Cub di Legnano - Nelle aziende del Legnanese e nel Castanese la situazione è impressionante. Tutto nel più totale silenzio stanno aumentando i lavoratori lasciati a casa a vario titolo, con contratto a termine ma non solo e molti sono extra comunitari, trattati a pesci in faccia. La Cub ha aperto 75 contenziosi sindacali e legali solo sul Legnanese e Castanese, di cui 25 su contratti a termine. E gli esempi rasentano l'assurdità. <RASSEGNA STAMPA>


Che la situazione economica e occupazionale sia critica è un dato certo.
Dall’analisi fatta dalla Cub di Legnano nelle aziende del Legnanese e nel Castanese la situazione è impressionante e questo sta avvenendo nel più totale silenzio.


Ci sono aziende che non pagano o sono in ritardo con gli stipendi, molte che chiedono la cassa integrazione, altre piccole aziende che pur non avendo lavoro non chiedono la cig  perché non vogliono farlo sapere (abbiamo avuto alcuni casi), altre che aprono procedura di mobilità per riduzione di personale.
Ma la cosa peggiore è che stanno aumentando i lavoratori lasciati a casa a vario titolo,  con contratto a termine ma non solo e molti sono extra comunitari, trattati a pesci in faccia.


La Cub ha aperto 75 contenziosi sindacali e legali solo sul Legnanese e Castanese, di cui 25 su contratti a termine. E gli esempi rasentano l'assurdità.
C'è un lavoratore che è stato assunto nel 2007 in una pompa di benzina e gli hanno fatto sette contratti e 29 proroghe, quando la legge prevede l'assunzione dopo due contratti a termine e infine è stato licenziato. Un altro  aveva un contratto a tempo indeterminato di un'ora al giorno: a un certo punto gli hanno chiesto di restare a casa e dopo qualche mese gli è arrivata una lettera di licenziamento perché non si era presentato al lavoro. Un altro ha avuto tre contratti e nove proroghe, un altro che lavorava in una panetteria di Legnano ha ricevuto la lettera di licenziamento ma poi abbiamo scoperto che il datore dava la busta intera ma uno stipendio sottobanco a metà ore ( di questi casi ne abbiamo avuti altri). Una ragazza è stata assunta in prova per due mesi senza retribuzione in un asilo nido privato e poi è stata licenziata senza nulla.

La Cub di Legnano ha impugnato tutte queste e altre situazioni, per alcuni lavoratori i loro contratti sono stati trasformati a tempo indeterminato, in altri casi i lavoratori hanno accettato un risarcimento economico. Abbiamo costatato che  il 90% dei contrati a termine verificati sono sbagliati o sono illegittimi. 
Per queste ragioni da alcuni mesi abbiamo avviato una campagna per invitare i lavoratori a far controllare i propri contratti a termine, per poterli poi eventualmente impugnare nel caso fossero lasciati scadere lasciando i lavoratori in mezzo alla strada.

La situazione è oggettivamente difficile, il problema è che tutti parlano a nessuno fa niente: oggi le banche non fanno più credito e le aziende stanno liberandosi delle persone che  ritengono superflue, scaricando le loro difficoltà  sui lavoratori; alcune lo fanno seguendo le procedure di mobilità e cig, altre invece in modo illegale e spesso questi fenomeni colpiscono gli stranieri.

Di fronte a questa situazione sarebbe necessario creare lavoro, contenere il lavoro precario, impedire i licenziamenti indiscriminati e occorre una struttura in grado di riciclare e ricollocare i lavoratori espulsi dalle aziende.

E il Governo invece cosa fa? Alla faccia di tutte le dichiarazioni sul contrasto alla precarietà,  il disegno di legge sul mercato del lavoro  non ha nulla di tutto ciò: nessun tipo di contratto è stato soppresso e la grande riforma si limita, su dieci tipologie di contratti, a piccole modifiche e in alcuni casi a significativi peggioramenti.


Sul contratto a tempo determinato il modesto incremento contributivo (1,4%) viene accompagnato dalla eliminazione della causale e delle mansioni finora necessaria. Fino ad oggi la loro mancanza era motivo di nullità del termine. In futuro sarà più difficile impugnarli.
Sul lavoro interinale un decreto elimina sia l’obbligo di fornire i motivi sia i tetti quantitativi previsti dai contratti. E’ rilancio in grande stile del lavoro interinale, altro che abolizione.

Inoltre l’abbassamento delle protezioni sociali nei casi di chiusure di aziende o licenziamenti, con l’abolizione della mobilità che consentiva 36 mesi di contribuzione e indennità e l’introduzione dell’Aspi che ne garantisce solo 12 mesi ( 18 mesi per età oltre 55 anni) farà si che coloro che saranno espulsi dai processi produttivi saranno imPossibilità ati ad accedere all’ormai irraggiungibile pensione.

Di fronte a questa situazione ci vorrebbe una mobilitazione generale sui temi del lavoro. La Cub è impegnata su questa battaglia, sia a livello generale, sia a livello locale concretamente ed i fatti esposti lo dimostrano.


Maggio 2012

Carlo Pariani
Confederazione Unitaria di Base
Legnano

 

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 La CUB di Legnano lancia una campagna contro il lavoro precario

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