LA FINANZIARIA PER IL 2011 VISTA DAL SOCIALE E DAL MERIDIONE - La manovra finanziaria, o meglio la legge di stabilità per il 2011, a causa del taglio dei fondi di carattere sociale che contiene, potrebbe segnare il profondo ridimensionamento o la scomparsa di politiche socio-assistenziali, a livello territoriale, essenziali per la vita di milioni di italiani, in particolare del Mezzogiorno.


PRENDI IL DOCUMENTO IN FORMATO .zip

LA FINANZIARIA PER IL 2011 VISTA DAL SOCIALE E DAL MERIDIONE

La manovra finanziaria, o meglio la legge di stabilità per il 2011, a causa del taglio dei fondi di carattere sociale che contiene, potrebbe segnare il profondo ridimensionamento o la scomparsa di politiche socio-assistenziali, a livello territoriale, essenziali per la vita di milioni di italiani, in particolare del Mezzogiorno.

E’ quanto si evince dal Disegno di legge di stabilità 2011 (A. C. 3778) e del Bilancio di previsione 2011 dello Stato (A. C. 3779).
Fondo nazionale politiche sociali Sul Fondo nazionale per le politiche sociali si assiste ad uno dei tagli più eclatanti.
La legge ha stabilito che il citato Fondo fosse utilizzato per: a) agevolazioni per genitori di handicappati; b) assegni di maternità; c) assegno ai nuclei familiari; d) indennità per i lavoratori affetti da talassemia.

E’ da tenere presente che le risorse del Fondo rappresentano la principale fonte di finanziamento statale degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie e questi contribuiscono in misura decisiva al finanziamento della rete integrata dei servizi sociali territoriali attraverso la quota del fondo ripartita tra le regioni che attribuiscono le risorse ai comuni i quali erogano i servizi ai cittadini previsti nei Piani sociali di zona.

Nel 2008 il Bilancio di previsione dello Stato finanziava il Fondo, le risorse destinate in gran parte alle regioni, con 939,3 milioni di euro.
Il governo Berlusconi apportò una drastica riduzione e dai 939,3 milioni di euro del 2008 si è arrivati ai 435,3 milioni per il 2010.
La legge di stabilità per il 2011 di fatto smantella il Fondo con uno stanziamento ridotto ai miseri 75,3 milioni di euro (-82,7% rispetto al 2010 e pari all’8% di quanto destinato nel 2008). Tale somma forse coprirà solo l’attribuzione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Dal 2011, le risorse destinate alle regioni che sono diminuite, dai 670,8 milioni del 2008 ai 518,2 milioni del 2009 fino ai 380,2 milioni del 2010, verranno completamente azzerate limitando fortemente la costruzione della rete territoriale dei servizi sociali, nei comuni. Con una ulteriore drammaticità nel Mezzogiorno.

Le regioni Meridionali hanno avuto nel 2009 dal Fondo nazionale politiche sociali le seguenti risorse:
Calabria 21,311 milioni di euro;
Campania 51,734 milioni di euro,
Puglia 36,156 milioni di euro;
Sicilia 47,601 milioni di euro.

In sostanza 4 Regioni Obiettivo Convergenza ebbero complessivamente ripartite risorse per circa 156,7 milioni di euro. La legge di stabilità 2011 destina al Fondo per tutto il territorio nazionale solo 75,3 milioni di euro.

