NEWS VENERDI'RAGUSA - Ancora un taglio. E chi pensava che c’era ormai ben poco da eliminare sulla tratta ferroviaria che attraversa la nostra provincia è servito. Gli ultimi colpi di forbice di TRENITALIA  sono entrati in vigore da ieri. - Cub-Trasporti ribadisce la necessità di «una mobilitazione di tutte le forze del territorio per imporre un diritto alla mobilità e alla libertà di scelta del cittadino.

SCARICA IL DOCUMENTO IN FORMATO .pdf


Ancora un taglio. E chi pensava che c’era ormai ben poco da eliminare sulla tratta ferroviaria che attraversa la nostra provincia è servito. C’è ancora Possibilità à di potare. E pazienza se nel mezzo ci vanno i pendolari, ossia, di fatto, gli unici che continuano ad utilizzare il treno con costanza per raggiungere il posto di lavoro.
Nell’attesa che si firmi l’accordo di servizio Trenitalia-Regione, si continua a tagliare. Con il risultato che, quando sarà il momento di mettere nero su bianco, sarà rimasto assai poco. E rilanciare questo sistema di trasporto diventerà quasi impossibile. Insomma, un atteggiamento di chi guarda solo ai numeri del bilancio e non anche alle esigenze di un intero territorio.
E’ un discorso vecchio, ma che Trenitalia mostra di non voler recepire.
Gli ultimi colpi di forbice sono entrati in vigore da ieri. E riguardano il Caltanissetta-Comiso e il Modica-Gela su un versante e il Modica-Siracusa e Siracusa-Modica, sull’altro. Per le ferrovie si tratta di “variazioni al programma di esercizio”; per il territorio ibleo sono un nuovo colpo alle speranze di veder rilanciata la tratta ferroviaria.
Che va ad aggiungersi all’ultima novità che arriva da Roma: i trenta milioni di euro stanziati tempo fa per realizzare la metropolitana di superficie a Ragusa e velocizzare la tratta iblea non ci sono più. Da quanto ha riferito l’assessore regionale Pier Carmelo Russo ai ferrovieri sarebbero stati ritirati dal governo nazionale.
Questo colpo è quasi più drammatico dell’ennesimo taglio alle corse ferroviarie. Perché significano pregiudicare ancora di più il futuro trasporto su rotaie nella nostra provincia.
Tornando ai due treni tagliati, come al solito il grido d’allarme parte dai ferrovieri del Cub-Trasporti. Il coordinatore provinciale Pippo Gurrieri spiega che i due treni, il Caltanissetta-Comiso, treno pendolari della fascia mattutina, e il Modica-Gela, incrociante nella medesima fascia, «verranno limitato l’uno a Gela e l’altro a Comiso. I viaggiatori da Gela a Comiso e da Comiso a Gela scenderanno dal treno e prenderanno l’autobus sostitutivo».
Gurrieri aggiunge che «analogo pasticcio si verificherà a Pozzallo, con treni da Modica per Siracusa e da Siracusa per Modica, sempre nella fascia mattutina. La tratta da Modica a Pozzallo e viceversa verrà servita da autobus, mentre tra Pozzallo e Siracusa circoleranno i treni». In pratica, «quattro treni dimezzati, che vanno ad aggiungersi alla falcidia operata la scorsa primavera e alla chiusura domenicale della linea».
Il Cub-Trasporti si è informato sulle motivazioni alla base del provvedimento. E la risposta ricevuta è stata: mancano i mezzi. Una spiegazione che per il sindacato di base è «paradossale» perché «proprio in queste settimane sono arrivati i Minuetto, momentaneamente imPossibilità ati a circolare tra Palermo e Punta Raisi per chiusura per interventi all’infrastruttura». Ed allora, aggiunge Gurrieri, la verità è che la Sicilia sud-orientale p ormai alla frutta.
Anche sulla Gela-Catania si verificano i medesimi provvedimenti. Più passa il tempo e più Trenitalia smantella, per contenere i costi, ma facendolo, come sempre, sulle spalle delle popolazioni del sud-est».
Ci sono Possibilità à perché si torni indietro? L’assessore Pier Carmelo Russo, nelle scorse settimane, ha confermato alla delegazione iblea guidata dal presidente della Provincia Franco Antoci che, nel momento in cui si firmerà con Trenitalia l’accordo di servizio, si imporrà il ripristino delle corse soppresse. Ma c’è il rischio che, nel momento della firma, di corse ce ne saranno ben poche e il ripristino diventerà assai difficoltoso.
Il Cub-Trasporti ribadisce la necessità di «una mobilitazione di tutte le forze del territorio per imporre un diritto alla mobilità e alla libertà di scelta del cittadino, che alle popolazioni iblee viene negata».
Ma lo fa quasi per dovere. Perché tutti i richiami alla mobilitazione sono caduti nel nulla. In pratica, è rimasto solo il presidente della Provincia a continuare a battersi per evitare che la ferrovia del nostro territorio diventi un ricordo da raccontare ai nipotini.
Per il Cub, «occorrerebbe dire basta una volta per tutte alla colonizzazione di questo territorio», ma anche Pippo Gurrieri appare sfiduciato: «Sono parole – aggiunge – ripetute tante volte, segno che alla fine lasciano il tempo che trovano».
Nonostante questo, però, il Cub-Trasporti intende proseguire nella sua battaglia. Anche in modo solitario, visto il silenzio delle altre sigle sindacali sulla questione (salvo risvegliarsi, di tanto in tanto, per far intendere che ci sono anche loro).
«Andremo avanti lo stesso – conclude Gurrieri – con i lavoratori, i pendolari, i pochi amici della rotaia, il presidente della Provincia intanto per resistere, ma soprattutto perché la ragione che abbiamo oggi (e che tanti - a parole - ci riconoscono) possa diventare realtà in un domani in cui per necessità tutti saranno costretti a rivalutare forme di mobilità alternative al gommato e al petrolio, pubbliche ed ecocompatibili».
FaceBook