Ma chi sono, in realtà, gli emiri? Quelli ufficiali di Etihad che vogliono acquisire Alitalia oppure coloro che, nelle varie società di gestione dei servizi aeroportuali italiani, giocano sulla pelle dei dipendenti?


E’ stata la domanda non espressa ma che tuttavia ha dominato la mattinata di protesta organizzata da Usb, Cub, Filt-Cgil davanti alla Camera dei Deputati. In platea cassintegrati Alitalia-Cai, dipendenti delle società di servizi di Fiumicino e tutta la miriade di lavoratori/lavoratrici spazzati via dalle varie crisi d’azienda. Oltre a quelli che - espulsi fuori dall’Azienda con la promessa dell’accompagnamento alla pensione - dopo la riforma Fornero ne resteranno privi.
Dunque una protesta su due livelli, con Alitalia vista come una parte del problema più generale del trasporto aereo. Quanto alla ex-Compagnia di bandiera, a farsi largo e’ stata invece la mancanza di fiducia verso il Governo. Particolarmente graffiante la domanda emersa: ma se non è stato rispettato il Lodo Letta del 2008, perché mai si dovrebbe rispettare quanto promesso poche ore fa da Lupi? Chi ha manifestato in piazza si è insomma fatto portatore di una duplice certezza, da un lato il fallimento della privatizzazione del vettore, da un lato quello della sua svendita agli emiri di Abu Dhabi.
In questo frammento-video, ecco cosa ha detto Giorgio Airaudo, parlamentare di Sel. Che così ci ha risposto in merito ai sette giorni entro i quali sarà chiuso l’accordo con gli emiri: “Nessuna vertenza sindacale si chiude entro una settimana. Se qualcuno vuol fare il furbo, allora non vuol trattare!”.
Particolarmente accorata la testimonianza di un gruppo di dipendenti ex-Alitalia. “Per noi il Lodo Letta prevedeva la possibilità di una ricollocazione con Italia Lavoro, da realizzarsi attraverso un apposito programma basato sulla nostra professionalità: cosa mai verificatasi. A prescindere dalla trattativa con gli emiri, chiediamo sia venga sancito un principio di salvaguarda sociale” e cioè una nuova definizione del bacino di lavoratori in mobilità. Se la trattativa per i lavoratori-CAI dovesse produrre ulteriore mobilità, “Il bacino diventi unico e relativo a entrambe le aziende”.
In piazza anche l’on. Gianni Cuperlo (Pd) e il suo collega di partito Marco Miccoli, che sotto il sole cocente ha parlato di “Miopia con cui i ministri del Lavoro Poletti e dei Trasporti Lupi stanno gestendo questa vertenza. Noi abbiamo dato loro soluzioni, puntando ai servizi di handling, catering e di manutenzione degli aerei; serve un tavolo attorno al quale far sedere i Comuni di Roma e Fiumicino, la Regione Lazio, i sindacati e tutti i player esperti della materia. In ogni caso nessun lavoratore deve essere mandato via: abbiamo detto al prefetto di Roma che lo scalo romano è una bomba a orologeria pronta a esplodere a causa dell’emergenza sociale”.
Contraria all’operazione-Etihad la Filt-Cgil e il suo segretario di Roma-Lazio Stefano Monticelli: “Lo siamo per tante ragioni, non ultima quella per la quale in azienda il costo del lavoro e’ più basso del 10% rispetto al CCNL; e ancora perché la legge prevede strumenti ad hoc a sostegno di ristrutturazioni aziendali, specie in presenza di prospettive di crescita. Licenziamenti diretti o indiretti rappresenterebbero elementi di straordinaria negatività nei rapporti fra le parti sociali”.
Tutta in attacco la partita giocata dal sindacato di base. Dice Antonio Amoroso (Cub): “Dal 2009 al 2013 il traffico passeggeri e merci è cresciuto - secondo Assoaeroporti - del 10,3% e del 16,6; a Fiumicino si e’ avuto un +3,4% sui passeggeri, con un +4,9 sulle merci nei primi quattro mesi di quest’anno. Eppure davanti a noi solo ristrutturazioni che hanno avuto lo scopo di far passare i dipendenti dal contratto a TI a quello a TD… Vale per le società di servizi e vale anche per Alitalia, che parla di 2.251 esuberi pur avendo dentro 1.300 contratti a TD. Oggi scontiamo quel che nel 2008 denunciavamo al Ministero dello Sviluppo Economico e cioè che si stava abdicando a questo settore di mercato.
Fui proprio io a chiedere cosa ci fosse in ballo: uno scambio con i francesi sull’Alta Velocità? Un dirigente all’epoca ebbe la faccia tosta di rispondermi ‘Magari ci fosse!’. Oggi rivedo lo stesso film di ieri”.
E anche oggi come ieri ci sono le banche… Per l’intesa con Etihad dovrebbero rivedere i loro crediti… “Se le banche faranno sconti, vuol dire che qualcuno avrà promesso loro qualcosa, purtroppo lo sapremo fra cinque-sei anni, non adesso! Di certo vi è solo quanto imposto dagli emiri: Tav negli aeroporti, ingresso del loro Fondo sovrano in Adr”.
Battaglieri anche Susi Ciolella e Francesco Staccioli (Usb). “In un settore dove aumentano i passeggeri, oramai tutto e’ in mano a speculatori, furbetti, bari e sfruttatori! RyanAir a Fiumicino paga 350 euro a ‘toccata’ (atterraggio - N.d.R.), Alitalia 950 secondo quanto affermato dal suo AD Del Torchio. RyanAir che arriva anche a Catania laddove si guarda bene dall’assumere 1 solo dipendente della fallita Windjet!”.
Da Usb l’ennesima rivendicazione di tutela del trasporto aereo nazionale che vale 65mila addetti e dove non esiste solo Alitalia bensi' una miriade di vicende aziendali quali - ad esempio - Groundcare, Sea, Meridiana e tutte le altre che, alla voce ‘ristrutturazione’, scaricano sui dipendenti il prezzo della crisi. Che sia questo il vero volto delle liberalizzazioni, dove la concorrenza e’ solo al ribasso?


http://www.prismanews.net/lavoro/alitalia-taglia-fiumicino-pure-trasporto-aereo-i-veri-emiri-chi.html

 

Sabato 05 Luglio 2014 12:47 da “ prismanews.net”

 

Alfonso Palumbo

 

 

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