Fondo non Autosufficienza
La legge di bilancio per il 2011 non prevede alcun stanziamento al Fondo per la non autosufficienza, istituito dall’art. 1, comma 1264 della Legge finanziaria 2007 e finalizzato a garantire su tutto il territorio nazionale l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti.
Le risorse per tale Fondo erano pari: a 100 milioni di euro nel 2007, 99 milioni di euro attribuiti alle regioni; a 300 milioni nel 2008, 299 milioni di euro erogati alle regioni; 400 milioni nel 2009 e nel 2010, di questi 399 milioni di euro ripartiti alle regioni nel 2009, e 380 milioni ripartiti nel 2010 alle regioni.
In Italia sono oltre 2,5 milioni le persone con disabilità gravissime non autonome. Le regioni meridionali Obiettivo Convergenza ebbero nel 2008 le seguenti risorse:

Calabria
10,579 milioni di euro; Campania 25,149 milioni di euro; Puglia 19,008 milioni di euro;

Sicilia
24.872 milioni di euro, per un totale di circa 69 milioni di euro.
Nel 2009 queste le risorse ripartite: Calabria 14,117 milioni di euro; Campania 33,560 milioni di euro; Puglia 25,366 milioni di euro; Sicilia 33,191 milioni di euro, per un totale di circa 106 milioni di euro.
Nel 2011 sono previste zero risorse Fondo per le politiche della famiglia

Il Fondo per le politiche della famiglia finanzia:

a) il funzionamento dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia;
b) l’elaborazione del Piano nazionale per la famiglia;
c) il sostegno delle adozioni internazionali;
d) le iniziative di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;
e) il fondo di credito per i nuovi nati;
f) interventi regionali.

Nel 2008 il Fondo era finanziato con 346,5 milioni di euro, nel biennio successivo, con il Governo Berlusconi le risorse del citato Fondo sono stati dimezzate: 186,5 milioni nel 2009, 185,3 milioni nel 2010.

Nel 2011 con la legge di Stabilità verranno ulteriormente ridotte le risorse del Fondo del 71,3% rispetto al 2010, infatti al Fondo politiche per la famiglia saranno destinati solo 52,5 milioni.
Niente male per un Governo che del sostegno alle famiglie ne ha fatto una bandiera.
Fondo per le politiche giovanili Il Fondo per le politiche giovanili è finalizzato al finanziamento di progetti per la promozione del diritto dei giovani alla formazione culturale, professionale e all’inserimento nella vita sociale con interventi per il diritto all’abitazione e l’accesso al credito.

Nel 2008 il Fondo era stato finanziato con 137,4 milioni, poi ridotti a 79,8 milioni nel 2009 e 94,1 milioni nel 2010. Di questi ultimi ne sono stati ripartiti alle Regioni 37,421 milioni di euro.
Nel 2011 gli stanziamenti saranno ridotti ulteriormente a 32,9 milioni ovvero -65% rispetto al 2010.

Nel 2010 le Regioni Obiettivo Convergenza ebbero le seguenti risorse:
Calabria 1,538 milioni di euro;
Campania 3,736 milioni di euro;
Puglia 2,612 milioni di euro;
Sicilia 3,439 milioni di euro,
per complessivi circa 11,3 milioni di euro su un totale ripartito di 37,42.

Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione
Pesantissimo e portatore di drammi il quasi azzeramento del Fondo nazionale per il sostegno alla locazione, della Legge 431 del 1998.
Con il Fondo sono la concessi, tramite bandi comunali, ai conduttori contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione.
Nel 2008 il Fondo aveva ricevuto risorse per 205,6 milioni.
Gli stanziamenti erano stati ridotti a 161,8 milioni nel 2009 e 143,8 milioni nel 2010.
Nel 2011 il Fondo sarà praticamente cancellato, con la riduzione delle risorse disponibili a 33,5 milioni, -76,7% rispetto al 2010 per giungere ai solo 14,9 milioni di euro nel 2014.
Questo mentre in Italia su 60.000 sentenze annuali di sfratto ben 51.000 sono per morosità. Ma mentre il Governo toglie l’unico ammortizzatore sociale previsto per famiglie che pagano affitti insostenibile, approva la cosiddetta “cedolare secca sugli affitti” con la previsione di un’aliquota unica del 20% per la tassazione dei canoni di locazione relativi agli immobili ad uso abitativo.
La cedolare secca comporterebbe, elaborando i dati della Relazione tecnica del decreto, un risparmio per i proprietari immobiliari pari a ben 852 milioni annui, un enormità se confrontata allo stanziamento per il contributo affitti per gli inquilini con canoni di locazione insostenibili.

