FLMUniti - PRESIDIO davanti ai cancelli della COMPUPRINT LEINI a CALUSO - Dopo la formalizzazione dell’accordo, che per la Compuprint di Leinì, l'ex Sferal di Caluso, prevede, per 223 su 268 lavoratori due anni di cassa integrazione per cessata attività, a cui seguiranno i licenziamenti, la Fiom “scalda i muscoli”.

 

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La sentinella del canavese 11 luglio 2011

PRESIDIO COMPUPRINT LEINI

CALUSO Dopo la formalizzazione dell’accordo, che per la Compuprint di Leinì, l'ex Sferal di Caluso, prevede, per 223 su 268 lavoratori due anni di cassa integrazione per cessata attività, a cui seguiranno i licenziamenti, la Fiom “scalda i muscoli”.
Come è noto la segreteria canavesana della Fiom, con la Rsu Flmuniti Cub, non ha firmato l'accordo, siglato invece da Fim, e Uilm e dalle RSU di Fiom. Ha sottolineato Fabio Bellino, responsabile territoriale Fiom nell’assemblea svoltasi al centro aperto di Caluso venerdì scorso: «Noi non avalliamo i licenziamenti. E noi questo accordo non lo abbiamo condiviso a prescindere.

Qui nessuno si è reso conto che tra un anno, ci saranno 223 persone senza lavoro e senza stipendio.

Perché siamo convinti che l'azienda, non ricollocherà il 30% dei lavoratori, come previsto dall'accordo e quindi non avrà un altro anno di cassa.

Altro fatto grave è che per la prima volta abbiamo assistito a dei licenziamenti senza soluzioni di ricollocazione per i lavoratori. Cosa ne sarà di queste persone e delle loro famiglie? Si verrà a creare un grave impatto sociale, a cui nessuno sembra interessarsi dopo la firma dell'accordo. Non bisogna stare fermi ad aspettare la fine della cassa, ma riprendere in mano la situazione, anche dal punto di vista legale. Non fare niente vuol dire scomparire». Dopo una discussione con i lavoratori presenti all'assemblea è stata decisa una linea d'azione che prevede la creazione di un coordinamento di lavoratori, senza sigle sindacali, che porti avanti azioni concrete per recuperare una vicenda in cui sono stati commessi molti errori e ottenere un piano di ricollocazione, per chiedere a Regione, Provincia, ai sindaci del territorio di assumersi le loro responsabilità à.

Da stamane, lunedì 11 luglio, un presidio di lavoratori stazionerà davanti alla fabbrica di Leinì, mentre si chiederà subito un incontro in Regione. Nessun giudizio critico è stato espresso dalla segreteria Fiom in merito alla scelta della Rsu di fabbrica di firmare l'accordo.
«La decisione - ha detto Bellino - è stata presa in una situazione delicata, quindi capisco i nostri delegati. Ma anche se non avessero firmato, l'accordo sarebbe stato valido». Intanto il sindaco di Caluso Marco Suriani ha avviato le modalità operativa per anticipare la cassa integrazione ai lavoratori grazie all'iniziativa promossa dal Comune di Ivrea con il sostegno di Unicredit. (l.m.)

 

 

 

 

 

 

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