RECENSIONE di: “Prove di un mondo diverso” di Guido Viale (Alex Miozzi)


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 “Prove di un mondo diverso” di Guido Viale 
In un momento come questo è singolare trovare un testo con un sottotitolo come questo, “Itinerari di lavoro dentro la crisi”, a prescindere quando da questa crisi si uscirà, e come. Una volta tanto, infatti, un’occasione in cui, oltre a ragionevoli dubbi amletici, vengono posti in essere anche possibili rimedi.
L’itinerario seguito dall’autore, che parte da un’analisi sociale dai moti del ’68 per passare ai successivi trenta, quarant’anni, di rigurgito culturale a ogni livello, prende subito le distanze dai luoghi comuni che portano all’autoreferenziale discettare di massimi sistemi.
L’individuazione di temi pratici, quali il rapporto fra debito e speculazione, al senso dei confitti, anche bellici, fino al muoversi, con la differenza tra viaggiatori e turisti, e in ultimo lo spostamento dei migranti, da qui la formazione delle societàà multietniche, prende forma già nella prima parte del racconto e conduce il lettore su di un percorso che, a prescindere a come la si pensi, resta terreno di confronto alla base di molteplici problematiche.
 Dopo l’analisi dei guasti, le cui conseguenze gravano ancora una volta sui più deboli di ogni dove, è naturale e immediato approdare a quelle che sono le possibili soluzioni prospettate, non soltanto dall’autore, che a sua volta cita un discreto numero di altri intellettuali ed economisti.
Il filo rosso individuato nella trattazione passa dallo sviluppo sostenibile alla produzione di automobili, ai cosiddetti “padroni del cibo”, anche con la trattazione dei casi specifici, vedi nello specifico il caso dei rifiuti in Campania, tutte questioni, in un modo o nell’altro, indissolubilmente legate tra loro.
Il lavoro di Viale è apprezzabile anche per i suggerimenti pratici indicati, dalla critica razionale al mito del nucleare all’idea di progettazione partecipata, fine a indicazione “passo a passo” circa al passaggio di un’economia basata sul petrolio a un utilizzo di una pluralità di forme energetiche, e altro ancora.
 La cultura della sobrietà diviene il paradigma di una societàà evoluta, così come la produzione o il trasporto, di esseri umani e di beni, non sono di per sé un male se accompagnati, nel primo caso da un riciclaggio e recupero delle materie prime, e nel secondo da una gestione razionale. Le “prove” del titolo, già impiegate in altre nazioni, sono quindi per questo realmente applicabili al di là di ogni ragionevole dubbio, dati alla mano.
  E’ interessante infine la prospettiva critica dell’autore, non soltanto nei confronti di un ancien regime monopolista, e alla prova dei fatti anche parecchio ottuso, che detiene ancora oggi buona parte delle risorse, ma anche nei riguardi di una frangia di ecologisti, non sempre in buona fede, che sull’ecologia ha ancora oggi idee piuttosto confuse.
 

Guido Viale – Prove di un mondo diverso. Itinerari di lavoro dentro la crisi – NdA Press - 10,00 €

 
(Alex Miozzi)

 

 

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