Nelle regioni Obiettivo Convergenza si sono viste assegnare per il 2009 le seguenti risorse:
Puglia 11,995 milioni di euro;
Campania 16,144 milioni di euro;
Calabria 4,772 milioni di euro;
Sicilia 13,228 milioni di euro,
per complessivi circa 44 milioni di euro su 181 milioni di euro disponibili.

Per il 2011 la legge di stabilità destina per l’intero territorio nazionale 33,5 milioni di euro.

Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati
E’ stato di fatto abrogato già negli anni scorsi il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati, istituito dalla Legge finanziaria 2007, 100 milioni che furono stanziati nel bilancio di previsione 2008 e mai più rifinanziato.

Piano straordinario servizi socio educativi per la prima infanzia
Il Piano straordinario dei servizi socio educativi per la prima infanzia fu finanziato con 446 milioni nel triennio 2007-2009, di questi 100 milioni di euro nel 2009. Dal 2010 non è più rifinanziato.
Dei 446 milioni stanziati nel triennio 2007-2009 alle Regioni Obiettivo Convergenza furono erogate le seguenti risorse:
Calabria 22,214 milioni di euro;
Campania 76,347 milioni di euro;
Puglia 39,913 milioni di euro;
Sicilia 47,379 milioni di euro.


Fondo per le politiche pari opportunità
Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, passa dai 64,4 milioni stanziati nel 2008 ai 30 milioni di euro del 2009, a 3,3 milioni di euro del 2010 e, infine, ai miseri 2,2 milioni di euro nel 2011.

Fondo nazionale per l’infanzia
Il Fondo nazionale per l’infanzia dalla legge di stabilità del 2011 è il meno colpito, passa dai 43,9 milioni di euro del 2008 e 2009 ai 40 milioni di euro nel 2011.

Fondo nazionale per il servizio civile

Una vera mannaia si è abbattuta su gli stanziamenti destinati al Fondo nazionale per il servizio civile degli obiettori di coscienza, basti pensare che passa dai 299,6 milioni del 2008 ai 171,4 milioni del 2009, ai 170,3 milioni del 2010. per arrivare con la legge di stabilità per il 2011 a 113 milioni ovvero -33,6% rispetto al 2010. Grazie a questo fondo decine di migliaia di giovani soprattutto al sud danno il loro contributo in particolare a servizi alla persona, potendo anche contare su un contributo economico, in attesa di nuova occupazione. In questo modo, ad esempio, tanti invalidi o ciechi o con altre disabilità perderanno la Possibilità à di essere accompagnati o assistiti e migliaia di giovani in particolare nel sud perderanno un minimo di contributo economico.

I Fondi sociali citati nel 2008 risultavano avere risorse disponibili pari a 2 miliardi e 520 milioni queste sono scese a 1 miliardo e 851 milioni nel 2009, con un calo del 30,5% rispetto all’anno precedente, a 1 miliardo e 472 milioni di euro nel 2010 un calo del 15,9% rispetto all’anno precedente.
Con la legge di stabilità per il 2011 si è giunti ad un ulteriore, drastico taglio, destinando a questi Fondi poco più di 349 milioni di euro, che diventeranno 271,6 milioni di euro nel 2013.

Una riduzione insostenibile per la parte più debole del nostro Paese, e per le aree meridionali in particolare, pari all’ 86 % tra il 2008 e il 2011, che non potrà non impattare sulla vita di milioni di persone e trattandosi di servizi e fondi sociali un impatto micidiale sui servizi alla persona nel sud dove questi già subiscono una carenza strutturale.

Vedi scheda che segue:

 Tabella finanziaria 2010


Fonti: www.nens.it; conferenza regioni, ministeri competenti, lega autonomie.

 

 

 

 

FaceBook