE A SE STESSA. SIAMO PROTAGONISTI NELLA MOBILITAZIONE E IN TUTTE LE PIAZZE.
IL NOSTRO OBIETTIVO È QUELLO DI EVITARE CHE LE PORCATE DEL PROGETTO "BUONA SCUOLA" di RENZI E LE SUE PRESUNZIONI FACCIANO DANNO ALLA SCUOLA ED A TUTTO IL PAESE."

 

Per parte nostra, noi crediamo che l'aggressività del governo nasconda, male, il suo nervosismo e la sua debolezza e che proprio adesso serva la massima chiarezza, ogni cedimento in cambio di "concessioni" marginali e risibili, ogni sottrarsi all'azione vanno denunciati per quello che sono: un passare dall'altra parte.

 

La CUB Scuola Università e Ricerca ha indetto lo sciopero degli scrutini e ritiene che vi siano le condizioni, se sapremo essere uniti al di là delle divisioni che il governo cerca di creare, per arrivare al blocco ad oltranza.

 

Per la CUB Scuola Università e Ricerca
Il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi

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