FIAT - MELFI - La sentenza favorevole a Giovanni Barrozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli della Fiom-CGIL è una vittoria di tutti noi operai e di chi ha sostenuto e continua a sostenere le ragioni degli operai. La Fiat dovrebbe rispettare la sentenza dei giudici. <RASSEGNA STAMPA>

 

La sentenza favorevole a Giovanni Barrozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli della Fiom-CGIL è una vittoria di tutti noi operai e di chi ha sostenuto e continua a sostenere le ragioni degli operai.

Gli operai in fabbrica hanno accolto con entusiasmo il loro successo anche se è passato già molto tempo dal loro allontanamento.

Anche il ricorso della Fiat presso il tribunale di Melfi (che ha anticipato il ricorso in appello), invece di essere accolto, poteva essere bocciato, se alcuni delegati filo padronali, opportunamente addomesticati dal loro segretario nazionale, non avessero ritrattato quello che avevano sostenuto inizialmente a favore dei lavoratori licenziati.  
Gli operai purtroppo devono fare i conti anche con personaggi che militano in organizzazioni sindacali e che potrebbero benissimo far parte dei consigli di amministrazione della Fiat.
Elementi che invece di condannare la Fiat, sostenere i lavoratori licenziati e reintegrati, sbraitano e continuano a dividere gli operai.
Anche il segretario nazionale della Uilm, Palombella dovrebbe almeno un pochino vergognarsi. Invece di sorreggere i lavoratori licenziati e reintegrati, l'unica cosa che riesce a fare sono delle affermazioni sterili che capovolgono la realtà e accusano: "Un sindacato come quello dei metalmeccanici della Cgil è riuscito a far licenziare tre lavoratori...".
La Fiat dovrebbe rispettare la sentenza dei giudici. Invece, dato che nel nostro paese ha sempre fatto quello che vuole, ha già deciso che i lavoratori reintegrati non dovranno rientrare in fabbrica fino alla sentenza di cassazione, sperando che gli dia ragione, come è successo per Tonino Innocenti ex delegato della Fiom-Cgil.
Purtroppo quando gli operai si affidano ai giudici, alle sentenze, ai ricorsi e ai controricorsi il loro rientro in fabbrica diventa difficile e, quando gli va bene, passano mesi per poter raggiungere la meta.
Andrebbe diversamente e la strada diventerebbe molto più corta se gli operai si unissero e bloccassero la produzione.

Melfi 25-02-2012

La Segreteria della FLMUniti-CUB

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Rassegna stampa

da "ilQuotidiano" del 26 2 2012 .pdf

 

 

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